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giovedì 3 novembre 2016

Report dei mercati



MERCATO USA
Borsa Usa: settima seduta negativa consecutiva per l'S&P 500
La Borsa di New York ha chiuso la seduta di ieri in ribasso a causa delle incertezze legate alle elezioni presidenziali. Il Dow Jones ha perso lo 0,43%, l'S&P 500 lo 0,65% e il Nasdaq Composite lo 0,93%. Per l'S&P 500, tornato sotto i 2.100 punti, si è trattato della settima seduta negativa consecutiva. La banca centrale Usa ha lasciato invariato il costo del denaro tra lo 0,25% e lo 0,50%, in linea alle aspettative di mercato. Una decisione non presa all'unanimità: due membri della Fed hanno votato contro.Nel suo comunicato il FOMC, il braccio operativo della Fed, ha osservato però che l'evoluzione delle condizioni economiche conferma la necessità di una stretta a breve, sostenendo le attese del mercato per un intervento nel prossimo meeting, in calendario a dicembre.
La stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di ottobre, una crescita di 147 mila nuovi impieghi. Il dato e' risultato inferiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 165 mila posti di lavoro. Rivista al rialzo tuttavia la rilevazione precedente a 202 mila unità, da 154 mila.
Sul fronte societario Brocade Communications Systems +9,61%.
Il produttore di chip Broadcom (+2,23%) ha annunciato l'acquisto dell'operatore di rete per 5,5 miliardi di dollari (5,9 miliardi includendo il debito). Alibaba -2,61% nonostante una trimestrale superiore alle attese. Nel periodo chiuso lo scorso settembre l'utile per azione adjusted del gigante cinese dell'e-commerce si è attestato a 5,26 yuan su ricavi per 34,29 miliardi di yuan. Gli analisti avevano previsto un Eps a 4,66 yuan su ricavi per 33,9 miliardi. Ford Motor -1,72%. Il gruppo automobilistico ha annunciato un calo delle vendite negli Stati Uniti a ottobre dell'11,7% a 188.813 veicoli.
Allergan -5,16%. Il produttore del Botox ha aumentato di 5 miliardi di dollari il programma di acquisto di azioni proprie ed ha annunciato l'intenzione di iniziare a versare un dividendo trimestrale di 0,70 dollari per azione a partire dal 2017 ma ha pubblicato un giro d'affari inferiore alle attese. I ricavi nel periodo chiuso lo scorso settembre sono cresciuti del 4,4% a 3,62 miliardi di dollari contro i 3,68 miliardi indicati dal consensus. Office Depot +15,08%. Il distributore di articoli per l'ufficio ha archiviato il terzo trimestre con un utile per azione adjusted di 0,16 dollari, un centesimo in più delle attese.
MERCATI ASIATICI
Tokyo rimane chiusa per festività e Shanghai guadagna quasi l’1%
Dopo il netto declino di Wall Street mercoledì (il peggiore dei tre principali indici Usa è stato il Nasdaq, in flessione dello 0,93%), per i mercati asiatici la seduta è contrastata. Tokyo, dopo lo scivolone di mercoledì (con la perdita dell’1,76% per il Nikkei 225), rimane chiusa per la celebrazione del Bunka no Hi (il Giorno della Cultura). La piazza nipponica evita così l’inevitabile impatto del rafforzamento dello yen: il dollaro Usa perde infatti oltre mezzo percentuale nei confronti della valuta giapponese mentre ormai tutte le attenzioni sono rivolte a martedì 8 novembre, quando si terranno le elezioni presidenziali in Usa. Rimanenendo negli Stati Uniti, nessuna sorpresa dalla scelta della Federal Reserve che mercoledì ha lasciato i tassi d’interesse invariati in un range dello 0,25-0,50% dopo il primo rialzo dal 2006 deciso nel dicembre dello scorso anno. La dec isione era prevista, anche per le immininenti presidenziali e, complici indicazioni più “possibiliste” da parte della Fed, secondo gli osservatori a patto che continui la ripresa dell’inflazione verosimilmente il rialzo dei tassi arriverà nel meeting di 13-14 dicembre.
