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mercoledì 23 novembre 2016

Report dei mercati














MERCATO USA
Borsa Usa: Dow Jones supera soglia 19 mila punti
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,35%, l'S&P 500 lo 0,22% e il Nasdaq Composite lo 0,33%. L'indice delle blue chip è salito per la prima volta sopra la soglia dei 19 mila punti mentre l'S&P 500 ha superato quota 2.200 punti. L'inattesa vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre ha (a sorpresa) spinto i mercati su nuovi massimi storici. Gli investitori attendono la rivoluzione fiscale (taglio delle tasse) e altre misure di stimolo all'economia promesse dal miliardario in campagna elettorale. Wall Street ha beneficiato anche del dato sul settore immobiliare superiore alle attese. Le vendite di case esistenti sono aumentate a ottobre del 2% a 5,6 milioni di unità, livello più alto degli ultimi 9 anni. Gli analisti avevano previsto un calo a 5,40 milioni di unità.
Sul fronte societario Palo Alto Networks -13,27%. L'azienda specializzata nella sicurezza aziendale ha annunciato i risultati del primo trimestre fiscale. Nel periodo l'utile per azione adjusted è balzato a 0,55 dollari da 0,34 dollari di un anno prima mentre i ricavi sono cresciuti del 34% a 398,1 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,58 dollari su ricavi per 400 milioni. Piuttosto deludenti le prospettive per il trimestre in corso (il secondo). La società prevede un Eps adjusted compreso tra 0,61 e 0,63 dollari su ricavi per 426-432 milioni (consensus Eps 0,63 dollari, ricavi 439 milioni). Dr Pepper Snapple +2,62%. Il produttore di soft drink ha raggiunto un accordo per l'acquisto di Bai Brands in una operazione dal valore di 1,7 miliardi di dollari in contanti. Hormel Foods +2,69%.
Il gruppo alimentare ha chiuso il quarto trimestre con un utile per azione adjusted di 0,37 dollari su ricavi per 2,63 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,45 dollari su ricavi per 2,64 miliardi. Per l'esercizio fiscale 2017 la società stima un utile per azione tra 1,68 e 1,74 dollari contro gli 1,67 dollari del consensus. Il board ha approvato un incremento del dividendo annuale del 17% a 0,68 dollari per azione. Medtronic -8,7%. Il produttore di apparecchiature mediche ha rivisto al ribasso gli obiettivi di utile per azione adjusted per l'esercizio in corso a 4,55-4,60 dollari da 4,60-4,70 dollari della precedente guidance.
Nel secondo trimestre l'Eps adjusted si è attestato a 1,12 dollari su ricavi per 7,35 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,11 dollari su ricavi per 7,45 miliardi. Campbell Soup +3,56%. Il produttore di zuppe ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel primo trimestre fiscae l'utile per azione adjusted si è attestato 1,00 dollari su ricavi per 2,2 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,95 dollari su ricavi per 2,2 miliardi. Dollar Tree +8,16%. La catena discount ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione adjusted di 0,81 dollari, 3 centesimi in più delle attese. Meglio del previsto anche le vendite a perimetro costante (+1,8% contro il +1,4% del consensus). Sostanzialmente in linea i ricavi a 5 miliardi di dollari.
Barnes & Noble +10,92%. Il rivenditore di libri ha pubblicato una trimestrale migliore del previsto. Nel secondo trimestre la perdita per azione è diminuita a sorpresa a 0,29 dollari da 0,36 dollari. Gli analisti avevano previsto un rosso di 0,39 dollari. I ricavi sono diminuiti meno del previsto a 859 milioni da 895 milioni e contro gli 845 milioni del consensus. Le vendite a perimetro costante sono calate del 3,2% contro il -5% previsto dagli analisti.
