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lunedì 21 novembre 2016

Report dei mercati











MERCATO USA

Borsa Usa: indici chiudono in leggero calo
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in leggero calo. Il Dow Jones ha perso lo 0,19%, l'S&P500 lo 0,24% e il Nasdaq Composite lo 0,23%. A pesare è stato il nuovo apprezzamento del dollaro. Il listino tecnologico Nasdaq durante la seduta ha toccato il nuovo record a 5.346,80 punti.
Sul fronte societario Gap -16,61%. Il retailer d’abbigliamento ha comunicato risultati definitivi per il terzo trimestre segnati dalla flessione del 18% dei profitti netti a 204 milioni di dollari. Nei tre mesi allo scorso 29 ottobre le vendite sono calate del 2% a 3,80 miliardi di dollari. Si tratta del settimo trimestre consecutivo di frenata. Le vendite a perimetro costante sono peggiorate dell’8% per le catene a marchio Gap e Banana Republic, mentre sono cresciute del 3% quelle di Old Navy. L’outlook si è rivelato deludente: Gap prevede l’eps nell’intero esercizio a 1,41-150 dollari e quello rettificato a 1,87-1,92 dollari, contro i 2,01 dollari del consensus di FactSet.
Salesforce.com +3,43%. L’azienda californiana, specializzata in software basati su cloud, ha pubblicato risultati trimestrali e un outlook superiori alle attese. Per l’attuale trimestre la società stima ricavi compresi tra 2,26 e 2,27 miliardi di dollari, a fronte di un eps di 24-25 centesimi. Il consensus è invece di 2,24 miliardi e 25 centesimi. Salesforce ha anche avviato la copertura dell’esercizio 2018 prevedendo ricavi per 10,10-10,15 miliardi di dollari, contro i 10,07 miliardi stimati dagli analisti. Nel trimestre chiuso a fine ottobre, invece, i ricavi sono cresciuti del 25% a 2,14 miliardi, a fronte di un eps di 24 centesimi.
Le stime degli analisti erano per 2,12 miliardi e 21 centesimi di utile.
Abercrombie & Fitch -13,76%. Il gruppo di abbigliamento ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese. Nel terzo trimestre l'utile per azione si è attestato a 0,12 dollari su ricavi per 821,7 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,21 dollari su ricavi per 830,6 milioni. Le vendite a perimetro costante sono calate del 6% contro il -3,9% indicato dal consensus. Nell'arco della settimana il Dow Jones ha guadagnato lo 0,1%, l'S&P 500 lo 0,8% e il Nasdaq Composite l'1,6%.
MERCATI ASIATICI
Petrolio e dollaro sostengono l’Asia. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,77%
La settimana si apre con un tono complessivamente positivo per i mercati dell’Asia, anche se il rafforzamento del dollaro continua a creare preoccupazioni in particolare per le economie emergenti della regione. Non a caso l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, continua a perdere, seppure marginalmente, restando intorno ai minimi degli ultimi quattro mesi, dopo avere segnato quattro ottave consecutive in declino. Di ben altro tenore è invece la seduta di Tokyo che, oltre a beneficiare dell’indebolimento dello yen, prezza dati macroeconomici non del tutto deludenti. In ottobre l’export dal Sol Levante ha registrato un declino del 10,3% annuo, peggio rispetto al 9,4% del consensus del Wall Street Journal e nel tredicesimo mese consecutivo di declino. Le esportazioni, però, sembrano comunque in una forma migliore rispetto a quella della primavera scorsa, come confermato dai dati relativi al terzo trimestre (segnati da una crescita del Pil del 2,2% superiore alle attese del mercato) diffusi settimana scorsa. Il Nikkei 225 (entrato venerdì in mercato rialzista essendosi apprezzato di oltre il 20% dai minimi segnati in giugno) segna un progresso dello 0,77% a fine seduta. L’indice più ampio Topix guadagna invece l’1,01% nella più lunga striscia positiva addirittura dall’agosto dello scorso anno. Di segno opposto, invece, la giornata di Seoul, con il Kospi che perde lo 0,43% al termine degli scambi.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio guadagna oltre l’1% (seconda seduta consecutiva in progresso) a fronte di rinnovati sforzi da parte dell’Opec per implementare il tetto alla produzione annunciato in settembre. E tra i settori migliori in Asia c’è proprio quello dell’energy. In apprezzamento anche l’oro, che guadagna poco meno di mezzo punto percentuale, mentre i metalli di base rimbalzano, trascinati dal progresso del 2,5% del nichel, dopo la peggiore performance da agosto segnata settimana scorsa. La giornata è quindi positiva per i titoli legati alle materie prime sulla piazza di Sydney, ma è la performance negativa dei finanziari a spingere in negativo l’S&P ASX 200, che limita comunque allo 0,15% la perdita in chiusura. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,79% e lo 0,69% rispettivamente. In positivo anche lo Shenzhen Composite, apprezza tosi dello 0,34% al termine delle contrattazioni. Poco sopra la parità invece l’Hang Seng di Hong Kong a circa un’ora dalla chiusura (fa decisamente meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, he scambia in progresso di oltre l’1%)
MERCATI EUROPEI
Borse europee positive, bene il settore minerario
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,4% e il Ftse100 di Londra lo 0,3%.