Complessivamente la seduta è mista per l’Asia, con l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove tra alti e bassi intorno alla parità dopo il crollo dell’1,40% registrato nella precedente sessione. E sono i mercati della Cina continentale a spingere al rialzo la regione. In chiusura, infatti, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano progressi dello 0,84% e dello 0,94% rispettivamente. Fa peggio lo Shenzhen Composite, apprezzatosi comunque dello 0,56% al termine della seduta. Rimane invece in negativo la piazza di Hong Kong: a circa un’ora dalla chiusura, infatti, l’Hang Seng perde intorno allo 0,20% (di segno opposto la performance dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna circa lo 0,20%). Sydney si muove allineata al trend più generale ma non riesce a evitare una perdita: l’S&P ASX 200 limita comunque allo 0,07% il suo declino. Bene Seoul: il Kospi guadagna lo 0,25% al termine degli scambi.
MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse. Sugli scudi Beiersdorf, Ing e SocGen
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,05%, l'Ibex35 di Madrid lo 0,1%. Sopra la parità il Ftse100 di Londra (+0,2%) e il Cac40 di Parigi (+0,1%).
Sul fronte societario Beiersdorf +5%. Il produttore della crema Nivea ha migliorato le stime per l'esercizio in corso.
Ing Groep +4%. Il colosso del credito olandese ha registrato nel terzo trimestre un progresso del 27% dei profitti netti a 1,35 miliardi di euro. Nei tre mesi allo scorso 31 ottobre, gli utili netti underlying, al netto delle dismissioni, sono cresciuti invece del 22% a 1,34 miliardi.
Adidas -3%. Il gruppo dell'abbigliamento sportivo ha presentato risultati per il terzo trimestre 2016 segnati da utili in crescita da 311 a 387 milioni di euro contro i 377 milioni del consensus. I ricavi, sostanzialmente in linea con le attese, sono aumentati nei tre mesi del 14% a 5,4 miliardi di euro. La società ha confermato attese per una crescita dei profitti netti del 35-39% nell’intero esercizio, ma ha dichiarato che registrerà aggravi per circa 30 milioni di euro sulla ristrutturazione di Reebok. Credit Suisse -3%. Il gigante bancario svizzero ha segnato nel terzo trimestre 2016 un crollo dei profitti netti da 779 a 41 milioni di franchi (da 723 a 38 milioni di euro). I ricavi sono diminuiti del 10% a 5,4 miliardi di franchi.
Société Générale +4%. La banca francese ha registrato nel terzo trimestre il declino del 2% degli utili netti a 1,1 miliardi di euro. Performance condizionata in negativo da 237 milioni di aggravi contabili legati al debito. Il risultato si è rivelato comunque ampiamente migliore rispetto ai 922 milioni del consensus di FactSet, grazie al rimbalzo nel trading obbligazionario in Europa che ha permesso a SocGen di registrare una crescita del 42% a 469 milioni di euro dei profitti netti di Global Banking and Investor Solution (divisione che comprende investment banking, trading e asset management).
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana appena sotto la parità: Ftse Mib -0,14%. Bancari in verde, deboli i petroliferi
Il Ftse Mib segna -0,14%, il Ftse Italia All-Share -0,12%, il Ftse Italia Mid Cap -0,02%, il Ftse Italia Star -0,31%.
Mercati azionari europei poco mossi in avvio. DAX -0,1%, CAC 40 +0,2%, FTSE 100 +0,2%, IBEX 35 -0,2%.
Inizio di seduta positivo per i bancari dopo i rovesci degli ultimi giorni. L'indice FTSE Italia Banche segna +0,5%, l'EURO STOXX Banks +1,3%. In rialzo Unicredit (+1%), BP Milano (+1,2%), Banco Popolare (+1,1%). In controtendenza BPER (-1%).
