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martedì 15 novembre 2016

Se Trump potesse parlare, vi consiglierebbe queste azioni


Trump, malgrado tutto, piace ai mercati ma potrebbe deliziare ancor più gli investitori di Borsa se si riuscisse a individuare quali azioni saranno in grado di trarre sostegno dalla sua politica economica. Spulciando i documenti emessi da vari analisti, ecco in sintesi un portafoglio di titoli potenzialmente capaci di crescere nei prossimi mesi, specialmente quando dalle parole si passerà ai fatti concreti, ovvero nel momento in cui Donald The President siederà alla Casa Bianca. 

Dalla difesa all’energia

In testa alla classifica si colloca un‘azione che rientra regolarmente nella “preferred list” quando la politica estera statunitense cambia.

Si tratta di Northrop Grumman Corporation (sigla NOC al Nyse), leader mondiale nel campo delle attrezzature militari, come dimostra la sua autodefinizione di “global security company”. Dal 9 novembre è cresciuta con continuità in Borsa, passando da 230 a 250 $, un buon segnale che trova impulso anche in un forte incremento degli utili nell’anno in corso.
Dal 2012 in poi non ha fatto altre che recuperare, passando da 60 $ ai massimi storici attuali. 
Assai monitorata una seconda azione, quotata al Nasdaq (sigla ARLP), Alliance Resource Partners, società specializzata nell’estrazione di carbone, con varie miniere negli States.

Questo è un titolo ad alta volatilità, che quotava sui 13 $ a inizio anno e che ora si ritrova sui 25 $, comunque ben sotto i 50 $ del 2014. E’ risaputo che Trump vuole rilanciare la produzione del fossile per eccellenza.   

Dai medicinali all’informatica

Il nome è noto a chiunque operi sui mercati statunitensi.
Merck (quotata al Nyse con sigla MRK), gigante del settore farmaceutico, trarrà vantaggi indiretti da una riforma del sistema sanitario Usa ma soprattutto vedeva nella Clinton una Presidente che avrebbe denunciato gli eccessivi aumenti di prezzo registrati dai medicinali. Trump non andrà nella stessa direzione e quindi Merck ha buone prospettive di incrementare gli utili nel medio termine (+4,9% nel 2016).

Il titolo quota sui 64 $, ai massimi dal 2000 e un analista ha di recente dichiarato: “Nulla può ora fermare il gruppo”. 
Anche la politica fiscale svolge un ruolo importante nelle prospettive economiche di alcune delle maggiori corporate d’oltre Oceano. E’ il caso di Intel (INTC al Nasdaq), che detiene ben 15 miliardi di $ all’estero, destinati a rientrare nelle casse della capogruppo se verrà applicata un’aliquota di solo il 10% per i capitali rimpatriati.

Così tanta liquidità potrebbe essere destinata alla distribuzione di un dividendo straordinario o a un “buy back”, sebbene Trump punti al reinvestimento di una buona quota in attività produttive negli States. 

I giochi, che c’entrano?

E infine una società su cui gli analisti sono quasi unanimemente indirizzati al rating “buy”.
Si tratta di Zynga (quotata al Nasdaq con sigla ZNGA), specializzata nello sviluppo di videogiochi. Che c’entra con Trump? Il neoeletto Presidente intende adottare interventi a favore di merger & acquisition in campo tecnologico, per sostenere lo sviluppo di gruppi di maggiori dimensioni.

Zynga è un nome chiacchierato da questo punto di vista, grazie anche alla crescita dei profitti registrata nel 2016 (+22%). L’azione – dopo performance straordinarie nel 2012 – è caduta in letargo e quota ora sui 2,9 $. Quando si sveglierà questa Bella Addormentata del mondo della tecnologia di largo consumo? 
Fonte: News Trend Online

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