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lunedì 7 novembre 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
Borsa Usa: S&P 500 mai così male da 36 anni
La Borsa di New York archivia un'altra seduta negativa. Nell'ultimo appuntamento della settimana il Dow Jones ha perso lo 0,24%, l'S&P 500 lo 0,17% e il Nasdaq Composite lo 0,24%. Per l'S&P 500 si è trattato della nona seduta consecutiva con il segno meno (peggior striscia negativa dal 1980). A pesare continuano ad essere le incertezze legate alle prossime elezioni presidenziali. Il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che nel mese di ottobre i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono cresciuti di 161 mila unità. Il dato è nettamente inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 175 mila impieghi. Rivista al rialzo la rilevazione di settembre a 191 mila impieghi dai 156 mila precedenti. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,9%, in lieve calo rispetto alla rilevazione precedente (+5%).
Cresce dello 0,4% il salario orario medio a fronte di una crescita dello 0,3% su base mensile del mese precedente. Sul fronte societario Starbucks +1,89%. La catena di caffetterie ha chiuso il quarto trimestre con un utile per azione di 0,56 dollari, un centesimo in più delle attese. Meglio del previsto anche il giro d'affari a 5,71 miliardi contro i 5,68 miliardi del consensus. Herbalife -1,91%. L’investitore attivista Carl Icahn è salito al 23,1% nel capitale del rivenditore di prodotti per la cura del corpo. FireEye +12,08%. Lo specialista della sicurezza informatica ha annunciato una perdita trimestrale nettamente inferiore alle attese a 0,18 dollari per azione contro i 31 centesimi indicati dal consensus.
CBS +2,74%. L'emittente tv ha chiuso il terzo trimestre con ricavi e utili record. I profitti hanno raggiunto i 478 milioni di dollari mentre il giro d'affari è salito a 3,4 miliardi. Escluse le poste straordinarie l'Eps si è attestato a 1,05 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,98 dollari su ricavi per 3,3 miliardi. Nell'arco della settimana il Dow Jones ha perso l'1,5%, l'S&P 500 l'1,94% e il Nasdaq Composite il 2,77%.
MERCATI ASIATICI
L’Asia riprende fiato sul recupero di Clinton nei sondaggi (Nikkei 225 +1,61%)
L’ottava si riapre in Asia con un significativo recupero dei mercati dopo che James Comey, numero uno del Federal Bureau of Investigation (Fbi), ha dichiarato che non ci sono nuove prove per modificare la decisione di luglio secondo cui la candidata democratica Hillary Clinton non avrebbe commesso illeciti penali nello scandalo delle e-mail che ha tenuto banco nella campagna per le presidenziali. In vista del voto di martedì, Clinton ha recuperato terrenno nei sondaggi consolidando il suo vantaggio nei confronti del controverso candidato repubblicano Donald Trump.
E come primo effetto della notizia il dollaro ha guadagnato oltre l’1% sullo yen, azzerando in parte il declino di settimana scorsa causato sempre da Comey, che aveva in ottobre annunciato al Congresso Usa di avere individuato nuove prove nell’uso di server privati per la posta elettronica da parte di Clinton (quando ricopriva il ruolo di Secretary of State). A beneficiarne, ovviamente, è stata la piazza di Tokyo. Il Nikkei 225 chiude con un balzo dell’1,61% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell’1,17%). Più limitati i guadagni di Seoul, con il Kospi che segna un progresso dello 0,79% al termine delle contrattazioni.
Complessivamente la seduta è più che positiva per la regione, con l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si apprezza di quasi l’1% nonostante la performance constrastata delle piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano progressi dello 0,26% e dello 0,07% rispettivamente. In negativo invece lo Shenzhen Composite, che limita comunque ad appena lo 0,02% il suo deprezzamento. In scia a Tokyo è invece Hong Kong: a circa un’ora dalla chiusura l’Hang Seng è in progresso di circa lo 0,90% (ancora migliore la performance dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna quasi l’1,50%).
