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venerdì 25 novembre 2016

Stop al referendum default-Italia


L’appuntamento del 4 dicembre si avvicina pericolosamente e scenari apocalittici vengono giornalmente ipotizzati e descritti da esperti, politici, giornalisti, uomini di finanza… lunedì 5 dicembre o macerie, con uscita dall’Euro e default delle banche Italiane, oppure rinascita con avvio dell’era delle Riforme e salvezza delle banche.
Siamo sicuri? Un segnale che ci sta dando il mercato finanziario è che lo spread sta aumentando, il prezzo dei Btp diminuendo, i corsi dei titoli azionari bancari sono in difficoltà e sotto attacchi speculativi.  La recente storia di Brexit e Trump cosa ha insegnato?
  1. Pronostici, intenzioni di voto ed exit pool sono stati sbugiardati dai dati reali, sono ormai inaffidabili e poco attendibili e realistici.

    I risultati si sono dimostrati opposti alle proiezioni delle intenzioni di voto.
  2. Reazione del mercato opposta a quella ipotizzata da tecnici, accademici, uomini dei mercati…gli scenari proposti dalla maggior parte degli interpellati non si sono verificati. La reazione dei mercati finanziari è risultata opposta a quella ipotizzata da un grande numero di “esperti”.
Non c’è due senza tre…? Vince il sì, contro ogni pronostico, ma la Borsa non decolla anzi magari arretra pure? Come sarebbe possibile? Basta analizzare le “paure” del sì e del no e, nel nome del risk management, quantificare i rischi ed i relativi scenari che ne conseguirebbero.
  1. Pericoli vittoria sì.

    Rispondere a molteplici quesiti sulla Costituzione con una singola risposta sembra pericoloso e fuorviante. La preoccupazione maggiore però riguarda coloro che sono favorevoli alla riforma: a) i politici esteri pro-Euro che puntano a maggiori imposizioni dell’Europa, sanciti dalla Carta Costituzionale,  con l’obiettivo di indebolire la libertà legislativa dell’Italia con un pericolo di degenerazione stile Grecia b) i Grandi Poteri Finanziari schierati, come agenzie di rating e grandi banche d’affari americane, che sostengono che la salvezza di Mps & Co passi per un voto favorevole al referendum dove però, in cambio di determinati miglioramenti (eliminazione del Senato e risparmi su politica), si rischia di lasciare il potere in mano ai soliti noti con un aumento del controllo che si realizza con una minore partecipazione democratica dei cittadini ed una impunità estesa ai politici delle amministrazioni locali.
  2. Pericoli vittoria no.

    L’Italia non cambierà mai, confermando di essere un paese vecchio, stantio e lento riflettendo tutte queste debolezze nell’economia reale con gravi pregiudizi sul futuro delle generazioni a venire. La classe dirigente non riesce, o non vuole per convenienza, trovare accordi su temi comuni e condivisi su cui sembra facile trovare una soluzione immediata, efficace e semplice, mantenendo lo status quo della Casta
Visto che, a mio personale parere, se ne uscirebbe male in entrambi i casi sia con una vittoria del sì che del no, mi piacerebbe che i nostri politici, invece di fare finta di litigare per l’interesse del paese guardando solo al proprio tornaconto, si riuniscano una notte in   parlamento prima del 4 dicembre  per prendere decisioni semplici, condivise (80% favorevoli) e chiare per tutti annullando il pericolo referendum.

Per esempio decidendo insieme:
  1. Eliminazione del Senato, delle Province e del Cnel nel 2018
  2. Taglio lineare dei costi della politica del 50% dal 2017
  3. Legge elettorale che elimini piccoli realtà e porti a max 5 partiti   
Sono solo esempi ma è il concetto fondamentale: non litigare in un momento storico così importante, mostrare i muscoli sarebbe controproducente e autodistruttivo come il volo di Icaro dove l’Italia si scioglierebbe sotto l’arroganza e la supponenza dei nostri politici, che però cadono sempre in piedi.

Uniti si vince, la condivisione è il futuro, crederci non costa nulla, siamo ancora in tempo. Fatta l’Italia, fatta l’Europa, è ora di fare gli italiani…per gli italiani!
Autore: Guido Gennaccari Fonte: News Trend Online

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