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lunedì 28 novembre 2016

Report dei mercati





A Wall Street record anche nel Black Friday
La Borsa di New York, dopo lo stop per il Giorno del Ringraziamento, ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo, registrando nuovi record. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,36%, l'S&P 500 lo 0,39% e il Nasdaq Composite lo 0,34%. Bassi i volumi, 2,36 milioni di titoli scambiati contro una media dell'ultimo mese di 7,88 milioni. Il "Black Friday", giorno successivo al Thanksgiving, tradizionalmente da il via agli acquisti natalizi. Secondo Adobe Digital Index, gli americani nel Giorno del Ringraziamento hanno speso 1,15 miliardi di dollari su internet, una cifra superiore del 14% rispetto all'anno precedente. Il colosso dell'e-commerce Amazon ha concluso la giornata sostanzialmente invariato (+0,01%) mentre il numero uno della distribuzione Wal-Mart Stores ha guadagnato lo 0,55%.
Nello stesso settore Target cresce dello 0,17% dopo aver comunicato vendite record online. Tra gli altri titoli da segnalare Johnson & Johnson (+0,88%) che, secondo fonti citate da Bloomberg, avrebbe approcciato Actelion per il possibile takeover che valuterebbe la biotech svizzera oltre 17 miliardi di dollari. GoDaddy +0,96%. Il colosso Usa del web hosting con base in Arizona, sarebbe in trattativa esclusiva per acquisire Host Europe Group per una valutazione della rivale con base a Colonia, in Germania, che potrebbe superare gli 1,7 miliardi di euro. Lo riporta Reuters. Deere & Co +1,73%. Diversi broker hanno alzato il target price sul titolo del produttore di macchine agricole. In difficoltà il comparto energetico a causa del tondo del petrolio (il Wti ha perso oltre quattro punti percentuali).
Sul fronte macroeconomico il deficit commerciale Usa (preliminare) è cresciuto a ottobre più del previsto a 62 miliardi di dollari mentre l'indice Markit PMI servizi (stima preliminare) è calato a novembre a 54,7 punti da 54,8 punti del mese precedente. Gli economisti avevano previsto un dato invariato a 54,8 punti. Nell'arco della settimana il Dow Jones ha guadagnato l'1,5%, l'S&P 500 l'1,4% e il Nasdaq Composite l'1,5%.
MERCATI ASIATICI
Seduta contrastata per l’Asia. Bene Shanghai e Hong Kong
Dopo la positiva seduta di venerdì per Wall Street (con i tre principali indici Usa tutti sui massimi), alla riapertura d’ottava in Asia l’andamento è contrastato. A tenere banco sono soprattutto dollaro e petrolio. La divisa Usa ha perso oltre mezzo punto percentuale, allontanandosi dai massimi di oltre 13 anni segnati giovedì scorso, e a guidare il recupero sul dollaro è lo yen giapponese. Non certo una buona notizia per la piazza di Tokyo, che ha visto il Nikkei 225 toccare un declino dello 0,80% per poi limitare le perdite allo 0,13% in chiusura.
In positivo invece l’indice più ampio Topix, che chiudendo con un guadagno dello 0,34% porta a dodici il numero di sedute consecutive di apprezzamento, come fatto la scorsa primavera (solo in due altre occasioni, 13 nel 2009 e 15 nel 1988, ha registrato una striscia di guadagni più lunga). Complessivamente, però, la seduta è positiva per la regione: l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, guadagna circa lo 0,60% grazie soprattutto alle performance delle piazze di Taiwan e Hong Kong. L’Hang Seng è in progresso intorno allo 0,90% a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni (fa decisamente meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, il cui guadagno è invece ampiamente superiore all’1%). Più moderato l’apprezzamento di Seoul, con il Kospi che guadagna lo 0,19% al termine degli scambi.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha toccato un declino del 2% all’apertura delle contrattazioni (perdita ridottasi in seguito), dopo la flessione di oltre il 3% di venerdì. Sui corsi del greggio pesano i dubbi sulle reali prospettive del meeting dell’Opec del prossimo 30 novembre, in cui dovrebbe essere implementato il taglio alla produzione deciso in settembre. Zinco e oro sono in netto progresso, come pure l’oro che guadagna a fronte del declino del dollaro.
Pesante correzione per i titoli legati alle commodity a Sydney (Bhp Billiton perde oltre il 2,50% mentre i petroliferi Santos e Oil Search si deprezzano di circa il 3%) e l’S&P ASX 200 segna un declino dello 0,79% in chiusura. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato lo 0,46% e lo 0,39% rispettivamente. In negativo invece lo Shenzhen Composite, deprezzatosi dello 0,14% al termine delle contrattazioni.
MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Avvio di settimana in ribasso per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,2% e il Ftse100 di Londra lo 0,3%.
