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mercoledì 16 novembre 2016

Report dei mercati




MERCATO USA
Usa: petrolio e tecnologici spingono al rialzo Wall Street
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo grazie al petrolio ed ai titoli tecnologici. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,29%, l'S&P 500 lo 0,75% e il Nasdaq Composite l'1,1%.Il greggio (Wti) è balzato del 5,75% a 45,81 dollari al barile.
Il Dipartimento del Commercio ha reso noto che le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di ottobre un incremento dello 0,8% m/m, dopo la crescita dell'1% del mese precedente. L'indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,8% su base mensile a fronte di una variazione dello 0,7% a settembre (rivisto da +0,5%).
La Federal reserve di New York ha comunicato che l'indice Empire State Manufactoring (che misura l'andamento dell'attività manifatturiera di New York) si attesta nel mese di novembre a +1,5 punti dai -6,8 punti di ottobre risultando superiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a -2,5 punti. Un valore al di sopra dello zero indica che l'economia del settore manifatturiero dello stato di New York è in fase di espansione.
I prezzi alle importazioni sono aumentati dello 0,5% nel mese di ottobre a fronte di attese pari al +0,4%. Nel mese di settembre si era registrato un incremento dello 0,2%. I prezzi alle esportazioni sono aumentati dello 0,2% su base mensile, risultando pari al consensus.
Le Scorte delle imprese sono aumentate dello 0,2% nel mese di settembre, dopo la crescita dello 0,2% ad agosto, risultando inferiore alle attese degli analisti fissate su un incremento dello 0,1%.
Sul fronte societario Home Depot -2,55%. Il rivenditore di prodotti per la casa ha alzato la stima di utile per il 2016 a 6,33 dollari per azione da 6,31 dollari della precedente guidance ma ha lasciato invariata la previsione sulle vendite. Nel terzo trimestre l'Eps si è attestato a 1,60 dollari su ricavi per 23,2 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,58 dollari su ricavi per 23,05 miliardi.
FedEx -0,44%. Stifel ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del gruppo delle spedizioni a hold da buy.
Dick's Sporting Goods -6,88%. Il rivenditore di articoli sportivi ha annunciato una trimestrale superiore alle attese ma ha fornito un outlook deludente. Nel terzo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,48 dollari su ricavi per 1,81 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,42 dollari su ricavi per 1,77 miliardi. Le vendite a parità di perimetro sono cresciute del 5,2% contro il +2,8% indicato dal consensus. Per il trimestre in corso la società stima un utile per azione adjusted compreso tra 1,19 e 1,31 dollari contro gli 1,32 dollari del consensus.
Teva Pharmaceuticals -8,28%. Il produttore di farmaci generici ha chiuso il terzo trimestre con un giro d'affari inferiore alle attese a 5,56 miliardi contro i 5,71 miliardi indicati dal consensus. La società ha abbassato la previsione sul giro d'affari per l'intero esercizio a 21,6-21,9 miliardi da 22-22,5 miliardi della precedente guidance.
Equity One +6,78%. Regency Centers ha comunicato di avere raggiunto l’accordo per acquisire il real estate investment trust (Reit) in un’operazione da circa 4,6 miliardi di dollari. Expedia +3,9%. La controllata Trivago ha presentato richiesta di collocamento a Wall Street. La società tedesca creatrice dell’omonimo sito di comparazione degli hotel ha comunicato di volere raccogliere 400 milioni di dollari sul listino.
MERCATI ASIATICI
L’Asia recupera terreno. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l’1,10%
Mercati asiatici in generalizzata ripresa (per la prima volta nelle ultime quattro sedute), in scia alla positiva performance segnata martedì da Wall Street (il migliore dei tre principali indici Usa è stato il Nasdaq, apprezzatosi dell’1,10%). A sostenere i listini asiatici ha contribuito il declino della moneta Usa: il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la valuta nei confronti delle altre dieci principali divise, è in calo di circa lo 0,10% dopo avere perso altrettanto martedì successivamente al rally di oltre il 3% registrato nelle quattro sedute dalle elezioni presidenziali Usa che hanno visto il trionfo di Donald Trump.
L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, guadagna lo 0,60% recuperando dai minimi di quattro mesi segnati nei giorni scorsi. A sostenere l’indice sono soprattutto i titoli del settore energy, grazie al balzo dello 0,80% dei corsi del petrolio, salito ai massimi delle ultime due ottave sull’impegno dell’Opec per implementare il tetto alla produzione annunciato in settembre. Nonostante l’apprezzamento dello yen sul dollaro di circa lo 0,20% a Tokyo il Nikkei 225 segna un progresso dell’1,10% (fa ancora meglio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell’1,33%). Mette fine alla striscia negativa legata soprattutto all’incertezza politica (per lo scandalo che ha coinvolto il presidente Park Geun-hye) anche Seoul e il Kospi segna una progresso dello 0,62% al termine degli scambi.
