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venerdì 18 novembre 2016

Un’immagine vale 1000 parole.

Un’immagine vale 1000 parole. Non v’è alcun dubbio. Lascio subito la “parola all’immagine” arricchendone poi il senso con qualche altra parola a seguire. L’opera che vedete si intitola 2016. L’autore è FTSE MIB.



Un’opera incompiuta perché manca ancora più di 1 mese allo scadere del 2016 e tuttavia capace, per chi ha vissuto l’anno operando, di lasciare diversi segni importanti. Brexit e Trump in primis, ma anche un elogio alla lateralità volatile, alla macrocongestione. Perché è evidente che 16.000 e 17.000 sono state frontiere capaci di contenere i prezzi tante volte.

Il grafico appena visto ha una compressione settimanale, che usualmente utilizzo per leggere le tendenze di fondo, ci sono diverse cose da notare oltre ai già citati livelli sensibili 16.000 e 17.000.

La sessione settimanale del brexit è evidentissima, e la sua volatilità contiene tuttora le quotazioni. La settimana a seguire, quella del 1 luglio ha creato un minimo inferiore al precedente (12 febbraio) ma senza affondi particolari. Il massimo di reazione che ne è seguito è inferiore a quello precedente.

Siamo quindi nella più classica delle situazioni con minimi inferiori e massimi inferiori. In altri termini in piena tendenza ribassista. Questo apparentemente. Perché a ben vedere, anche se non si è creato un massimo di reazione superiore al precedente, si è creata una macrocongestione volatile, quella appunto contenuta tra 16k e 17k. E quindi?

Quindi il mercato ha finito di scendere. O meglio, ha interrotto la propria discesa e se ribasso dev’essere sarà un nuovo trend e un nuovo movimento. Analizzando la volatilità delle sessioni rialziste e ribassiste è chiaramente visibile la residua forza degli orsi, i rimbalzi durano diverse sessioni, spazzate poi via da una sessione ribassista. Questo sta a sottolineare la forza ancora vitale dell’orso, ma al contempo, poiché non si fanno nuovi minimi, sembra solo questione di tempo prima che gli equilibri prendano nuova forma. Questo visivamente.

Conferma questa opinione il trading system su base settimanale che seguo sul FTSE MIB e che, dopo innumerevoli mesi short, ha dato un nuovo responso. Long?

No, ha semplicemente chiuso lo short che aveva in essere da aprile.


E ora se ne sta beatamente FLAT. Naturalmente sarà mia premura discutere con voi del nuovo segnale qualora dovesse verificarsi. E si verificherà prima o poi, su questo ho pochi dubbi.

Negli scorsi numeri della rubrica ho selezionato diversi certificati che ben coprono la parte finale dell’anno, la fase attuale però mi ha portato a scoprire un prodotto che avevo erroneamente trascurato, preferendogli il future regolamentato.

Non che preferisca il benchmark a leva fissa 7x al fib o al minifib, tuttavia ho riscoperto il mio vecchio amore per lo scalping grazie a questo prodotto.

Per prima cosa una rispolverata sullo strumento finanziario.
Il Benchmark Certificates replica le performance del sottostante. Se è di tipo "Quanto" il prodotto ha copertura del rischio cambio a scadenza, altrimenti vi è il rischio cambio se il sottostante è in valuta diversa dall’Euro.

Il Benchmark Certificate trae profitto dai rialzi del sottostante poichè ne replica l’andamento. Il rischio cambio è annullato con i certificati di tipo "Quanto".

 
  • Caratteristiche principali dei "Benchmark Certificates":
    Replicano l'andamento del sottostante.
  • Protezione dell’investimento:
    Nessuna, il prodotto replica la performance del sottostante.
  • Sottostanti:
    Indici, materie prime (spot e future), tassi di cambio e titoli governativi.
  • Durata:
    Fino a 5 anni.
  • Orizzonte temporale dell’investimento:
    Breve o medio termine.
  • Obiettivo dell’investimento:
    Trarre profitto dal rialzo del sottostante.
  • Principali vantaggi:
    Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
    Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.

Questo prodotto è composto da: Un’opzione call con strike pari a 0.

I certificates sono quotati sul segmento Sedex di Borsa Italiana, possiedono un loro codice identificativo ISIN e possono essere acquistati o venduti come qualsiasi altro strumento finanziario quotato in Borsa.

Unicredit tratta questa tipologia di certificati a leva 2x su Telecom, Intesa, Generali, Fiat ed Eni. A leva 3x, 5x e 7x su alcuni indici. Ftse Mib, Dax, Cac40 e Eurostoxx 50.

Il taglio medio di un trade in certificati d'investimento è nell'ordine di 1000-2000 euro. Con questa cifra, all'evento di venerdì 25 novembre a Milano, palazzo delle stelline, andrò a caccia di trade con il conticino Vita da Trader. Sul palco ci saremo io, Tony Cioli Puviani e Paolo Dal Negro di Unicredit. Vi spiegherò come fare AVARAMENTE trading sui certificati a leva, e con il minifib. Avremo modo di parlarne a lungo all'evento.

Solo una cosa prima, il concetto di Vecchio Avaro viene spesso frainteso. Lui non cerca piccoli profitti. Se li porta a casa quando sono da portare a casa. Se il mercato in quel momento offre quello, quello prende. Non si tratta di ricerca di piccoli profitti frequenti fini a se stessi. La differenza è sottile dal punto di vista semantico ma enorme dal punto di vista pratico ed economico.

ISCRIZIONI ALL’EVENTO:
http://www.traderlink.it/training/index.php?cod=UNIC25112016MI&idfrom=DEM
Per chi non ha sentito parlare dell’esperimento VDT linko i due webinar collegati dove è illustrato e analizzato.

ESPERIMENTO VDT con conto da 3800 euro:
http://www.vitadatrader.info/stefano-fanton-trading-zen/
ESPERIMENTO VDT SPECIALE con Enrico Stucchi:
http://www.vitadatrader.info/speciale/

La domanda principale alla quale risponderemo sarà, con ogni probabilità: quanto è reso inefficiente questo tipo di trading dallo spread dell’emittente? Ci sarà più di una sorpresa. Vi mostro il resoconto di un paio di sessioni operative con il benchmark leva 7x.






Tutte operazioni AVARE, da pochi spicci. Che però sommati tra loro diventano una cifra dignitosa. Soprattutto per il controvalore utilizzato, poco più di 1000 euro. MILLE euro!!! All’evento ne parleremo diffusamente, non mancate sarà una occasione unica per scoprire anche questo strumento.
 
 VARIE
1) Il gruppo FB che amministro, Traderpedia - Gruppo di discussione sul trading è stato creato per discutere di analisi tecnica e di questa rubrica. Iscrivetevi se volete aggiornamenti della rubrica in real time o se semplicemente volete discutere di analisi tecnica, siamo già 5.927 https://www.facebook.com/groups/traderpedia/

2) Tutti i miei lavori, anche in formato cartaceo, sono finalmente disponibili su AMAZON. Per trovarli basta fare una ricerca utilizzando il mio nome e cognome come parola chiave. Appariranno tutti i libri ed ebook disponibili.

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