Perde terreno anche il petrolio (Brent -1.1% a 46,71 dollari al barile). Sul fronte societario vendite sul comparto bancario. Tra i singoli titoli Asos +4,5%. Goldman Sachs ha migliorato la raccomandazione sul titolo del rivenditore di abbigliamento e accessori su internet a buy da neutral. Actelion +1,9%. Confermando le indiscrezioni di Bloomberg, Johnson & Johnson e il gruppo svizzero hanno comunicato di essere in trattativa per il possibile takeover che valuterebbe la società biotech oltre 17 miliardi di dollari.
Daimler -1,3%. Il gruppo automobilistico prevede di investire fino a 10 miliardi di euro nello sviluppo di vetture elettriche.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in forte calo: Ftse Mib -2,03%. Bancari sotto pressione
Il Ftse Mib segna -2,03%, il Ftse Italia All-Share -1,91%, il Ftse Italia Mid Cap -1,18%, il Ftse Italia Star -0,80%.
Mercati azionari europei in netto ribasso. DAX -1%, CAC 40 -1%, FTSE 100 -1%, IBEX 35 -0,8%.
Bancari Italia in forte ribasso: FTSE Italia Banche -3,2%, EURO STOXX Banks -1,7%. Netto calo per Banco Popolare (-3,9%), BP Milano (-3,8%) e UniCredit (-4,1%): secondo fonti vicine al dossier sentite da Reuters, Amundi ha proposto l'offerta più alta per l'acquisizione di Pioneer. 
Banca MPS in forte flessione (-7,25% a 18,55 euro, asta di volatilità) dopo il raggruppamento (1 nuova azione ogni 100 azioni esistenti) e l'avvio dell'OPA su strumenti subordinati con obbligo di conversione: l'offerta parte oggi alle 14 e terminerà venerdì 2 dicembre salvo proroga.
Secondo indiscrezioni di stampa del fine settimana, la Qatar Investment Authority potrebbe partecipare all'aumento di capitale da 5 miliardi di euro di MPS con 0,75-1 miliardo di euro: in precedenza si era parlato di un impegno fino a 1,5 miliardi.
In rosso anche UBI Banca (-2,1%) nonostante le indiscrezioni in base alle quali sarebbe arrivato dalla BCE il via libera preliminare all'acquisizione di tre delle quattro banche salvate.
Yoox Net-A-Porter Group (-0,9%) prova a limitare i danni grazie alle aspettative di un exploit di vendite nel "Cyber Weekend". Inoltre questa mattina YNAP ha annunciato un "un accordo di joint venture con Symphony Investments, società controllata da Mohamed Alabbar, per dare vita al leader indiscusso nel luxury e-commerce in Medio Oriente, con una partnership che sarà in grado di cogliere l’enorme potenziale di crescita di quest’area".
TITOLI DEL GIORNO
Campari in rialzo venerdì dopo l'annuncio dell'accordo per la vendita del 100% del capitale sociale di Sella & Mosca e Teruzzi & Puthod a Terra Moretti Distribuzione Srl. Grazie al progresso dell'ultima seduta il titolo estende il rimbalzo originato dal minimo dell'11 novembre a 8,3650 euro, il livello più basso da giugno, e si avvicina ulteriormente a 9,37, massimo dell'8 novembre ed ex supporto rappresentato dal minimo del 12 settembre. Si tratta dunque di un riferimento determinante in ottica di breve/medio periodo. Una vittoria confermata in chiusura di seduta oltre lo stesso proietterebbe le quotazioni verso 9,70/9,75 almeno, con obiettivo successivo sul record storico di fine settembre a 10,28 euro. Discese sotto 8,74 creerebbero invece le premesse per il ritorno sugli 8,3650, supporto decisivo per scongiurare un affondo verso 8,10 almeno.

Molto bene Yoox Net-A-Porter Group nell'ultima seduta della settimana con i prezzi saliti fino a quota 25,87 euro dopo avere terminato giovedi' a 24,89 euro. Sul grafico si nota che i prezzi stiano cercando da alcune sedute di superare la media mobile a 200 giorni passante a 25,80. La rottura decisa di questa resistenza permetterebbe la ripresa del rimbalzo visto dai minimi di novembre con primo obiettivo a 26,52, sulla media a 100 giorni, poi a 26,97, minimo del 13 ottobre. Al superamento di questi livelli diverrebbe probabile il ritorno sulla resistenza critica di area 29,30, massimo di settembre avvicinato anche a ottobre. Discese sotto 24,15 potrebbero invece portare al test a 23,80 della linea che sale dai minimi di giugno. Supporti successivi a 22,90 e a 22,15 euro, sul top del 4 luglio.