Sul fronte delle materie prime i beni-rifugio oro e argento sono in declino di circa l’1% mentre il petrolio segna una variazione simile, ma in positivo, anche se per gli osservatori gli acquisti sono opportunistici, dopo il declino registrato la scorsa ottava. E non a caso a Sydney la seduta è contrastata per i titoli del settore, mentre è la solidità dei finanziari a spingere il balzo dell’1,35% registrato in chiusura dall’S&P ASX 200.
MERCATI EUROPEI
Borse europee in netto rialzo
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in deciso rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna l'1,4%, il Cac40 di Parigi l'1,45%, il Ftse100 di Londra l'1,3% e l'Ibex35 di Madrid l'1,5%.
Il Dipartimento dell'Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che a settembre gli ordinativi industriali sono diminuiti dello 0,6% rispetto al mese precedente, risultando inferiori alle stime degli analisti che avevano calcolato un incremento dello 0,3%. Ad agosto gli ordinativi erano cresciuti dello 0,9% (dato rivisto da +1%).
L'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo ha comunicato che la produzione industriale in Spagna in settembre (stima provvisoria) è cresciuta dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2015 dal +4,3% a/a registrato ad agosto. Gli analisti avevano stimato un incremento della produzione industriale del 2,5% su base annuale. Sul fronte societario forti acquisti sui minerari, sulle banche e sugli assicurativi.
Tra i singoli titoli Ryanair +5%. La compagnia aerea low cost ha comunicato risultati per il secondo trimestre del suo esercizio segnati da utili dopo le tasse in crescita da 843 a 912 milioni di euro, contro gli 897 milioni del consensus di Bloomberg. Nei tre mesi alla fine di settembre le vendite sono cresciute del 2% a 2,4 miliardi di euro. La società ha migliorato da 180 a 200 milioni di passeggeri la stima di crescita del suo traffico entro il 2024.
Hsbc +3%. Il colosso bancario britannico ha chiuso il terzo trimestre con un utile adjusted in crescita del 7% a 5,59 miliardi di dollari contro i 5,29 miliardi del consensus di Bloomberg. I ricavi rettificati sono cresciuti del 2% nei tre mesi a 12,79 miliardi di dollari.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in ascesa: Ftse Mib +1,62%. Bancari in rally, MPS rimbalza
Il Ftse Mib segna +1,62%, il Ftse Italia All-Share +1,51%, il Ftse Italia Mid Cap +0,86%, il Ftse Italia Star +1,05%.
Mercati azionari europei in progresso dopo che l'FBI ha assolto la candidata democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton nell'inchiesta "emailgate". DAX +1,4%, CAC 40 +1,4%, FTSE 100 +1,5%, IBEX 35 +1,3%.
Future sugli indici azionari americani al momento in rialzo dell'1,3-1,6 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,17%, Nasdaq Composite -0,24%, Dow Jones Industrial -0,24%. Inizio di seduta al fulmicotone per i bancari. L'indice FTSE Italia Banche segna +3,1%, l'EURO STOXX Banks +2,2%. Molto bene UniCredit (+3,8%), BPER (+3,8%) e Intesa Sanpaolo (+3,1%).
Banca MPS (+15,6%) balza in avanti, dopo il -9% di venerdì, su indiscrezioni in base alle quali il fondo sovrano del Qatar (Qia) potrebbe intervenire quale "anchor investor" a sostegno dell'aumento di capitale da 5 miliardi di euro che Rocca Salimbeni intende lanciare. Una decisione definitiva potrebbe essere presa da parte di Qia entro le prossime due settimane. Sempre in base ai rumors è fondamentale per il successo dell'aumento che la porzione destinata al mercato non superi i 3 miliardi di euro: in altre parole gli "anchor investor" dovranno apportare almeno 2 miliardi di euro di mezzi freschi.
Intanto la Fondazione MPS ha proposto Alessandro Falciai per la poltrona di presidente al posto del dimissionario Massimo Tononi. Eccellente performance per Credito Valtellinese (+4,4%) in scia alle indiscrezioni del fine settimana del Sole 24 Ore, in base alle quali l'istituto potrebbe lanciare un cartolarizzazione assistita da garanzia pubblica (Gacs) su ben 1,5 miliardi di euro di crediti deteriorati. In ottima forma il settore risparmio gestito con Azimut Holding (+1,7%), Banca Generali (+2,8%), Anima Holding (+2,3%).
