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lunedì 14 novembre 2016

Unicredit: i nuovi rumors. Goldman Sachs alza il target price


Una giornata dai contorni incerti a Piazza Affari per il titolo Unicredit, al centro dell'attenzione degli investitori nella prima fase di contrattazioni in scia a nuove voci sul prossimo aumento di capitale e di una ipotesi di aggregazione con i francesi di SocGen.
 Prima una mattinata col piede sull'acceleratore per il titolo dell'istituto di Piaza Gae Aulenti, sospeso in apertura di contrattazioni per eccesso di rialzo e spintosi fino ai massimi dal referendum per la Brexit (a 2,42 euro).

Poi una temporanea virata verso il rosso per il titolo, che alle 11:30 torna in terreno positivo a 2,3040 euro, in rialzo percentuale dello 0,70% e con circa 50 milioni di pezzi scambiati, ancora a una certa distanza dalla media dei volumi giornalieri degli ultimi tre mesi pari a circa 93 milioni di pezzi.

Le voci su una possibile fusione con Soc Gen

Ad accendere questa mattina l'attenzione dei compratori  verso il titolo erano state le voci circolate nelle ultime ore di una possibile aggregazione di Unicredit con i francesi di Société Generale, che punterebbe alla creazione di un grande gruppo italo-francese.

Secondo alcune fonti, la notizia è circolata in ambienti finanziari e di pari passo con nuove indiscrezioni apparse nel fine settimana sul prossimo aumento di capitale della banca. L'istituto di piazza Gae Aulenti ha comunque smentito le voci, definendole "speculazioni di mercato sulle quali la banca non intende esprimersi."

Le nuove indiscrezioni sull'aumento di capitale

Nel fine settimana l'agenzia Reuters aveva riacceso le speculazioni sul piano di ricapitalizzazione, scrivendo che l’AD del gruppo Jean Pierre Mustier sarebbe ora orientato verso una ricapitalizzazione "in doppia cifra”, facendo ricorso al mercato per una cifra tra 10 e 13 miliardi di euro.

Somma comunque inferiore alle stime circolate la settimana scorsa, che prevedevano una ricapitalizzazione fino a 15 miliardi di euro. 
Il nuovo piano di Unicredit, alle prese con la revisione di tutti gli asset in attesa del prossimo piano industriale che sarà presentato il 13 dicembre, avrebbe il benestare dei regolatori, benché emerga che i detentori delle quote principali dell'istituto sarebbero costretti a ridurre le loro posizioni.
Secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Messaggero, i vertici di Unicredit sarebbero intanto vicini alla nomina dei global coordinator per un piano da 11-12 miliardi di euro.

I nomi che circolano sono quelli di Mediobanca, JP Morgan, BoFA-ML, UBS e Morgan Stanley.
Sempre a proposito di aumento di capitale, il Sole 24 Ore ad intervenire al piano sarebbe interessata anche la Fondazione Cariverona, primo socio italiano dell'istituto con una quota del 2,7%, che ha però fatto sapere di voler prima "vedere prima i numeri".

Le novità su Pioneer

Novità infine anche sul piano di cessione di Pioneer, la società di asset management del gruppo che gestisce una massa di circa 226 miliardi di euro.

Secondo le ultime rivelazioni, in prima fila ci sarebbero Poste, alla guida di un consorzio che vede coinvolti anche Cassa Depositi e Prestiti e Anima, e poi la società Threadneedle, una controllata britannica di Ameriprise, i francesi di Amundi e Macquarie. Più defilati gli inglesi di Aberdeen, che avrebbero un interesse esclusivamente per le attività negli Stati Uniti del gruppo.
Le cifre offerte supererebbero tutte i 3 miliardi di euro.

La view degli analisti

E questa mattina sono intervenuti su Unicredit gli analisti di Goldman Sachs, che hanno ribadito la raccomandazione 'Buy' sul titolo, alzando contemporaneamente il target pricea 3,8 euro dalla precedente stima a 3,7 euro.

"Abbiamo aggiornato le stime per tener conto dei conti del terzo trimestre," si legge nel loro report, "con un core income leggermente più debole ma un miglior andamento dei costi; le attese di Eps 2017-2019 salgono dell'1-3%."
Tornano ad occuparsi del titolo Unicredit anche gli esperti di Equita Sim, secondo i quali con una ricapitalizzazione intorno ai 12 miliardi di euro, sommata alla vendita di Pioneer e Pekao, il common equity tier 1 dell'istituto si attesterebbe ad oltre il 14%.

Fonte: News Trend Online

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