La flessione avviata da Unipolsai dal picco del 16 novembre a 1,86 non intende decelerare. Discese al di sotto del top dell'8 novembre a 1,70 farebbero temere l'avvio di cali almeno fino in area 1,58/60 dove si collocano il minimo di novembre e la media mobile a 50 giorni. Supporto successivo a 1,54, media a 100 giorni. Oltre 1,86 invece nuovi segnali di forza per 1,916 e per 2,078, massimo del 29 aprile.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 28 Novembre 2016
10:00 EUR M3 dest. ott;
10:00 ITA Indice di fiducia imprese nov;
11:00 EUR Indici fiducia nov;
15:00 EUR Intervento Draghi (BCE) al Parlamento Europeo.
HEADLINES
Mercati obbligazionari eurozona poco mossi
Mercati obbligazionari eurozona poco mossi. Il rendimento del Bund decennale scende di 1 bp allo 0,22%, quello del BTP sale di 1 bp al 2,11% (+2 bp per il Bono spagnolo all'1,58%). Lo spread sale di 2 bp a 189.
Spagna: Moody’s prevede che continuino le pressioni sul bilancio
Moody’s Investors Service, nel suo rapporto “Regional Governments - Spain: 2017 Outlook - Fiscal Consolidation and Rising Economic Growth Drive Stable Outlook”, ha confermato che l’outlook di Madrid rimane stabile, ma ha sottolineato che le pressioni sul risanamento del bilancio continueranno mentre le riforme strutturali potrebbero slittare sotto l’attuale governo di minoranza del premier Mariano Rajoy. Anche se Moody’s stima che i deficit regionali si riducano nel 2016, è prevedibile che possano ancora violare l’obiettivo limite di disavanzo pubblico dello 0,7% in rapporto al Pil. L’agenzia di rating ha confermato l’aspettativa di crescita del 2% nel 2017 per l’economia della Spagna nel suo complesso.
Fuori Macquarie, tre ancora in corsa per acquisire Pioneer da UniCredit
Secondo quanto riportano fonti citate da Reuters, sarebbe stata della francese Amundi l’offertà più elevata per acquisire Pioneer Investments. In gara per conquistare l’asset manager, messo in vendita da UniCredit già in estate, sarebbero rimaste anche Ameriprise Financial e la cordata guidata da Poste Italiane, mentre sarebbe ormai fuori dai giochi il colosso australiano Macquarie. Le fonti hanno sottolineato che la decisione finale rimane incerta e hanno confermato che UniCredit dovrebbe aspettare fino a dopo il referendum costituzionale di domenica prossima 4 dicembre per formulare la sua scelta. Unicredit aveva chiuso in declino dello 0,91% la seduta di venerdì a Milano, contro il guadagno limitato allo 0,09% del Ftse Mib.
Luxottica Group esercita l’opzione per l’acquisto della quota di Salmoiraghi & Viganò di Fenix Srl
In esecuzione dell’accordo sottoscritto nel 2012 con Fenix Srl, già Salmoiraghi & Viganò Holding, Luxottica Group S.p.A. (MTA: LUX; NYSE: LUX) annuncia di aver esercitato l’opzione di acquisto del 63,2% di Salmoiraghi & Viganò. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo trimestre del 2017.
Shell in trattativa avanzata per cedere gli asset in Gabon. Deal da 700 mln $
Secondo fonti citate da Reuters, Royal Dutch Shell sarebbe in trattativa avanzata per la cessione delle attività onshore in Gabon. Il colosso petrolifero anglo-olandese, impegnato in un piano di dismissioni da 30 miliardi di dollari in seguito al takeover di Bg Group (e che per questo prevede di chiudere le attività in 5-10 nazioni), aveva avviato la vendita degli asset nel Paese africano, valutati dagli analisti intorno a 700 milioni di dollari, già la scorsa estate. Fonti bancarie hanno detto a Reuters che in prima fila ci sarebbero il private Carlyle Group e Perenco, gruppo indipendente anglo-francese attivo nell’oil and gas. Shell aveva chiuso in declino dello 0,88% la seduta di venerdì ad Amsterdam contro il guadagno dello 0,12% dell’Aex.
Thanksgiving e Black Friday: vendite online in Usa oltre quota 5 mld $
Continua la crescita delle vendite online in Usa nel periodo clou del Giorno del Ringraziamento, che segna l’inizio della stagione di shopping natalizio in Usa. Secondo quanto comunicato da Adobe Digital Index, che monitora circa l’80% delle transazioni dei 100 maggiori retailer Usa, le vendite online giovedì scorso (Thanksgiving) sono cresciute dell’11,5% a 1,93 miliardi di dollari, leggermente sotto ai 2 miliardi previsti. Nel giorno di venerdì (il cosiddetto Black Friday), invece, l’incremento è stato del 21,6% a 3,34 miliardi di dollari. Complessivamente nei due giorni il progresso è stato quindi del 17,7% a 5,27 miliardi di dollari, superando per la prima volta quota 5 miliardi.
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