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venerdì 11 novembre 2016

Tutti gli uomini (e nessuna donna) del Presidente Trump

Donald Trump non ha ancora ufficialmente alzato il velo sulla squadra di collaboratori che lo supporterà per i prossimi 4 anni.
La situazione sui mercati
Un particolare di non poca importanza dal momento che i mercati hanno tentato di evitare il peggio proprio nella speranza che il tycoon, come ha già fatto intendere nel suo primo discorso, si circondasse di nomi di spessore per colmare la grave carenza derivante da un'assoluta mancanza di esperienza politica.
In realtà ieri Piazza Affari, dopo essere partita in piena effervescenza, è arrivata a chiudere a cavallo della parità, un risultato che, tradotto in numeri significa un saldo attivo di appena lo 0,05% con la soglia psicologica dei 17mila punti ferma a 16.804. Sullo sfondo un'Europa altrettanto oscillante con un Cac 40 a -0,3%, il Dax a -0,15% e un Ftse 100 che arriva a -1,15%.
La squadra di Trump
Il primo e più sicuro tra i nominativi, per quanto ancora privo dell'investitura ufficiale, è quello di Rudolph Giuliani come Procuratore generale, fautore della New York a tolleranza zero e unico, oltre la famiglia, ad essere stato ringraziato pubblicamente da Trump nel primo intervento dopo la vittoria. La parità di genere a quanto pare non è il punto forte del magnate, una realtà nota da tempo e corroborata ampiamente dalle sue discutibili dichiarazioni sulle donne. Per questo motivo il colore rosa è del tutto assente, a favore invece, del grigio, lo stesso che si trova sulla maggior parte delle teste dei suoi attempati collaboratori (a differenza della biondofulva chioma del presidente in pectore). L'unico nome di una donna, probabilmente, sarà quello di Sarah Palin anche se il requisito principale, stando alla lista stilata, a livello puramente conoscitivo, da Wall Street, per riuscire a conquistare uno dei posti di alto rango vicino alle leve del potere, sembra essere la fedeltà al Capo.
Segretario di Stato
La stessa che Newt Gingrich, 73 anni, ex speaker della Camera, coetaneo di Trump e che con Trump condivide la visione misogina della società, in particolare verso la sua stessa moglie definita inadatta a stargli vicino perché non sufficientemente carina (difficile invece pensare che possa esserlo un uomo di 73 anni…); ebbene costui potrebbe essere il nuovo Segretario di Stato. Ma tra gli altri nella rosa ci sarebbero anche Bob Corker, tra l'altro in corsa anche per la carica di Segretario di Stato, attualmente presidente della Commissione Esteri del Senato, John Bolton, consigliere di diverse organizzazioni di stampo conservatore, così come anche Jeff Sessions, conservatore dell'ala più estrema oltre ad avere notoriamente una posizione interventista in ambito militare. Ma la “novità” arriva per il Tesoro alla cui guida potrebbe esserci Steven Mnuchin, ex Goldman Sachs (NYSE: GS-PB - notizie) , produttore cinematografico, quindi uomo, come Trump, con una certa familiarità verso lo showbiz. Notizia dell'ultima ora, il nome di Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan.
Segretario della Difesa
Delicato il discorso sul settore Difesa, dove, come Segretario potrebbe arrivare l'attuale consigliere alla Sicurezza Nazionale, Stephen Adley anche se la disputa della poltrona potrebbe essere con Jim Talent, Jeff Sessions e l'ex generale Michael Flynn.
La caratteristica principale dell'elenco è la presenza particolarmente ampia di esponenti di società private, presenza che porta a non pochi conflitti di interessi come per Forrest Lucas, papabile Segretario degli Interni con incarico per la tutela del territorio. Peccato che Lucas sia anche uno dei più ricchi petrolieri della nazione. Per questo motivo Trump potrebbe (ma non è certo) puntare su un alto nome. E in tal caso si vedrebbe l'entrata in scena della già menzionata Sarah Palin.
L'altra donna
Un'altra donna, in queste ore, sarà nei pensieri di Donald Trump: Janet Yellen. La numero uno della Fed è stata più volte criticata duramente per le sue politiche ultraespansive che hanno danneggiato i risparmiatori e adesso potrebbero peggiorare la situazione con il rialzo dei tassi. Impossibile per Trump sostituirla, almeno fino alla scadenza del suo mandato naturale nel 2018 ma è però nelle facoltà del presidente nominare, nel 2017, due rappresentanti che possano premere sull'acceleratore dei rialzi e della normalizzazione, magari approfittando del fatto che i due seggi mancanti non sono stati sfruttati da Obama che non ha presentato i suoi nominativi.
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