Sul fronte societario acquisti sul comparto minerario. tra i singoli titoli HSBC +0,6%. Bernstein ha migliorato la raccomandazione sul titolo del gigante bancario a market perform da underperform. Novartis -0,7%. Il colosso farmaceutico ha comunicato di avere acquisito l’americana Selexys Pharmaceuticals in un’operazione da complessivi 665 milioni di dollari (comprensivi di pagamenti futuri al raggiungimento di determinati obiettivi).
Il gruppo elvetico ha esercitato l’opzione per acquisire Selexys dopo che l’azienda dell’Oklahoma ha completato la seconda fase di test per un trattamento dell’anemia falciforme. Randstad +2,5%. HSBC ha alzato il rating sul titolo del gruppo specializzato nel lavoro interinale a buy da hold. Essentra -19%. Il gruppo industriale ha tagliato le stime di utile operativo adjusted per l'intero esercizio.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana sotto la parità: Ftse Mib -0,25%. MPS in difficoltà
Il Ftse Mib segna -0,25%, il Ftse Italia All-Share -0,29%, il Ftse Italia Mid Cap -0,52%, il Ftse Italia Star -0,17%.
Mercati azionari europei poco mossi. DAX +0,1%, CAC 40 +0,2%, FTSE 100 +0,2%, IBEX 35 -0,3%.
Obbligazionario eurozona debole, periferia sotto pressione. Il rendimento del Bund decennale sale di 3 bp allo 0,30%, quello del BTP sale di 8 bp al 2,12% (+5 bp per il Bono all'1,61%). Lo spread sale di 5 bp a 182.
Bancari in ribasso: il FTSE Italia Banche segna -0,8%, l'EURO STOXX Banks -0,1%. Banca MPS (-3,1%) sotto pressione: Stamane il CorrierEconomia evidenzia il rischio che all’assemblea ordinaria e straordinaria di giovedì 24 novembre non si raggiunga il quorum del 20% per l’approvazione del previsto aumento di capitale da 5 miliardi di euro senza diritto di opzione. Attualmente i soci principali ufficiali di Mps (Tesoro, Axa, Fondazione Mps e Alessandro Falciai) non coprono quel 20% che potrebbe garantire il via libera all’operazione.
UniCredit (+0,2%) in recupero dai minimi dell'apertura in scia alle indiscrezioni di stampa del fine settimana: possibile la conversione volontaria in azioni dello strumento CASHES emesso nel 2009 al fine di ridurre l'entità dell'aumento di capitale. Sul versante Pioneer si parla di un annuncio a breve sull'avvio delle trattative in esclusiva con Amundi e Poste Italiane (invariata) con offerte nella forchetta 3,2-3,5 miliardi di euro. Pioneer potrebbe infine staccare un dividendo straordinario da 320 milioni di euro prima della cessione.