Se il petrolio si apprezza, di tutt’altro tenore è invece la performance del minerale di ferro (iron ore). Dopo il rally del 24% da inizio novembre (rimbalzo aiutato dalle promesse di investimenti infrastrutturali da parte di Donald Trump), il prezzo del materiale siderurgico ha toccato un declino superiore al 6% in overnight, segnando la più netta flessione dallo scorso giugno. Il prezzo all’import per l’iron ore con purezza del 62% in consegna nel porto cinese di Tianjin ha invece segnato un declino dell’8,7% a 72,80 dollari la tonnellata.
E a farne le spese sono i colossi minerari australiani (Bhp Billiton e Rio Tinto perdono sul listino il 2-3%), che limitano i guadagni di Sydney in una seduta per altro positiva soprattutto per petroliferi e finanziari: l’S&P ASX 200 segna un guadagno limitato allo 0,03% in chiusura. Intorno alla parità anche i mercati della Cina continentale: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 chiudono in negativo ma di appena lo 0,06% e lo 0,01% rispettivamente. In positivo, invece, lo Shenzhen Composite apprezzatosi di un risicato 0,02% al termine delle contrattazioni. Continua il recupero di Hong Kong: a circa un’ora dalla chiusura l’Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,60% (e l’andamento è simile anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).
MERCATI EUROPEI
Borse europee in leggero rialzo, male Bayer e Schneider Electric
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in leggero rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,1%, il Cac40 di Parigi e il Ftse100 di Londra lo 0,2%.
Sul fronte societario Bouygues +2%. Il gruppo francese attivo nelle costruzioni e nelle telecomunicazioni ha comunicato per i primi nove mesi dell’esercizio profitti netti in crescita del 3% a 345 milioni di euro. L’utile operativo è aumentato del 16% a 570 milioni di euro, a fronte del declino del 3% delle vendite a quota 23,11 miliardi. Bouygues ha confermato l’outlook sull’intero esercizio.
Bayer -4%. Il gruppo chimico-farmaceutico ha annunciato l’emissione di titoli convertibili per un ammontare di 4 miliardi di euro, all’interno del previsto piano di raccolta da complessivi 19 miliardi di dollari per finanziare in parte il takeover da 66 miliardi di dollari di Monsanto (operazione che deve ancora ottenere il via libera regolatorio in Usa). I titoli saranno obbligatoriamente convertiti in azioni il 22 novembre del 2019. 
Iliad +3%. La casa madre dell'operatore mobile Free ha chiuso il terzo trimestre con un giro d'affari in crescita del 6,5% a 1,18 miliardi di euro. Schneider Electric -3%. Bpifrance e Crédit Agricole hanno ceduto l'1,85% del capitale dello specialista nella gestione dell'energia e automazione. Prudential +2%. Il gruppo assicurativo britannico prevede di aumentare il dividendo del 5% annuo. 
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in rialzo: Ftse Mib +0,40%. FCA e MPS in evidenza
Il Ftse Mib segna +0,40%, il Ftse Italia All-Share +0,41%, il Ftse Italia Mid Cap +0,44%, il Ftse Italia Star +0,40%.
Mercati azionari europei incerti. DAX -0,1%, CAC 40 +0,1%, FTSE 100 -0,1%, IBEX 35 +0,3%.
Obbligazionario eurozona in deciso arretramento dopo il balzo di ieri. Il rendimento del Bund decennale sale di 4 bp allo 0,34%, quello del BTP sale di 10 bp al 2,06% (+8 bp per il Bono all'1,54%). Lo spread sale di 6 bp a 172.
Bancari incerti: il FTSE Italia Banche segna -0,2%, l'EURO STOXX Banks -0,2%.
Banca MPS (+2,9%) guadagna terreno su indiscrezioni del Sole 24 Ore in base alle quali Generali (+0,1%), che detiene bond subordinati di Rocca Salimbeni per circa 400 milioni di euro, sta valutando se aderire alla conversione in azioni annunciata l'altro ieri. In caso affermativo la compagnia triestina diverrebbe azionista di MPS con il 7-9 per cento del capitale, e non verserebbe 200 milioni di euro al fondo Atlante 2.
Inoltre La Stampa scrive che all'inizio della prossima settimana Banca MPS deciderà se includere o meno nella conversione in azioni lo strumento ibrido conosciuto come Fresh 2008.
In rosso Banco Popolare (-1,6% a 2,22 euro) e BP Milano (-1,7% a 0,35 euro): Barclays ha ridotto il target della prima da 3,20 a 2,40 euro e quello della seconda da 0,57 a 0,40 euro. Salvatore Ferragamo (-2,3% a 19,93 euro) ancora in rosso dopo la netta flessione di ieri in scia a dati dei primi nove mesi negativi e scenario prospettato dal nuovo management. Il titolo rischia la rottura dei supporti a 20,20/20,30 euro, riferimenti determinanti per scongiurare il rischio di inversione della tendenza ascendente originata dai minimi di giugno/luglio in area 17,30.