In evidenza Banca MPS (+1,6%) su indiscrezioni di stampa in base alle quali il road show per la ricerca di investitori attualmente in corso in Asia e Nord America sta incontrando un certo interesse. Si segnala in particolare il contatto con il fondo Atlas Merchant Capital che era già stato coinvolto dal "piano Passera". Secondo altre voci la Consob intende sentire proprio Corrado Passera sulle motivazioni che lo hanno portato a ritirare il suo piano. Deboli i petroliferi Eni (-0,4%), Tenaris (-0,6%) e Saipem (-0,1%) in scia al greggio che oscilla poco sopra i minimi da fine settembre toccati ieri pomeriggio dopo il balzo delle scorte USA.
Leonardo Finmeccanica (-0,5%) perde terreno nel giorno del cda chiamato ad approvare i dati del terzo trimestre. Il consensus Bloomberg prevede ricavi in calo a 2,81 miliardi di euro. Secondo MF il board esaminerà anche il dossier relativo alla vendita ad Airbus della quota del 25% di Mbda (consorzio missilistico europeo). Le ultime indiscrezioni di stampa riferivano di un'offerta francese pari a 1,1 miliardi di euro.
INWIT (+4,3%) balza in avanti grazie ai dati del terzo trimestre,  primo periodo che consente un confronto con l’esercizio precedente, essendo l’azienda operativa solo dal 1° aprile 2015. Il trim3 si è chiuso con ricavi pari a 83,9 milioni di euro, +5,1% a/a, EBITDA pari a 41,7 milioni di euro, +15,2% (superiore alle previsioni di crescita comunicate al mercato), utile netto a 25,1 milioni di euro, +15,7%, e indebitamento finanziario netto a fine trimestre pari 60,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto al 30 giugno 2016 di 21,4 milioni di euro. Confermata la previsione di una crescita dell’EBITDA “low teens” nell’arco del piano 2015-2018.
Molto bene Maire Tecnimont (+2,9%) in scia all'annuncio dell’aggiudicazione, attraverso alcune delle sue principali controllate, di nuove commesse per un valore complessivo pari a circa 150 milioni di dollari (135 milioni di euro). Le commesse sono relative ad ordini per attività di licensing e servizi di ingegneria nel core business oil & gas, petrolchimico e fertilizzanti, nonché nelle energie rinnovabili, per alcuni progetti che saranno eseguiti principalmente in Europa, e in Africa settentrionale ed occidentale.
TITOLI DEL GIORNO
Seduta da dimenticare per BP Emilia Romagna che mercoledì ha ceduto oltre 5,6 punti percentuali performando peggio del FTSE Italia Banche -4,2% e dell'EURO STOXX Banks -2,8%. Secondo MF l'a.d. Alessandro Vandelli intende creare un nocciolo duro di soci (fino al 20-25% del capitale) in vista della trasformazione in SpA e della presentazione del nuovo statuto all’assemblea dei soci del prossimo 26 novembre. A tal fine sono in corso contatti con vari soggetti tra cui l’imprenditoria locale di Modena, l’Ente Banco di Sardegna e altre fondazioni bancarie. Tra le opzioni anche un investimento di Unipol GF (-4,25%) che ha uno storico legame con la banca. Sul grafico giornaliero si nota la formazione di un “diamante”, figura di inversione piuttosto rara composta da una broadening top (disegnata tra il 20 e il 25 ottobre) e un triangolo (formatosi dal 25 ottobre al 1 novembre), completata i eri con la violazione di area 4,18. Il ribasso potrebbe ora proseguire almeno fino a 3,90 per un test dei massimi allineati del 24 giugno e del 1 agosto. Supporto successivo a 3,60/3,66. Una reazione perentoria oltre 4,36 permetterebbe invece di archiviare come pausa temporanea la flessione delle ultime sedute, riattivando l’uptrend verso obiettivi a 4,63 e 4,84 almeno.

