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mercoledì 23 novembre 2016

Wall Street non si fa sedurre dai dati macro. Focus sulla Fed


Dopo aver aggiornato i suoi massimi storici nelle ultime due sedute, la piazza azionaria americana quest'oggi potrebbe tirare un po' il fiato, secondo quanto anticipato dai futures sui principali indici. Il contratto sull'S&P500 scende dello 0,23%, seguito da quello sul Nasdaq100 che arretra dello 0,33%.
Il mercato mostra una debole intonazione malgrado le positive indicazioni arrivate dal fronte macro, visto che nell'ultima settimana le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono state pari a 251mila unità, in aumento di 18mila unità, rispetto alla lettura precedente rivista leggermente al ribasso da 235mila a 233mila unità.

L'indicazione odierna ha deluso le attese degli analisti che si erano preparati ad un rialzo meno corposo a 248mila unità. 
Meglio del previsto anche il dato preliminare degli ordini di beni durevoli che ad ottobre ha evidenziato una variazione positiva del 4,8%, in forte rialzo rispetto alla lettura precedente rivista al rialzo da -0,1% a +0,4%.
Il dato ha battuto le previsioni degli analisti che stimavano un incremento meno marcato dell'1,1%.
Al netto della componente trasporti si è avuto un rialzo dell'1%, in crescita rispetto all'indicazione di settembre rivista al ribasso da +0,1% a -0,4%. Anche in questo caso il dato è stato migliore delle stime che indicavano una crescita dello 0,3%.
Gli investitori attendono di conoscere altri dati macro e si tratta dell'indice PMI manifatturiero di Markit riferito al mese di novembre, mentre per il dato finale della fiducia Michigan di novembre si stima un calo a 89,5 punti rispetto ai 91,6 dell'indicazione preliminare, ma in rialzo in confronto agli 87,2 punti della versione definitiva di ottobre.
Le vendite di nuove case ad ottobre dovrebbero calare da 593mila a 587 mila unità.
Un'ora dopo l'avvio degli scambi sarà diffuso il consueto report sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell'energia.


Due ore prima della chiusura di Wall Street saranno diffuse le minute del FOMC, ossia i verbali dell'ultima riunione della Fed tenutasi lo scorso 2 novembre.
Intanto sul fronte valutario il dollaro si impenna nei confronti dello yen spingendosi ad un passo dalla soglia di 112, ma il biglietto verde guadagna terreno anche rispetto all'euro che scende in area 1,059.

Debole il petrolio che dopo il calo di ieri continua ad indietreggiare in direzione dei 47,5 dollari al barile, ma è ben più accentuata la flessione dell'oro che scivola pesantemente in area 1.194,5 dollari l'oncia.
Tra i vari titoli da seguire Deere & Co. che ha chiuso il quarto trimestre dell'ultimo esercizio fiscale con un utile netto inc alo da 351,2 a 285,3 milioni di dollari, con un risultato per azione pari a 0,9 dollari, ben oltre le previsioni degli analisti fissate a 0,4 dollari.

I ricavi si sono attestati a 6,52 miliardi di dollari, superando anche in questo caso le stime del mercato che parlavano di un giro d'affari meno corposo a 6,16 miliardi di dollari.
Sotto i riflettori Eli Lilly che crolla nella fase di pre-apertura con un affondo di quasi il 15% dopo che il gruppo ha annunciato che il proprio trattamento "Solanezumab" per la cura dell'Alzheimer non ha superato il test in fase III, l'ultimo prima dell'approvazione del farmaco da parte della FDA.  
Fonte: News Trend Online

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