Mediaset (+0,3%) vira in negativo dopo un avvio promettente su indiscrezioni raccolte da Reuters in base alle quali sono in corso contatti con Sky su Mediaset Premium, contatti che potrebbero tramutarsi in una trattativa nel caso in cui la controversia con Vivendi dovesse sfociare in un accordo extra giudiziale. Intanto Mediaset ha deciso di rinunciare al ricorso d’urgenza con richiesta di congelamento del 3,5% di azioni proprie di Vivendi, per la quale il prossimo 23 novembre era fissata l'udienza al Tribunale di Milano: la causa di merito promossa dalla casa di Cologno Monzese contro il colosso francese prosegue secondo la calendarizzazione prevista (marzo 2017).
In verde i petroliferi grazie al netto progresso del greggio dai minimi di venerdì. I future gennaio segnano ora sul Brent 47,65 $/barile (da 45,76), sul WTI 47,15 $/barile (da 44,56). Guadagnano terreno Tenaris (+1%), Saipem (+0,9%), Eni (+0,5%).
TITOLI DEL GIORNO
FCA positiva nonostante l'annuncio di due richiami negli USA su oltre 83mila veicoli. Il gruppo ha anche presentato in web conference l'accordo con Amazon preannunciato nei giorni scorsi: si tratta di un'offerta a sconto sui modelli 500, 500L e Panda da acquistare su Amazon.it. Gianluca Italia, responsabile FCA per il mercato italiano, ha affermato che in base a loro indagini il 50% degli italiani è disponibile a comprare l'auto online. Graficamente il titolo si mantiene a ridosso delle resistenze in area 7,10/7,20 frenata dalla resistenza offerta in questo punto dal lato superiore del canale che sale dai minimi di luglio. La rottura di questo ostacolo permetterebbe di prolungare il movimento in direzione di 7,40, massimi annuali, poi a 7,80. Possibile perdita di slancio invece sotto 6,65, circostanza che potrebbe far capitolare nuovamente i prezzi in area 6, a contatto con la media mobile a 100 giorni. Indicaz ioni negative solo sotto 5,90, minimi del 9 novembre.
In rosso Leonardo Finmeccanica nell'ultima seduta dell'ottava. La flessione non pregiudica comunque i segnali positivi inviati di recente: i prezzi hanno superato il 9 novembre la resistenza offerta a 11,47 dal top del 23 marzo, gia' toccata anche il 24 ottobre, dopo essersi lasciati alle spalle nelle settimane precedenti le medie mobili a 100 e 200 giorni, attualmente quasi coincidenti in area 10,30 euro. Le medie stanno per incrociarsi al rialzo, ovvero quella a 100 giorni sta per tagliare dal basso verso l'alto quella a 200 sedute, un evento che si era verificato l'ultima volta a meta' ottobre 2013 anticipando la lunga fase rialzista culminata con i massimi di fine 2015. Per il momento quindi la flessione delle ultime ore potrebbe essere catalogata come un "return move", una pausa temporanea dell'uptrend volta a testare dall'alto un ex livello di resistenza rilevante, i massimi di marzo, per poi ripartire al rialzo. La tenuta di area 11,45/50 e la rottura di arae 12 farebbero sperare in un nuovo test di 12,52, massimi del 15 e 16 novembre, ostacolo oltre il quale i prezzi potrebbero salire fino a 13,65, picco del 6 agosto 2015. Sotto 11,45 invece la flessione rischierebbe di estendere verso area 11 almeno. Supporto successivo le citate medie mobili a 10,30 euro.
Seduta pesante venerdì per UBI Banca che lascia sul terreno il 3,64%. Moody’s ha peggiorato di un notch il Long-term Senior Debt Rating portandolo a “Baa3” da “Baa2”. Inoltre giovedì la Procura di Bergamo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 28 persone tra amministratori e dirigenti pro tempore del Gruppo e ad altre 11 persone, esterne al gruppo bancario, nonché allo stesso Gruppo in relazione alla responsabilità amministrativa. Gli illeciti ipotizzati sono “Ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza”, “Illecita influenza sull’assemblea”, “Truffa”, “Inosservanza delle obbligazioni da parte di esponenti bancari - c.d. conflitto d’interesse” e illeciti tributari. Il quadro grafico di breve termine è peggiorato nettamente nella seduta di giovedì con il completamento del doppio massimo (formazione ribassista) creatosi a partire da fine ottobre. Ora le quotazioni rischiano seriamente di scendere sul minimo di fine settembre a 1,9030 euro, ultimo supporto prima del minimo storico dell'estate 2012 a 1,8210. Indicazioni positive solo con il ritorno in pianta stabile oltre area 2,25, prologo ad estensioni verso 2,45 e 2,60/2,65, massimi allineati di ottobre/novembre.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 21 Novembre 2016
00:50 GIA Bilancia commerciale ott;
05:30 GIA Indice attività industria set;
14:00 USA Intervento Fischer (Fed);
17:00 EUR Intervento Draghi (presentazione rapporto annuale BCE a Parlamento Europeo).