Pesante calo mercoledi' per FCA dopo i dati sulle vendite in Nord America a ottobre: -11% in Canada e soprattutto -10% negli USA, dove anche il marchio Jeep ha sorprendentemente sofferto con un -7%. Da segnalare anche voci di mercato secondo cui Uber potrebbe scegliere Maven, il car sharing della General Motors, come partner: martedi' infatti Uber ha annunciato un accordo con Maven, per San Francisco, il servizio di car-sharing gestito da GM, grazie al quale gli autisti Uber potranno noleggiare auto del produttore USA su base settimanale. Si allontana quindi per FCA la possibilità di all earsi con Uber. Graficamente si nota la presenza di una figura a doppio massimo, dalle implicazioni negative, disegnata dal 28 ottobre in area 6,80 e completata mercoledi' con la discesa sotto i 6,48 euro. A 6,21, minimo di seduta, i prezzi hanno incontrato la base del gap rialzista del 27 ottobre, supporto che per il momento ha contenuto il ribasso. Rimbalzi da quei livelli dovrebbero pero' superare nuovamente area 6,60 per dimostrarsi duraturi. In quel caso possibile il test a 7,06 del lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di luglio. Sotto area 6,20 invece rischio di test a 5,91 delle medie mobili a 50 e 10 giorni, allineate su quei livelli. Supporto successivo a 5,46, base del canale crescente citato.

Prospettive positive per il business di INWIT che ieri ha comunicato i dati del terzo trimestre 2016, primo periodo che consente un confronto con l’esercizio precedente, essendo l’azienda operativa solo dal 1° aprile 2015. Il trim3 si & egrave; chiuso con ricavi pari a 83,9 milioni di euro, +5,1% a/a, EBITDA pari a 41,7 milioni di euro, +15,2% (superiore alle previsioni di crescita comunicate al mercato), utile netto a 25,1 milioni di euro, +15,7%, e indebitamento finanziario netto a fine trimestre pari 60,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto al 30 giugno 2016 di 21,4 milioni di euro. Confermata la previsione di una crescita dell’EBITDA “low teens” nell’arco del piano 2015-2018. Queste positive indicazioni potrebbero consentire a INWIT di migliorare il quadro grafico attuale, caratterizzato da un potenziale testa e spalle ribassista in formazione da agosto. Il pattern verrebbe completato in caso di violazione della neckline, attualmente in transito per area 4 euro, prologo a un'inversione della tendenza rialzista e al ritorno sul minimo di giugno a 3,6920. Segnali di forza al superamento di 4,36 con primo obiettivo a 4,47 e successivo sul massimo di inizio settembre a 4,73.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 3 Novembre 2016
GIA Mercati chiusi per festività;
02:45 CINA Indice Caixin PMI servizi ott;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione mensile set;
10:00 EUR Bollettino Economico BCE;
10:30 GB Indice PMI servizi ott;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione set;
13:00 GB Riunione BoE, Inflation Report e verbali;
13:30 USA Indice produttività lavoro preliminare trim3;
13:30 USA Indice costo del lavoro preliminare trim3;
13:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:45 USA Indice Markit PMI servizi finale ott;
15:00 USA Ordini industriali set;
15:00 USA Ordini beni durevoli finale set;
15:00 USA Indice ISM non manifatturiero ott.
HEADLINES
Adidas in crescita nel trimestre conferma l’outlook d’esercizio
Adidas ha presentato risultati per il terzo trimestre 2016 segnati da utili in crescita da 311 a 387 milioni di euro contro i 377 milioni del consensus. I ricavi, sostanzialmente in linea con le attese, sono aumentati nei tre mesi del 14% a 5,4 miliardi di euro. Il colosso tedesco dello sportswear ha confermato attese per una crescita dei profitti netti del 35-39% nell’intero esercizio, ma ha dichiarato che registrerà aggravi per circa 30 milioni di euro sulla ristrutturazione di Reebok.