MERCATI ASIATICI
Seduta contrastata in Asia. Tokyo resta chiusa e Sydney guadagna l’1,31%
Dopo la positiva seduta di martedì a Wall Street (il Dow Jones Industrial Average ha sfondato la soglia di 19.000 punti), alla riapertura degli scambi i mercati asiatici sono complessivamente in positivo, mentre la piazza di Tokyo è rimasta chiusa per la celebrazione del Kinr?-Kansha no hi (la Festa del lavoro e del ringraziamento). Migliore performance della giornata è quella di Sydney: l’S&P ASX 200, dopo il progresso dell’1,16% segnato martedì, ha chiuso con un guadagno dell’1,31% grazie soprattutto all’apprezzamento delle materie prime. Il petrolio è in flessione marginale mentre il rame guadagna circa lo 0,50% a Londra. Se gli altri metalli industriali sono poco mossi, a tenere banco è soprattutto il minerale di ferro: in overnight i future sull’iron ore in consegna in gennaio in Cina hanno toccato un progresso dell’8,9% al Dalian Commodity Exchange ( 9% è l’oscillazione massima consentita in una sessione). Nella seduta di martedì il prezzo spot del materiale siderurgico aveva segnato un balzo del 6,50% a 74,90 dollari la tonnellata, portando a oltre il 71% l’apprezzamento da inizio anno.
Grazie a Sydney, dunque, la giornata è positiva per l’Asia, con l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in progresso di circa lo 0,60% e in ulteriore recupero dai minimi degli ultimi quattro mesi toccati lunedì. I guadagni delle altre piazze della regione sono comunque più limitati. Una seduta contastata confermata dalle performance di Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 che segnano una perdita dello 0,22% e un guadagno dello 0,18% rispettivamente in chiusura. In negativo anche lo Shenzhen Composite, deprezzatosi dello 0,39% al termine delle contrattazioni. Intorno alla parità anche Hong Kong, con l’Hang Seng solo marginalmente mosso, ma comunque in positivo, a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni (fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di circa lo 0,30 %). In precedenza il Kospi di Seoul aveva guadagnato lo 0,23% al termine degli scambi.
MERCATI EUROPEI
Borse europee in leggero rialzo
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in leggero rialzo. Il Cac40 di Parigi guadagna lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,4%. Piatto il Dax30 di Francoforte. Sul fronte societario Thomas Cook +4%. Il tour operator ha annunciato risultati superiori alle attese ed ha proposto un dividendo di 0,5 pence per azione.
Vinci +2%. Il titolo del gruppo francese delle costruzioni e delle concessioni recupera terreno dopo il calo di ieri provocato da una falsa notizia. Indiscrezioni riportate da alcuni siti di informazione parlavano di una possibile revisione dei conti e del licenziamento del direttore finanziario. La società ha smentito tutto e l'Amf (la Consob francese) è pronta ad aprire una inchiesta sull'accaduto. 
Infineon Technologies -0,3%. Il produttore di semiconduttori ha comunicato risultati relativi al quarto trimestre del suo esercizio segnati da utili per azione in declino da 29 a 20 centesimi di euro (l’eps rettificato è però cresciuto da 16 a 21 centesimi). Nei tre mesi i profitti operativi sono calati del 2% a 280 milioni di euro, contro i 285 milioni del consensus. I ricavi sono invece cresciuti del 5% a 1,67 miliardi di euro. Per il trimestre in corso Infineon prevede una crescita del 2-6% dei ricavi. Il board della società tedesca proporrà all’annuale assemblea degli azionisti, prevista per il 16 febbraio, lo stacco di una cedola di 22 centesimi per azione, in aumento del 10% rispetto allo scorso esercizio.
Lufthansa +0,5%. La compagnia aerea tedesca ha cancellato 876 dei circa 3.000 voli previsti per oggi a causa dello sciopero annunciato proclamato dal sindacato dei piloti Vereinigung Cockpit. L’astensione dal lavoro, della durata di 24 ore, riguarda i piloti di tutti i voli in partenza dalla Germania. Safran -2%. La società statale francese APE ha annunciato la cessione di 5,8 milioni di azioni (l'1,39% del capitale) del fornitore per l'industria aeronautica.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana debole: Ftse Mib -0,62%. Bancari e Generali in rosso, sale FCA
Il Ftse Mib segna -0,62%, il Ftse Italia All-Share -0,51%, il Ftse Italia Mid Cap +0,22%, il Ftse Italia Star +0,07%.
Mercati azionari europei incerti. DAX +0,1%, CAC 40 +0,0%, FTSE 100 +0,6%, IBEX 35 -0,1%.
Obbligazionario eurozona incerto, bene il Bund, debole la periferia. Il rendimento del decennale tedesco scende di 2 bp allo 0,22%, quello del BTP sale di 3 bp al 2,05% (+2 bp per il Bono spagnolo all'1,55%). Lo spread sale di 5 bp a 183.
