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lunedì 21 novembre 2016

Trump moment: Bannon… vuole tassi negativi!

Come gli amici di Icebergfinanza e i miei clienti ben sanno una delle stelle polari di questa crisi è sempre stata lo studio della crisi giappone e alcuni testi di cui serbo gelosamente il segreto. Ma uno in particolare e il suo autore sono a disposizione di tutti The Holy Grail of Macroeconomics: Lessons from Japan’s great recession.
consigliato vivamente a tutti coloro che hanno minima dimestichezza con l’inglese e l’economia, perchè purtroppo in Italia talvolta certi capolavori non vengono mai tradotti.
Koo è uno dei massimo esperti mondiali di deflazione da debiti o “balance sheet recession”, recessione patrimoniale per gli amici, come meglio preferite, che ha lavorato a fianco a fianco con il grande Paul Volcker alla Federal Reserve.
Dice Richard…  «Quando il settore privato va in ristrutturazione in presenza di tassi a zero, l’economia perde domanda in misura pari alla somma tra il risparmio accumulato e il rimborso dei debiti.

Questo è il fenomeno che si manifestò in Giappone e nella Grande Depressione quando gli Usa persero il 46% del loro Pil in soli quattro anni». Come si può contrastare la spirale negativa? «Attuando una politica di deficit spending. In Giappone il governo intervenne attraverso nuova spesa pubblica nel periodo post bolla per non far crollare il Pil e non far salire la disoccupazione oltre il 5,5%.
A causa di questo stimolo fiscale il debito pubblico giapponese tra il 1990 e il 2005 è aumentato del 92% del Pil».
Koo è uno di quelli che sostiene che è un peccato mortale non approfittare di condizioni diventate favorevolissime (tassi zero o addirittura negativi).
L’Europa ha fatto l’esatto opposto degli Stati Uniti.

E questo perché non ha compreso la natura dellabalance sheet recession che stava attraversando. In un momento in cui il settore privato era impegnato a ridurre i propri debiti, non solo gli stati dell’Eurozona non hanno aumentato i loro deficit, come avrebbero dovuto, ma li hanno addirittura ridotti! Questo è precisamente quello che non si deve fare in una balance sheet recession: se il settore privato e quello pubblico cercano di ridurre i loro debiti allo stesso tempo, il risultato è inevitabilmente una recessione, come abbiamo visto.

Per i motivi che ho spiegato, una politica di quantitative easing nell’Eurozona servirebbe a poco. L’Europa soffre di un problema di domanda: iniettare altra liquidità nelle banche non serve a niente se non c’è qualcuno disposto a prendere quei soldi in prestito. E il settore privato sta dimostrando chiaramente di non avere nessuna intenzione di indebitarsi, nonostante i tassi siano vicini allo zero.
Come ho detto prima, in questi casi è lo stato che deve farsi carico di rilanciare la domanda per mezzo della spesa in deficit. Richard Koo: Inutili altri soldi alle banche se nessuno li prende.
Ora non mi interessa riproporvile soluzioni proposte da Koo per cercare di risolvere la crisi dell’area euro ma condividere un recentissimo articolo apparso nel fine settimana, sul pensiero economico di Bannon, considerato lo chief strategist di Trump.
A noi interessa solo la strategia economica che Bannon suggerisce a Trump il resto lo lasciamo al gossip nostrano...
“Tutto è legato ai posti di lavoro.

Sono colui che spinge per il piano per le infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari. Con i tassi di interesse negativi nel mondo, c’è una grande opportunità per ricostruire tutto. Sarà bello come negli anni 1930, meglio della rivoluzione di Reagan”.
Ma davvero c’è ancora qualche ingenuo disposto a credere dopo queste affermazioni che i tassi e i rendimenti voleranno ovunque in America nei prossimi anni?
Sai Andrea dicono che Trump si sia scagliato contro la Yellen che tiene i tassi troppo bassi!
Ma certo Trump di giorno e Trump di notte!
Date un’occhiata a questa perla che ho scovato per Voi in esclusiva!
Si a maggio ha dichiarato che se i tassi salgono in America i rischi per la loro economia aumentano.

Se i tassi aumentano sarebbe un disastro si ha detto proprio un disastro.
“if interest rates went up, our economy is not doing well at all. And it’s going to hurt the economy very badly. If interest rates went up, it would be a disaster”, specifying
E ora tenetevi forte…

 “I am a low interest-rate person”.

“Io sono una persona a basso tasso di interesse”
Si certo alziamo i tassi chissà cosa hanno capito quelli che si sbarazzano dell’oro ;-)
A meno che nonna Yellen non stia preparando una torta avvelenata a Trump, una serie continua di rilazi dei tassi per far esplodere la bolla e cadere l’America in recessione dando poi tutta la colpa all’ultimo arrivato!
In molti stanno scommettendo sulla fine del mercato toro secolare sulle obbligazioni, tra cui anche il gestore del più grande hedge fund al mondo , Dalio!
Bene… ” I am a low long term interest-yield person” e la mia scommessa è controcorrente, gli attuali rendimenti a lungo termine in America sono l’ennesima strepitosa occasione!
Per quanto riguarda il dollaro c’è tutto il tempo che serve, soprattutto quando arriverà l’ordinata risoluzione della moneta unica europea.

Nel frattempo credo che sia giunta l’ora di un sano rintracciamento.
Nel frattempo rush finale per i Macchianera Awards 2016, su coraggio Ragazzi un ultimo sforzo , non c’è due senza tre dice il famoso proverbio della cultura popolare italiana.
Dopo la Brexit  e le elezioni americane, abbiamo bisogno del Vostro prezioso aiuto per sovvertire tutti i pronostici e sondaggi che danno vincitore nella categoria ECONOMIA il Sole 24 Ore.
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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