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lunedì 14 novembre 2016

Un nuovo settore dai grandi numeri, la marijuana in Borsa


L’elezione di Trump ha messo in secondo piano un evento che in altri momenti avrebbe meritato le prime pagine dei media. Assieme alle presidenziali, in nove Stati degli Usa si è votato anche un referendum sulla legalizzazione della marijuana. Solo uno ha bocciato tale proposta: si tratta dell’Arizona.
Quattro l’hanno depenalizzata per scopi cosiddetti “ricreativi” (California, Maine, Massachusetts e Nevada) e altri quattro infine per finalità mediche (Arkansans, Florida, Montana e North Dakota). L’utilizzo terapeutico ha quindi avuto un via libera più diffuso, poiché già previsto in altri Stati.

Dati impressionanti

Quello che pochi sanno è che dietro alla marijuana legalizzata per scopi di cura c’è un mondo di imprese specializzate o in fase di sperimentazione presenti anche in Borsa.

I cui numeri peseranno molto in futuro perché se ne prevede una coltivazione in progressione esponenziale, al punto tale che c’è chi pronostica che diventerà una coltura ad altissimo reddito entro pochi anni, superando quella del cotone e di alcuni prodotti agricoli. Già nell’ultimo biennio questo business, che ha sempre più numerose implicazioni in campo medicale, è cresciuto di un 70% solo per le coltivazioni riservate a prodotti destinati alla cura di patologie gravi e alla terapia del dolore, mentre se ne annuncia un’ulteriore espansione di quasi l’800% entro il 2020, con un giro d’affari complessivo di oltre 140 miliardi di dollari.

Dati di tutto rilievo, se si considera che il business del caffè a livello mondiale sarebbe oggi inferiore a quest’ultimo dato. 

Già a Wall Street

Da tempo in Borsa sono quotati vari titoli azionari riferiti ad aziende attive nel campo della marijuana a scopo terapeutico.
Con attività diverse fra loro: alcune si occupano della produzione di farmaci basati su tale componente, altre strutturano coperture assicurative e non poche mettono a punto trattamenti specifici riferiti a gravi malattie. Inevitabile – a seguito dell’approvazione del referendum – una reazione positiva del vasto panorama di azioni legate al comparto.

Poche sono quotate sui listini principali (soprattutto Nasdaq) ma la maggioranza appartiene ai circuiti “Otc”, dove questi strumenti non presenti sui mercati regolamentati vengono scambiati tra intermediari specifici. Alcune banche online ne prevedono la possibilità di acquisto, ma soltanto attraverso canali telefonici.
 

Sotto la lente

Insys Therapeutics (al Nasdaq con sigla INSY) è una società terapeutica che sta sperimentando la marijuana su larga scala. In una settimana è passata da 11 $ a un massimo di 15, per poi ridiscendere a 13,6 $. Nel terzo trimestre i profitti sono calati a 0,07 $ per azione contro gli 0,50 dello stesso periodo dello scorso anno, ma con le nuove sperimentazioni saranno possibili rialzi consistenti nei prossimi due anni.

Il consensus degli analisti sembra unanime: “strong buy”. Medical Marijuana è invece una small company quotata sull’“Otc” (sigla MJNA); negli ultimi mesi ha quadruplicato il valore, pur con elevata volatilità. Solo venerdì ha fatto un balzo del 24,1%.
Novus Acquisition & Development Corp (sull’“Otc” con sigla NDEV) si occupa di assicurazioni sanitarie ed è specializzata nei trattamenti con marijuana; dagli 0,035 $ di settembre ha registrato un balzo ai massimi di 0,365 $ di ottobre, quando si intuiva che l’esito del referendum sarebbe stato positivo in vari Stati.

Cannabis Sativa (sull’“Otc” con sigla CBDS) sviluppa e commercializza prodotti a base di cannabis ed è una delle preferite dagli analisti specializzati nel settore, anche perché scesa non di poco da gennaio, a seguito di un piano di diversificazione delle attività, che anticipa varie joint-venture.
La sua quotazione si è poi ripresa a settembre, con l’avvio di un rimbalzo di quasi il 500% e violente successive correzioni. In totale le azioni riguardanti il business della marijuana sono circa una trentina e costituiscono un mondo in forte evoluzione, nel quale m&a diventeranno una costante nei prossimi anni.

Qualcuno prevede così che svolgeranno un ruolo simile a quello del biotech, con fatturati però dalle maggiori prospettive di crescita. 
Fonte: News Trend Online

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