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lunedì 21 novembre 2016

Riforma Sanità: in arrivo nuovi esami a pagamento


Si chiamano Lea cioè livelli essenziali di assistenza e la loro riorganizzazione ha creato una nuova classifica delle prestazioni sanitarie a pagamento.

La riforma e i Lea

Tutto parte dall'ennesima riforma della Sanità e dall'ennesimo taglio alla spesa pari a 60 milioni di euro che porterà con sé la necessità per molti italiani di dover pagare alcune tra le più diffuse prestazioni mediche che prima rientravano nel regime di Day Surgery.
L'elenco coinvolge, secondo fonti di governo, prestazioni che grazie al progresso della tecnologia medica, adesso possono essere fornite a livello ambulatoriale (tunnel carpale, cataratta, artroscopia, ernie, litotripsia dei calcoli renali), le stesse patologie che, invece, denunciano i sindacati, riguardano gran parte della popolazione anziana, più debole e, quindi, impossibilitata a pagare. Non solo, ma in alcuni casi il costo del ticket, denunciano le associazioni di consumatori, supera quello della prestazione privata, il che spingerà, complice anche le liste d'attesa, a rivolgersi altrove.
Oltre ai nuovi gruppi di riclassificazione delle patologie e degli esami diagnostici, la nuova riforma da il via a una nuova realtà, quella del reflex.

Di cosa si tratta?

Semplicemente del fatto che esami di approfondimento successivi al primo saranno eseguiti dalla sanità nazionale, solo se il primo accertamento risulterà positivo o fortemente sospetto di positività.
In altre parole: se il primo esame lascia dubbi o altissima percentuale di diagnosi infausta, si procederà con il secondo. 
In caso contrario, il paziente sarà costretto a pagare di tasca propria. Non solo: nel momento in cui il medico di base effettuerà la sua prescrizione delineando la sospetta diagnosi, dovrà anche attenersi, nella richiesta di prestazioni ad alto costo, a specifiche indicazioni.

Anche in questo caso è necessario tradurre: gli esami costosi saranno autorizzati solo in casi specifici.
Resta, come sempre, il nodo delle coperture. Sì, perché i Lea, o per meglio dire la loro riforma, dovrà essere applicata con un budget non superiore agli 800 milioni di euro.Ma lo scenario degli aggiornamenti è sempre più una creatura mitologica a metà strada tra un mosaico e un rebus. Un esempio arriva dalle voci riguardanti la riabilitazione oncologica, ancora di più alla luce dei trattamenti per le neoplasie radio-resistenti.

Nel decreto, inoltre, vengono introdotti i vaccini contro il papilloma virus (esteso 
anche agli uomini che del virus sono portatori sani) e i vari meningococco e neumococco. Per la voce vaccini le risorse stanziate sono spalmate sul biennio 2017-2018 e per quest'ano si parla di 100 milioni di euro che diventeranno 186 per il 2018.
Es
enti da ticket saranno anche alcune patologie croniche come il rene policistico autosomico dominante, l'osteomielite cronica, l'endometriosi (stadi III e IV), le malattie renali croniche, la sindrome da talidomide così come esenti restano anche la celiachia, la sindrome di Down, la sindrome Klinfelter, le connettiviti indifferenziate
Fonte: News Trend Online

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