Bancari Italia in netta flessione: FTSE Italia Banche -2,1%, EURO STOXX Banks -0,3%. Vendite su UniCredit (-2,6%), Mediobanca (-2,3%), e BPER (-2,3%). Sotto pressione Banco Popolare (-3,7%) e BP Milano (-3,9%) su indiscrezioni del Sole 24 Ore in base alle quali un'ispezione BCE avrebbe rilevato, anche se su base preliminare, alcune carenze a livello di copertura di crediti deteriorati: l'Eurotower potrebbe richiedere più capitale a copertura degli npl, ma non necessariamente sotto forma di un aumento.
Generali (-3,1%) in netto arretramento dopo la presentazione dell'aggiornamento del piano strategico: confermati i target al 2018 e programmata un'accelerazione per quanto riguarda efficienza e redditività, obiettivo da raggiungere tramite l'uscita dai mercati meno attraenti e la razionalizzazione e semplificazione della macchina operativa in quelli maturi. Il CEO Philippe Donnet ha smentito l'indiscrezione di ieri  su un possibile taglio del 10% del personale che comporterebbe esuberi per ben 8 mila dipendenti.
Il manager ha anche affermato che Generali vuole partecipare a una soluzione per Banca MPS e che una decisione sarà presa una volta resi noti i termini della conversione volontaria dei bond subordinati. Generali detiene bond subordinati di Rocca Salimbeni per circa 400 milioni di euro: in caso di conversione la compagnia triestina diverrebbe azionista di MPS con il 7-9 per cento del capitale. FCA (+2% a 7,23 euro) guadagna terreno in scia alla promozione decisa dall'ufficio studi di Goldman Sachs: il prezzo obiettivo passa da 8 a 10,60 dollari (9,95 euro circa), confermata la raccomandazione buy.
TITOLI DEL GIORNO
Ottima performance ieri per Generali alla vigilia dell'odierno investor day a Londra. Il titolo si è allontanato dai supporti di area 11 euro e oggi, ipotizzando che l'aggiornamento del piano venga accolto favorevolmente dal mercato, potrebbe lanciare l'attacco ad area 12,20/12,30, resistenza che a partire da agosto ha respinto ogni tentativo di rialzo. In caso di successo di questa operazione si aprirebbero spazi di ascesa verso quota 14 almeno. Sotto 11 euro probabile invece il test del minimo di fine settembre a 10,50, supporto decisivo per scongiurare il rischio di ritorno sui 9,76 di inizio luglio.

Intesa Sanpaolo ha toccato un massimo ieri a 2,088 euro dopo aver terminato lunedi' a 2,014 euro. Il rimbalzo ha permesso alle quotazioni di allontanarsi dal supporto critico di area 2 euro dove lunedi' e' stata toccata la media mobile a 100 giorni. Possibile ora il raggiungimento del lato alto della fase laterale disegnata dal titolo a partire dal picco di settembre posto a 2,22 euro. Solo il superamento dei 2,20/30 euro metterebbe tuttavia il titolo al sicuro dal rischio di ritorno delle pressioni ribassiste favorendo la ripresa del tentativo di rimbalzo visto dai minimi di giugno con il quale e' stato ritracciato per il momento 1/3 circa della discesa dal top di luglio 2015. Oltre 2,30 il target si sposterebbe a 2,60 euro almeno. Sotto area 2 euro invece diverrebbe probabile il test dei minimi di fine settembre a 1,852, ultimo supporto in grado di evitare l'avvio di ribassi estesi, con obiettivo fino sui minimi di giugno a 1,522 euro.