Non si ferma l'ondata di vendite che da ieri (dopo i dati del terzo trimestre 2016, sotto ogni attesa) colpisce Trevi Finanziaria Industriale (-8,6% a 1,02 euro): il titolo ha completato il doppio massimo che i prezzi avevano disegnato dal 25 ottobre e scende a testare 1,025, livello toccato piu' volte a settembre 2015 e ultimo sostegno sul quale fare affidamento per evitare la ripresa del trend ribassista di lungo periodo, attivo dai massimi dell'aprile 2014.
Sale FCA (+3%), in scia al +6,52% con cui il titolo ha terminato le contrattazioni ieri sera al NYSE, nonostante la notizia della condanna al pagamento di 40 milioni di dollari per un incidente mortale che ha coinvolto un modello Jeep del 1999. Il giudice della Corte d'Appello della Georgia ha però ridotto sensibilmente l'entità del risarcimento stabilito nel giudizio di primo grado (150 milioni). Enel (+1,6% a 3,71 euro): Barclays avvia copertura con giudizio outperform e target a 5 euro.
TITOLI DEL GIORNO
Seduta in forte ribasso ieri per Salvatore Ferragamo in scia ai dati al 30 settembre: i primi nove mesi del 2016 sono andati in archivio con ricavi in calo dello 0,7% a/a a 1.014 milioni di euro ed EBIT a 170 milioni di euro (-2,1% a/a). Il nuovo a.d. Eraldo Poletto (in carica da agosto) intende rendere il brand più contemporaneo e attraente con una nuova strategia che sarà presentata a fine gennaio. Il manager ha anche detto che l'indicatore che ritiene più significativo è quello delle vendite omogenee (like for like), lasciando intendere che vuole puntare sia sull'espansione della rete ma anche sui risultati di quella esistente. Il titolo è piombato verso il basso lasciando un ampio gap sul grafico e toccando i minimi da inizio agosto, ma è riuscito a chiudere sopra i 20,20/20,30 euro, riferimenti che in passato hanno funzionato egregiamente sia come supporto sia come resist enza. La tenuta degli stessi appare quindi determinante per scongiurare il rischio di inversione della tendenza ascendente originata dai minimi di giugno/luglio in area 17,30. Segnali di forza in caso di superamento di 21,10, prologo a un eventuale attacco a 22,20/22,30 e quindi a un allungo sui massimi annuali a 23,10/23,20.

Eccellente performance per IMA che cavalca gli ottimi dati dei primi nove mesi del 2016, periodo chiuso con ricavi consolidati a 875,2 milioni di euro, +19,6% rispetto ai 731,7 milioni al 30 settembre 2015. In crescita anche l'EBITDA a 99,2 milioni di euro (da 72,7 milioni), l'EBIT a 71,8 milioni di euro (da 49,1 milioni) e l'utile prima delle imposte a 83,5 milioni di euro (da 36,2 milioni). Se le condizioni attuali troveranno conferma nei prossimi mesi, il Gruppo IMA stima ricavi a circa 1,27 miliardi di euro e un margine operativo lordo (EBITDA) a circa 178 milioni di euro. Da un punto di vista grafico il titolo ha saggiato la consistenza de l supporto in area 53/55 euro per poi invertire la rotta riuscendo a rompere al rialzo la linea tracciata dai massimi di ottobre, a 56,50. Il trend al rialzo potrebbe essere rilanciato oltre i 60 euro per target a 63 circa. Solo la violazione di area 53 preluderebbe a un test dei supporti successivi a 49,50. Oltre area 60 atteso un allungo verso area 63.

Seduta da dimenticare martedì per Trevi. La violazione dei minimi del 9 novembre a 1,242 euro ha completato il doppio massimo che i prezzi avevano disegnato in area 1,40 euro dal 25 ottobre. Il target della figura, calcolato come proiezione della sua ampiezza verso il basso dal punto di rottura, si colloca a 1,09 circa, non distante quindi dai minimi toccati martedì. Le tenuta di area 1,09 potrebbe fornire lo spunto a rimbalzi che avrebbero come obiettivo area 1,18 e successivamente, in caso di rottura, 1,24 circa. Solo oltre questi livelli la brutta caduta delle ultime ore potrebbe essere archiviata c ome un fenomeno ormai concluso. Sotto 1,09 invece supporto a 1,025, livello toccato più volte a settembre 2015, ultimo sostegno sul quale fare affidamento per evitare la ripresa del trend ribassista di lungo periodo, attivo dai massimi dell'aprile 2014 a 5,87 euro, interrotto dalla lunga fase laterale vista dai minimi del 2015.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 16 Novembre 2016
09:00 USA Intervento Bullard (FOMC, Fed);
10:30 GB Variazione n° richiedenti sussidi disoccupazione set;
10:30 GB Tasso di disoccupazione set;
14:30 USA Indice prezzi alla produzione ott;
15:15 USA Produzione industriale ott;
16:00 USA Indice NAHB (mercato immobiliare residenziale) nov;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;
22:00 USA Acquisti netti att. finanziarie (l/term.) set.