Sale Banca Mediolanum (+1,9%) dopo la pubblicazione degli esiti dell’attività di “Comprehensive Assessment” condotta dalla BCE: l’Asset Quality Review ha esaminato i “Risk Weighted Asset” senza identificare alcun tipo di impatto; gli Stress Test proiettano a fine 2018 un Adjusted Common Equity Tier 1 Ratio del 27,5% nello scenario “base”, contro una soglia minima richiesta dell’8%, e del 17,7% nello scenario “avverso”, contro il 5,5% minimo imposto dalla normativa regolamentare. Recordati (+2,2%) in netto progresso grazie alla decisione di Jefferies di migliorare la raccomandazione sul titolo da add a buy.
TITOLI DEL GIORNO
Intesa Sanpaolo nell'ultima seduta della scorsa settimana ha perso terreno, nonostante dati trimestrali migliori delle attese: l'utile netto nel trim3 si è attestato a 628 milioni di euro, superiore rispetto al consensus Reuters (otto analisti intervistati) di 552 milioni. Alcuni broker hanno confermato i giudizi positivi sul titolo, mentre S&P Global, oltre a ribadire la raccomandazione buy, ha anche alzato il target price da 2,20 a 2,40 euro. Il quadro grafico di breve termine per Intesa Sanpaolo appare incerto dopo la correzione originata dal test delle resistenze a 2,20/2,25 euro vista nelle ultime sedute. Fondamentale sarà la tenuta di 1,98, dove transita attualmente la linea che sale dal minimo di fine giugno: in caso di rottura probabile approfondimento verso 1,80/1,85 almeno. Eventuali sviluppi positivi nel medio/lungo periodo sono legati a doppio filo alla capacità del titolo di super are i citati 2,20/2,25, massimi allineati di settembre/ottobre e supporto dinamico tra febbraio e giugno: in caso di successo seguirebbero estensioni verso 2,50 e 2,75/2,80.

Debole Mediobanca che prolunga la correzione dai massimi a 7,12 euro dello scorso 28 ottobre, data di pubblicazione di una trimestrale chiusasi con un utile in crescita del 10,8% a 270,7 milioni di euro e quindi con il miglior risultato trimestrale del 2008. Secondo indiscrezioni Francesco Canzonieri (ex Barclays) è in predicato per il nuovo incarico di global country head per l'Italia nell’ambito della riorganizzazione del corporate investment banking di Piazzetta Cuccia. Il manager è in questo periodo molto attivo sul fronte dello spinoso dossier MPS, che segue insieme a Guido Nola di JP Morgan. Il brusco dietro front messo a segno dalle quotazioni, dopo aver superato in area 6,90 la linea che univa i massimi decrescenti da inizio anno, ha quindi alimentato la convinzione d i essere in presenza di una falsa rottura, di una "bull trap", di un tentativo fallito di salire oltre l'ostacolo dal quale è poi scaturita una veloce discesa. Ulteriori segnali negativi verrebbero sotto area 6,30 e farebbero temere un affondo a 5,90 almeno. Una stabilizzazione sopra 6,30 e la rottura di 6,70/6,75 farebbero invece tornare il sereno sul grafico del titolo. Possibile in quel caso un allungo verso almeno 7,40 euro, top di marzo.