Saras in ottima forma nonostante la discesa del margine di raffinazione a 4,2 dollari/barile la scorsa settimana dai 5,1 della precedente. L'ufficio studi di Icbpi fa notare che fino a questo momento la media del quarto trimestre è pari a 4,4 dollari/barile, vicina ai picchi del trim3 2015 (4,8) e ben al di sopra d ei 3,1 del trim4 2015 e dei 2,0 del terzo trimestre di quest'anno. Il titolo è riuscito ad allungarsi oltre i massimi di ottobre, a 1,60, per dirigersi verso area 1,70, lato alto del canale che sale dai minimi di agosto. L'eventuale rottura anche di questo ostacolo permetterebbe poi di spostare il target a 1,85 circa, quota pari al 50% di ritracciamento della discesa subita nell'ultimo anno. La resistenza critica contro cui i prezzi dovranno lottare per invertire il trend ribassista partito nell’estate del 2015 si trova tuttavia a 2 euro circa. Nella direzione opposta solo il ritorno sotto 1,47 metterebbe in discussione le prospettive di crescita ipotizzate.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 23 Novembre 2016
GIA Mercati chiusi per festività;
09:00 FRA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare nov;
09:00 FRA Indice Markit PMI servizi preliminare nov;
09:30 GER Indice Markit PMI manifatturiero preliminare nov;
09:30 GER Indice Markit PMI servizi preliminare nov;
10:00 EUR Indice Markit PMI composito preliminare nov;
10:00 EUR Indice Markit PMI manifatturiero preliminare nov;
10:00 EUR Indice Markit PMI servizi preliminare nov;
14:30 USA Ordinativi beni durevoli preliminari ott;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
15:00 USA Indice FHFA (prezzi abitazioni) set;
15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare nov;
16:00 USA Vendite abitazioni nuove ott;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) finale nov;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;
20:00 USA Verbali Fed.
HEADLINES
Vivendi risale al 23,15% di Telecom Italia
Vivendi ha effettuato ulteriori acquisti di azioni ordinarie di Telecom Italia sul mercato riportando la propria quota in direzione della percentuale detenuta nel gruppo prima della diluizione dal 24,68 al 21,91% del capitale. La diluizione era il risultato della scadenza del bond convertendo in titoli Telecom. Al 22 novembre 2016 Vivendi controlla il 23,15% del capitale di Telecom Italia, la transazione è stata notificata alla Sec statunitense e alla Consob italiana.
Mps, nota integrativa su richiesta della Consob
Su richiesta pervenuta dalla Consob in data 21 novembre 2016, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (“BMPS”, la “Banca” o la “Società”) ha reso note alcune integrazioni alle relazioni illustrative del Consiglio di Amministrazione, pubblicate in data 25 ottobre 2016 e 3 novembre 2016, relative ai punti 1. e 3. dell’ordine del giorno di parte straordinaria e punti 1. e 2. dell’ordine del giorno di parte ordinaria. La documentazione è disponibile sul sito della banca e presso la Società di Gestione del Mercato Borsa Italiana S.p.A.
Germania: Iw Institute rivede dall’1,2% all’1% la stima di crescita del Pil nel 2017
Inviato da Raffaele Rovati il Mercoledì, 23 novembre 2016
L’Institut der deutschen Wirtschaft Köln (Iw Institute, istituto tedesco di studi economici) ha peggiorato martedì la stima di crescita dell’economia della Germania il prossimo anno, a causa dell’incertezza globale legata alla Brexit e alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali in Usa. L’Iw Institute ha rivisto all’1% la previsione di crescita del Pil tedesco nel 2017, contro l’1,25% stimato precedentemente. Migliorata invece dall’1,50% all’1,75% la stima di progresso per l’anno in corso.
Cina: fiducia delle imprese in recupero in novembre secondo sondaggio Mni
La fiducia delle aziende cinesi torna a crescere in novembre. L’Mni China Business Indicator, sondaggio condotto mensilmente tra 200 società quotate a Shanghai e Shenzen da Mni (parte di Deutsche Börse Group), per il mese in chiusura si è infatti attestato a 53,1 punti dai 52,2 punti di ottobre (in settembre la lettura era stata di 55,8 punti), grazie soprattutto alla crescita di nuovi ordini e produzione e al deprezzamento dello yuan.
Ungheria: Banca centrale lascia invariati i tassi per il sesto mese di seguito
Il consiglio monetario della Magyar Nemzeti Bank, la Banca centrale ungherese, come previsto martedì ha lasciato invariati i tassi d’interesse benchmark allo 0,90% per il sesto mese consecutivo dopo averli ridotti di 15 punti base nei meeting di marzo, aprile e maggio (in precedenza i tassi erano stati lasciati invariati per sette mesi consecutivi). I tassi di deposito overnight sono stati lasciati allo 0,05% in negativo raggiunto in marzo
Hong Kong: in ottobre inflazione ai minimi dal gennaio 2010
Secondo quanto comunicato martedì dal Census and Statistics Department di Hong Kong, in ottobre l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,2% contro il 2,7% di progresso registrato in settembre. Si tratta del livello più basso dall’1,0% del gennaio 2010.
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