HEADLINES
Google espande la sede di Londra. Per la Bbc l’investimento vale 1,16 mld
Google ha comunicato piani per l’espansione dei suoi uffici di Londra, portando dagli attuali 4.000 a 7.000 addetti la sua forza lavoro nella capitale inglese. L’espansione prevede l’aggiunta di un palazzo di dieci piani al suo campus di Kings Cross. “Restiamo impegnati sul Regno Unito e siamo entusiasti di proseguire nel nostro investimento nel campus di Kings Cross”, ha dichiarato Sundar Pichai, chief executive di Google. Il ministero delle Finanze britannico ha sottolineato che l’annuncio di Google è un “grande voto di fiducia” sul ruolo della Gran Bretagna come hub tecnologico globale. Google non è entrata nel dettaglio dei costi dell’investimento ma, secondo esperti citati dalla Bbc, la costruzione del nuovo palazzo e l’aggiunta di migliaia di dipendenti possono essere quantificate in oltre 1 miliardo di sterline (1,16 miliardi di euro).
Polonia: rallenta più del previsto la crescita del Pil nel terzo trimestre
L’economia della Polonia rallenta più delle attese. Secondo quanto comunicato martedì su base preliminare dal G?ówny Urz?d Statystyczny (Gus, l’Ufficio centrale di statistica di Varsavia), infatti, il Pil della Polonia è cresciuto su base annuale del 2,5% nel terzo trimestre contro il 3,1% del secondo (3,0% nel primo) e il 2,9% atteso dagli economisti. Su base trimestrale l’aumento è stato dello 0,2% contro il progresso dello 0,9% del periodo precedente.
Fischer della Fed si dice non preoccupato della scarsa liquidità nei mercati Usa
Le norme per il settore bancario in Usa possono essere limitanti per la liquidità per alcuni titoli, ma il loro impatto non è eccessivo per i mercati. Lo ha dichiarato martedì Stanley Fischer, numero due della Federal Reserve (Fed), nel corso di un incontro organizzato dalla Brookings Institution. Dalla crisi del 2008, nota la Cnbc, le maggiori banche Usa sono state costrette a conservare più capitale per cautelarsi su possibili futuri choc, e tali regole possono effettivamente essere un peso per i mercati. In ogni caso ne vale la pena, ha spiegato Fischer, se ciò permette di aiutare i mercati a evitare rischi.
Anche per Tarullo della Fed è tempo di alzare i tassi
Anche Daniel Tarullo apre la porta al rialzo dei tassi. Il membro del board della Federal Reserve (Fed) finora aveva fortemente sostenuto la necessità di tenerli bassi per sostenere l’economia Usa. “La discussione su quando sia il momento opportuno per aumentare i tassi al fine di evitare che l’economia si surriscaldi troppo è più sul tavolo ora, dal mio punto di vista, di quanto sia stata in precedenza”, ha dichiarato nel corso di un forum martedì a Washington. Riferendosi a parametri come l’inflazione core, o la crescita dell’occupazione e dei salari, Tarullo ha spiegato che “tutto suggerisce che ci troviamo in una situazione diversa rispetto a quanto fossimo sei, otto, dieci o dodici mesi, quando pensavo ci fossero più opportunità” nel mantenere i tassi bassi.
Olanda: Pil cresce dello 0,7% sequenziale anche nel terzo trimestre
Rimane stabile la ripresa dell’economia olandese. Secondo quanto comunicato martedì dal Centraal Bureau voor de Statistiek (l’Ufficio nazionale di statistica dell’Aia), infatti, la lettura preliminare per il terzo trimestre è di una crescita sequenziale del Pil dello 0,7% come nei primi due periodi dell’anno e sopra allo 0,4% atteso dagli economisti. Si tratta del decimo trimestre consecutivo di crescita. Su base annuale la crescita dell’economia olandese è stata del 2,4% contro il 2,3% del secondo trimestre e l’1,7% del consensus.
Turchia: disoccupazione ai massimi di 20 mesi in agosto
Secondo quanto comunicato martedì dal Türkiye ?statistik Kurumu (l’Ufficio nazionale di statistica di Ankara), la disoccupazione è salita in Turchia all’11,3% in agosto dal 10,7% di luglio e contro l’11,1% del consensus. Si tratta del livello più elevato dal gennaio 2015.
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