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mercoledì 2 novembre 2016

Rinvio referendum causa terremoto?


La voce era corsa nel primo pomeriggio sul filo quasi dell'indiscrezione lanciata nei giorni scorsi dall'ex parlamentare Pier Luigi Castagnetti, ribadita quasi sottovoce dal ministro dell'Interno da Angelino Alfano, per poi essere smentita categoricamente da Matteo Renzi.

Referendum rimandato: sì o no?

Il referendum non sarà rimandato a causa del sisma che ha colpito il centro Italia domenica scorsa e, ancora prima, a fine agosto.
L'appuntamento per il referendum costituzionale resta, dunque, fissato al 4 dicembre, placando le polemiche di chi vedeva in un possibile rinvio, un tentativo del governo di recuperare il gap teorico che viene attribuito dai sondaggi. Proprio partendo da questo dato, le borse, ieri, avevano visto una penalizzazione della piazza italiana, penalizzazione che continua anche oggi visto che alle 17,30 il Ftse Mib chiude a -2,5% sull'onda di un pessimismo che trovava radice nel settore bancario, legato a doppio mandato alle sorti del governo.

Il sistema di credito tricolore, infatti, sta affrontando, come tutto il settore bancario in Europa, una forte fase di trasformazione, fase che, per quanto riguarda il Belpaese, troverà nuova forza e soprattutto riuscirà a risolversi il prima possibile solo grazie alla spinta di un governo unito nell'accelerazione delle riforme.

Italia, Spagna e Germania: il triangolo dello spread 

Il problema dell'incertezza politica si riflette anche sullo spread, il differenziale tra i rendimenti dei vari titoli di stato che nel caso del confronto tra il decennale italiano e quello spagnolo, nazione che per analogia può essere accostata di più alla nostra a causa della mancanza di un governo che si è protratta per oltre 300 giorni, arriva a toccare i massimi da circa quattro anni mentre tra Italia e Germania, ovvero tra Bund e Btp, dopo aver toccato i 160 punti, è sceso a 154.

Resta aperta, però, la questione del rendimento dei titoli di stato, rendimento che ha registrato il record del 2016 a 1,80%. Una differenza, quella tra Roma e Madrid, che arriva anche dall'evoluzione delle rispettive situazioni: la nazione iberica, dopo quasi un anno, adesso sta vedendo qualche spiraglio per la soluzione della partita, Roma, invece, è ancora nel limbo dell'incertezza visto che la data della consultazione è al 4 dicembre, ancora relativamente lontana.

Per il momento, l'attenzione dei mercati è tutta verso un'altra elezione, quella presidenziale Usa prevista per la prossima settimana e durante la quale tutto è possibile. 
Fonte: News Trend Online

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