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giovedì 10 novembre 2016

Trump, i primi effetti sulle scelte di portafoglio


Trump, presidente repubblicano, avrà a disposizione un Congresso interamente del suo stesso colore politico. Tuttavia, ritiene Degroof Petercam AM, il sistema di pesi e contrappesi proprio del sistema istituzionale americano assicura che nessun presidente abbia carta bianca.
La vittoria di Trump porta con sé una serie di incertezze e preoccupazioni circa i mercati finanziari, che inizialmente potrebbero pesare su di essi:
  • Politica monetaria: nel corso della campagna, Trump ha messo in dubbio l’indipendenza della Banca Centrale.
  • Disciplina di bilancio: la combinazione di minore gettito (proventi fiscali più bassi) e spesa più elevata (in infrastrutture) può causare un aumento significativo del deficit di bilancio.
  • Rapporto tra Stati Uniti e partner commerciali: le restrizioni commerciali e l’atteggiamento protezionista saranno rivolti ai paesi emergenti, principalmente alla Cina.

    Potrebbero derivarne svalutazioni valutarie.
  • Situazione geopolitica: la strategia isolazionista portata avanti da Trump potrebbe essere causa di incertezza.

Impatto su fondi e asset class

Reddito fisso

Obbligazioni governative europee: ci attendiamo una “fuga verso la qualità” nei mercati europei di riferimento; è troppo presto per valutare se la periferia potrà ulteriormente soffrire in aggiunta alla sottoperformance a cui abbiamo assistito nel corso delle scorse settimane - spiega Degroof Petercam AM -.

Nel complesso, il settore offrirà diversificazione di qualità e difensiva rispetto a tutte le altre asset class più rischiose.
Obbligazioni legate all’inflazione: calo del potenziale di crescita a lungo termine nonostante il rialzo fiscale di breve periodo; vi sono minori probabilità di un futuro rialzo dei tassi e prospettive di inflazione equilibrate dato che le barriere commerciali potrebbero causare pressione inflazionistica (nonostante il minore stimolo inflazionistico attraverso la crescita).
Tassi dei mercati emergenti: è atteso un riprezzamento delle valute emergenti, che potrebbe però essere mitigato da un dollaro più debole rispetto alle valute di riserva; registriamo maggiore incertezza sulle prospettive di crescita futura dei paesi emergenti, e un’esposizione ridotta al peso messicano (MXN) dall’attuale 8,5% verso un obiettivo del 4,5/5%.
Obbligazioni societarie investment grade in euro: siamo protetti contro l’irripidimento delle curve dei tassi in euro, considerato il sottopeso della duration dei tassi di interesse; abbiamo un’esposizione agli emergenti neutrale rispetto al benchmark e neutrale sul Messico (solo America Mòvil telco).

Non siamo esposti a PEMEX.
Obbligazioni societarie ad alto rendimento: atteso un impatto iniziale negativo considerata l’elevata correlazione tra le obbligazioni ad alto rendimento statunitensi ed europee; l’alto rendimento europeo a breve termine appare relativamente positivo (profilo di durata finanziaria inferiore ai due anni così come solidi profili creditizi e di liquidità) - spiega Degroof Petercam AM -.
Le obbligazioni ad alto rendimento con scadenze più lunghe potrebbero risentirne maggiormente considerata la più elevata durata finanziaria (3,8 anni) per quanto il nostro posizionamento sia più conservativo rispetto al benchmark (le obbligazioni con rating C sono sottopesate e quelle con rating BB sovrappesate rispetto al benchmark).

Nel fondo globale a più alto rendimento abbiamo una limitata esposizione dell’1,2% al peso messicano.
Unconstrained globale: l’impatto principale si farà sentire attraverso l'esposizione in dollari, tuttavia il contributo del dollaro alla durata finanziaria complessiva è di 4,3 anni, elemento che attenuerà in gran parte l'impatto; abbiamo anche ridotto la nostra copertura sul Bund nei giorni scorsi - spiega Degroof Petercam AM -.

Per quanto riguarda le obbligazioni dei mercati emergenti, siamo esposti al 3% su Real brasiliano e all'1,8% sul Rand sudafricano, fattore che porterà a un’influenza contenuta a livello di portafoglio, mentre non abbiamo alcuna esposizione al peso messicano. Nel complesso, stiamo registrando il più basso livello di VaR, al 2,30%, degli ultimi cinque anni.

Azionario attivo basato sui fondamentali

Neutrale: nel complesso la vittoria di Trump ha avuto un impatto quasi nullo sul posizionamento del nostro portafoglio - spiega Degroof Petercam AM -.

Nelle ultime settimane abbiamo aumentato l’esposizione sulle azioni difensive, che hanno apportato rendimento. Nel breve guarderemo anche al settore delle infrastrutture in quanto Trump pianifica di aumentare gli investimenti con interventi che, considerato lo stato della rete stradale, ferroviaria e in alcuni casi anche degli aeroporti, hanno carattere d’urgenza.
Continuiamo a concentrarci sulle azioni di società con un vantaggio competitivo sostenibile, guidate da un management con esperienza e su nicchie interessanti con valutazioni convenienti.

Fondi bilanciati / Strategie Patrimonial

Sui fondi bilanciati, in generale, dopo essere stati leggermente sottopeso sull’azionario, nella mattinata i gestori hanno variato la posizione a neutrale - spiega Degroof Petercam AM -.

Gli effetti sul portafoglio sono piuttosto limitati e, la debolezza azionaria verrà sfruttata per aumentare l’allocazione.
Per quanto riguarda le strategie Patrimonial, vediamo un impatto negativo sia per l’esposizione obbligazionaria (aumento tassi US) sia per quella azionaria, seppur in misura limitata in quanto la duration è bassa (2,75 anni) così come l’esposizione azionaria (15%); il portafoglio beneficia delle posizioni sull’oro. 
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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