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lunedì 14 novembre 2016

Trump: nemmeno è eletto e già rischia l'impeachment


L'elezione di Trump sta assumendo toni sempre più socialmente complessi.

Un sistema complicato

Sotto accusa è il sistema elettorale statunitense che più di una volta ha creato il paradosso di un voto popolare che non è stato premiato con la vittoria. A suo tempo, era il 2000, accadde nella contestatissima elezione di George W.Bush che riuscì a strappare i 25 grandi elettori della Florida al suo avversario, il democratico Al Gore per non più di 525 voti.

A quel tempo sotto accusa fu il sistema di voto dello stato americano che portò, per la difficoltà con cui si doveva dare la propria preferenza, a registrare diverse centinaia d schede nulle. Ma da allora le cose non sono minimamente cambiate. Lo dimostra il fatto che Hillary Clinton ha conquistato più voti rispetto al suo avversario il quale, però, si è aggiudicato il sistema dei grandi elettori vincendo negli stati che, in dote, ne portano di più.

Un paradosso per noi elettori europei, ma una normalità per quelli statunitensi. Numeri alla mano, infatti, il conteggio finale ha dato a Hillary un totale di 59.926.386 voti contro 59.698.506 di Trump che, in questo caso, non sarebbe andato alla Casa Bianca per uno scarto di ben 227mila voti.

Ma cosa c'è di diverso oggi?

Una sfumatura non indifferente: allora, cioè nel 2000, la contestazione avvenne a causa di un difetto (o se si vuole di una serie di difficoltà nelle procedure di votazione), oggi, invece, per il vincitore stesso.

Da diversi giorni, infatti, in tutti gli Stati Uniti si stanno moltiplicando le manifestazioni contro Donald Trump da parte di quella parte di popolazione che non lo accetta come proprio presidente. Nonostante la stessa Clinton abbia già non solo concesso al vittoria, ma anche dichiarato che, per quanto da lei non ritenuto adatto, Trump sarebbe stato anche il suo presidente.
E nonostante lo stesso Donald Trump abbia smesso la maschera del semi-rivoluzionario e, da buon imbonitore, abbia indossato quello del più pacato futuro presidente degli Usa.

Le accuse

Come se ciò non bastasse sono circolate anche voci di un futuro, possibile impeachment per Trump.

A darne notizia è Cristopher Peterson, professore di legge all’università dello Utah che ricorda come a fine novembre inizieranno tre processi contro iniziative commerciali create da società legate all'impero Trump e attraverso le quali il magnate, allora non ancora presidente, intascò diversi milioni di dollari.
Le accuse a suo carico, sono di truffa, falsa pubblicità ed estorsione, reati per i quali la Costituzione non esclude il rinvio a giudizio nel caso, ad essere coinvolte, siano cariche pubbliche. Presidente compreso. Non solo ma il professore ricorda anche che la truffa telematica, uno degli scenari contestati, è considerato anche reato federale. 
Fonte: News Trend Online

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