Balzo dei profitti per l’olandese Ing grazie a prestiti e depositi in crescita
Ing Groep ha registrato nel terzo trimestre un progresso del 27% dei profitti netti a 1,35 miliardi di euro. Nei tre mesi allo scorso 31 ottobre, gli utili netti underlying, al netto delle dismissioni, sono cresciuti invece del 22% a 1,34 miliardi. Il colosso olandese della bancassurance ha sottolineato che il suo libro-prestiti è cresciuto di 3,6 miliardi di euro nel trimestre e i depositi dei clienti sono aumentati di 2 miliardi. Ing aveva perso il 2,03% mercoledì ad Amsterdam.
Utili trimestrali oltre le attese per SocGen grazie al trading obbligazionario
Société Générale (SocGen) ha registrato nel terzo trimestre il declino del 2% degli utili netti a 1,1 miliardi di euro. Performance condizionata in negativo da 237 milioni di aggravi contabili legati al debito. Il risultato si è rivelato comunque ampiamente migliore rispetto ai 922 milioni del consensus di FactSet, grazie al rimbalzo nel trading obbligazionario in Europa che ha permesso a SocGen di registrare una crescita del 42% a 469 milioni di euro dei profitti netti di Global Banking and Investor Solution (divisione che comprende investment banking, trading e asset management). I profitti netti nelle attività di retail bancario hanno invece segnato un declino del 15% in Francia contro il balzo del 31% all’estero. SocGen, che nei tre mesi ha registrato un calo del 6% dei ricavi a 6,01 miliardi di euro, aveva chiuso in declino del 2,37% la seduta di mercoledì a Parigi, contro la p erdita dell’1,24% del Cac 40.
Usa: la Fed lascia invariati i tassi. Due i membri contrari del Fomc
Al termine del meeting di 2-3 novembre per il Federal Open Market Committee (Fomc), la Federal Reserve (Fed) ha lasciato i tassi d’interesse invariati in un range dello 0,25-0,50% dopo il primo rialzo dal 2006 deciso nel dicembre dello scorso anno. La decisione era prevista, anche per le imminenti elezioni presidenziali, ma non è stata unanime. Otto membri del Fomc hanno votato per il mantenimento dello status quo, mentre Loretta Mester (numero uno della Fed di Cleveland) ed Esther George (Kansas City) hanno espresso parere contrario come nel precedente meeting. Eric Rosengren, president della Fed di Boston, a differenza di quanto fatto in settembre si è invece allineato al volere della maggioranza del Fomc. Nelle dichiarazioni ufficiali con cui comunicava la decisione, la Fed ha come in precedenza notato che l’orientamento verso un rialzo dei tassi si è rafforzato, anche se per la prima volta ha sottoli neato che mancano solo “alcune” prove necessarie per passare all’azione. Secondo gli osservatori a patto che continui la ripresa dell’inflazione la Fed verosimilmente rialzerà i tassi nel meeting di 13-14 dicembre.
L’antitrust australiano solleva dubbi sulla fusione Dow Chemical-DuPont
L’Australian Competition and Consumer Commission (Accc) ha dichiarato di avere timori riguardo la fusione da 130 miliardi di dollari tra i colossi Usa Dow Chemical e DuPont. “L’Accc è preoccupato sui possibili effetti della fusione sulla concorrenza in diversi prodotti, dagli insetticidi alle sementi”, ha spiegato Rod Sims, chairman dell’organismo antistrust australiano. Inoltre Sims ha notato che Dow e DuPont potrebbero essere gli unici fornitori di ionomeri ai produttori australiani di plastiche. L’Accc ha invitato le parti interessate a presentare ulteriori osservazioni entro il prossimo 24 novembre. La pronuncia finale dell’ente è invece prevista per il 2 febbraio 2017.
Cina: indice Pmi servizi Markit/Caixin in ottobre accelera a 52,4 punti
In ottobre, il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin torna a crescere attestandosi a 52,4 punti dai 52,0 punti di settembre (52,1 in agosto e 51,7 in luglio). Il dato, che resta ampiamente sopra la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione, è il migliore degli ultimi quattro mesi ma è leggermente inferiore ai 52,5 punti del consensus. In crescita anche il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, salito in ottobre a 52,9 punti dai 51,4 punti di settembre, nella lettura più elevata in quasi due anni.
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