HEADLINES
Mediaset: indiscrezioni su contatti Sky per Premium
Positiva Mediaset su indiscrezioni raccolte da Reuters in base alle quali sono in corso contatti con Sky su Mediaset Premium, contatti che potrebbero tramutarsi in una trattativa nel caso in cui la controversia con Vivendi dovesse sfociare in un accordo extra giudiziale. Intanto Mediaset ha deciso di rinunciare al ricorso d’urgenza con richiesta di congelamento del 3,5% di azioni proprie di Vivendi, per la quale il prossimo 23 novembre era fissata l'udienza al Tribunale di Milano: la causa di merito promossa dalla casa di Cologno Monzese contro il colosso francese prosegue secondo la calendarizzazione prevista (marzo 2017).
Facebook annuncia buyback da 6 mld $ per il nuovo anno
Facebook ha comunicato venerdì dopo la chiusura dei mercati l’avvio nel primo trimestre del prossimo anno di un piano di riacquisto di azioni proprie fino a 6 miliardi di dollari. Il buyback non ha una scadenza predefinita. Parallelamente il social network di Mark Zuckerberg ha annunciato che il chief accounting officer Jas Athwal dopo nove anni nella società lascerà l’incarico il prossimo 17 febbraio. Facebook, che aveva chiuso in declino dello 0,65% la seduta di venerdì al Nasdaq, scambiava in progresso di circa l’1% nel mercato esteso.
Giappone: indice attività industriali cresce dello 0,2% in settembre
Il ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria ha reso noto che l’indice delle attività industriali è cresciuto in settembre su base mensile rettificata dello 0,2% come in agosto e luglio e contro la lettura piatta attesa dagli economisti. Si tratta del quarto mese consecutivo di progresso. Su base annuale l’indice è cresciuto dell’1,3% dopo l’1,7% di agosto (in luglio la lettura era stata per un calo dello 0,8%).
Thailandia: nel terzo trimestre crescita del Pil rallenta al 3,2% annuo
Frena più del previsto la crescita dell’economia della Thailandia. Il Pil del Paese del Sud-Est asiatico, secondo quanto comunicato dal National Economic and Social Development Board (Nesdb), è infatti salito del 3,2% annuo nel terzo trimestre, contro il 3,5% del secondo (3,2% era stato il progresso registrato anche nei primi tre mesi dell’anno). Su base sequenziale l’economia thailandese è invece cresciuta dello 0,6% contro lo 0,8% del secondo trimestre (0,9% nel primo). Il Nesdb prevede un incremento annuo del 3,2% per l’intero 2016 e del 3-4% nel 2017.
Per Kaplan (Fed di Dallas) è arrivato il tempo di alzare i tassi
“Penso, e lo ho già detto in precedenza, che siamo a un punto in cui siamo pronti a rimuovere alcune politiche accomodanti in un prossimo futuro”. A dichiararlo è stato venerdì il presidente della Federal Reserve Bank di Dallas Bank Robert Kaplan. Kaplan, che sarà membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) il prossimo anno, intervistato dal canale televisivo Fox Business Network ha confermato la sua visione avvicinandosi al prossimo meeting del Fomc, che si terrà 13 e 14 dicembre
Powell della Fed vede ostacoli all’eliminazione delle barriere commerciali
Jerome Powell, membro del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie), ha dichiarato venerdì che le barriere al commercio mondiale ancora esistenti potrebbero essere eliminate, ma il processo rischia di rimanere in stand-by “per un po’ di tempo”, il che renderà più difficile invertire il rallentamento degli scambi internazionali registrato negli ultimi anni. Powell non ha commentato il possibile impatto di tariffe più elevate nei confronti della Cina, dicendo di non potere speculare su quali politiche possano essere perseguite dalla nuova amministrazione degli Stati Uniti.
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