Chiusura di ottava in netta controtendenza per Tenaris che arriva a guadagnare quasi il 6% spingendosi fino a quota 13,02 euro dopo aver chiuso giovedi' a 12,29 euro. Il rimbalzo ha permesso ai prezzi di avvicinare il lato alto del gap ribassista del 31 ottobre, posto a 13,08 euro, una resistenza che dovra' essere superata perche' il titolo possa proseguire nella strada del recupero dei massimi di ottobre a 13,55 euro, allineati con quelli di luglio e quindi forte resistenza. Oltre quei livelli la recente fase di debolez za verrebbe archiviata come conclusa e i prezzi potrebbero tentare il test in area 15 euro del lato alto del canale che sale dai minimi di febbraio. La mancata rottura di 13,08 (ma anche quella di area 13,55) potrebbero invece ripresentare il rischio di ribassi: c'e' anche un ampio gap rialzista apertosi il 29 settembre a 11,53, alla base del movimento avviatosi dai minimi di fine settembre, un vuoto che il mercato potrebbe essere tentato di ricoprire prima di avviare eventualmente una nuova stagione rialzista.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 7 Novembre 2016
USA Apertura Wall Street torna alle 15:30 (passaggio a ora solare);
00:50 GIA Verbali BoJ;
08:00 GER Ordini all'industria set;
09:00 SPA Produzione industriale set;
09:30 GB Indice Halifax (prezzi abitazioni) ott;
10:30 EUR Indice Sentix (fiducia investitori) nov;
11:00 EUR Vendite al dettaglio set;
15:00 EUR Riunione Eurogruppo.
HEADLINES
Banca MPS: Qia possibile "anchor investor"
Banca MPS balza in avanti, dopo il -9% di venerdì, su indiscrezioni in base alle quali il fondo sovrano del Qatar (Qia) potrebbe intervenire quale "anchor investor" a sostegno dell'aumento di capitale da 5 miliardi di euro che Rocca Salimbeni intende lanciare. Una decisione definitiva potrebbe essere presa da parte di Qia entro le prossime due settimane.
Spagna: rallenta a settembre la crescita della produzione industriale +4% a/a
L'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo ha comunicato che la produzione industriale in Spagna in settembre (stima provvisoria) è cresciuta dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2015 dal +4,3% a/a registrato ad agosto. Gli analisti avevano stimato un incremento della produzione industriale del 2,5% su base annuale. 
Per Fischer (Fed) l'economia Usa potrebbe superare i target d’inflazione e occupazione
Secondo Stanley Fischer, numero due della Federal Reserve (Fed), l’economia Usa potrebbe “in qualche misura” superare gli obiettivi dell’istituto centrale Usa per un’inflazione al 2% e la piena occupazione. Parlando venerdì a Washington nel corso di una conferenza del Fondo monetario internazionale, Fischer ha notato che tale superamento potrebbe alleviare la debolezza della domanda, facendo eco all’ex segretario al Tesoro Usa che da tre anni lancia l’allarme sui rischi di “stagnazione secolare”. Fischer si è detto incerto se la bassa produttività sia la causa della debole domanda o viceversa. “Non è un problema che si può risolvere con la pura teoria”, ha aggiunto. “Piuttosto, la risposta arriverà dal comportamento di produzione e inflazione mentre ci avviciniamo ai target”, ha concluso.
Cina: Csrc approva nove Ipo per raccolta di 600 milioni
La China Securities Regulatory Commission (Csrc, l’autorità di controllo dei mercati finanziari cinesi) ha comunicato venerdì di avere approvato nove Ipo per una raccolta complessiva di 4,5 miliardi di yuan (pari a poco meno di 600 milioni di euro). Tre collocamenti saranno realizzati a Shanghai, tre a Shenzhen e tre al Growth Enterprise Board (mercato per imprese in crescita che però non soddisfano requisiti di redditività o track record).
Indonesia: Pil cresce sotto le attese nel terzo trimestre (+5,02%)
L’economia dell’Indonesia ha segnato un progresso su base annua del 5,02% nel terzo trimestre. Il dato si confronta con il 5,18% registrato nel secondo trimestre dell’anno (4,92% nel primo) e con il 5,10% atteso dagli economisti. Su base sequenziale la lettura è per una crescita del 3,2% dopo il 4% del secondo trimestre e il declino dello 0,34% del primo.
Romania: Banca centrale conferma tassi all’1,75% per il 12esimo meeting di fila
La Banca Na?ional? a României, l’istituto centrale della Romania, venerdì come previsto ha lasciato invariati i tassi d’interesse all’1,75% per il dodicesimo meeting consecutivo. Confermato al 10% il coefficiente minimo di riserva obbligatoria sulle passività denominate in valuta straniera da parte degli istituti di credito, che era stato ridotto dal 12% in settembre.
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