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giovedì 10 novembre 2016

Rapporti tra Russia e Stati Uniti: un nuovo disgelo?

Negli ultimi dieci anni i rapporti degli Stati Uniti con la Russia sono stati ondulatori. L'intelligence mostra che tali rapporti stanno passando attraverso una nuova transizione, verso un nuovo disgelo.
Nel marzo 2009, poco dopo che l'amministrazione Obama andò in carica, Hillary Clinton incontrò il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov a Ginevra.
Era il suo primo incontro con Lavrov sin da quando era diventata segretario di stato.
I rapporti tra la Russia e gli Stati Uniti erano tesi a causa dell'invasione russa della Georgia nel 2008, durante l'amministrazione di George W. Bush. Obama e la Clinton volevano ripristinare il rapporto e ritrovarsi in una posizione meno contraddittoria.
Come gesto di buona volontà, la Clinton chiese ai suoi collaboratori di creare un grande pulsante rosso (simile ai pulsanti utilizzati nella vecchia campagna pubblicitaria Staples) con la parola "reset" in russo.

Il pulsante venne dato in dono a Lavrov al vertice di Ginevra.
C'era solo un problema. Gli esperti del Dipartimento di Stato usarono la parola russa "перегрузка" al posto di quella inglese. Lavrov guardò il dono e informò garbatamente il Segretario Clinton che перегрузка in realtà significa "prezzo eccessivo." Oops.
In ogni caso, la Clinton e Lavrov spinsero il pulsante davanti alle telecamere.
I rapporti tra USA e Russia sono migliorati sin da allora.
Quando Obama e la Clinton ricoprirono le loro rispettive cariche, il Presidente della Russia era Dmitry Medvedev. A quel tempo, Vladimir Putin era il primo ministro. Putin era stato presidente dal maggio 2000 al maggio 2008, raggiungendo i limiti di termine.

Medvedev e Putin si scambiarono semplicemente di ruolo, con Medvedev presidente e Putin primo ministro.
Dal punto di vista tecnico questa posizione rendeva Medvedev l'amministratore delegato e il comandante in capo della Russia. Malgrado ciò i dubbi erano pochi: Putin ancora controllava la Russia dalla sua posizione leggermente subordinata.
Questo fatto è stato confermato nel maggio 2012, quando Putin ha di nuovo assunto il ruolo di presidente.
Medvedev s'è fatto da parte e ha assunto il suo ex-ruolo di primo ministro. È stato un gioco complicato di sedie musicali, il quale ha dato la presidenza a Putin fino al 2020.
Tuttavia, Obama e la Clinton gradivano più Medvedev (presidente nel 2009) che Putin. Medvedev è più diplomatico e ha una visione più globale rispetto a Putin, il quale è un nazionalista russo convinto.

Dal 2009 al 2011, le relazioni tra Russia e Stati Uniti si sono riscaldate un po', nonostante la gaffe del pulsante rosso.
Nel 2012 i rapporti tra USA e Russia sono diventati di nuovo tesi, poiché gli Stati Uniti prevedevano di mettere uno scudo antimissile in Polonia. Durante le elezioni del 2012 negli Stati Uniti, Obama prese le distanze dalla Russia perché voleva fare appello ai voti etnici dei poli anti-russi e di altri europei dell'est che vivono negli Stati Uniti.
Malgrado ciò, Obama ha voluto mantenere le linee diplomatiche aperte con la Russia.

Il 26 marzo 2012, sette mesi prima delle elezioni negli Stati Uniti, Obama venne immortalato in una conferenza mentre sussurrava a Medvedev che avrebbe avuto "una maggiore flessibilità" dopo le elezioni. Medvedev promise di passare il messaggio a Putin, che l'avrebbe sostituito come presidente.
Le relazioni tra Russia e Stati Uniti entrarono in un altro disgelo nel 2013 dopo la rielezione di Obama, ma durò poco.
Nella notte del 21 novembre 2013 scoppiarono dimostrazioni in Maidan Nezalezhosti a Kiev, contro il governo di Viktor Yanukovich sostenuto dalla Russia. Le proteste raggiunsero un picco a febbraio 2014. Yanukovich e i suoi compari fuggirono dall'Ucraina.
Putin sospettava che le proteste erano state segretamente finanziate dall'agenzia d'intelligence inglese MI6 e dalla CIA.

Al fine di garantire gli interessi russi in Ucraina, Putin invase la Crimea e iniziò a sostenere l'etnia russa in Ucraina orientale. In risposta gli Stati Uniti ed i suoi alleati nella NATO imposero dure sanzioni economiche nei confronti della Russia.
Le sanzioni includevano il divieto ad importanti aziende russe (come Gazprom e Rosneft) di rifinanziare debito denominato in euro sui mercati dei capitali occidentali.
Dal momento che le società russe non potevano rifinanziare i loro debiti, cominciarono ad attingere dalle riserve di valuta forte in possesso della banca centrale per ripagare i loro oneri. A sua volta le riserve della Russia iniziarono ad esaurirsi e spinsero i tassi d'interesse più in alto, evento seguito da una svalutazione del rublo.
Il rublo colò a picco a partire dal marzo 2014.

Scese da circa 28 rubli per dollaro a 70 rubli per dollaro all'inizio del 2015, quando i rapporti erano al loro peggio. (Su scala RUB/USD invertita, questa caduta sarebbe stata di $0.035 a $0.014).
Il rublo riguadagnò un po' di forza, al livello 50:1 ($0.020), quando divenne chiaro che l'economia russa, anche se indebolita, era più resistente di quanto s'aspettavano i guerrieri finanziari statunitensi.
Poi la Russia è stata colpita una seconda volta con il crollo del prezzo del petrolio.

Questo crollo è iniziato a metà del 2014, intorno al periodo della crisi in Ucraina. Ha raggiunto la sua fase più intensa a metà del 2015, quando il petrolio è sceso sotto i $40 al barile e poi a $29.00 al barile all'inizio del 2016.
La Russia è il terzo produttore al mondo di petrolio (dopo gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita), e il secondo più grande esportatore di petrolio (dopo l'Arabia Saudita).
Il danno alla situazione fiscale russa è stato immediato e ha portato ad una recessione nella nona economia più grande al mondo.
Questo secondo colpo all'economia della Russia ha spinto il rublo a 81:1 ($0.012) a gennaio 2016. L'economia russa era in crisi.
Poi è emersa una confluenza di fattori che ha innescato un rally del rublo ed una inversione di tendenza nell'economia russa.

Questi fattori si sono inseriti armoniosamente nel contesto della metodologia analitica.
Io uso un metodo chiamato inferenza causale per fare previsioni sugli eventi in sistemi complessi, come ad esempio i mercati dei capitali. La metodologia dell'inferenza causale si basa sul Teorema di Bayes, una formula del XIX secolo scoperta da Thomas Bayes.
La formula si presenta così nella sua forma matematica moderna:
In parole povere, questa formula dice che, aggiornando la nostra comprensione iniziale con nuove informazioni imparziali, miglioriamo la nostra comprensione.

Ho imparato ad utilizzare questo metodo mentre lavoravo alla CIA, e lo applico ancora oggi.
Il lato sinistro dell'equazione è una prima stima della probabilità che accada un determinato evento. Le nuove informazioni vanno nella parte destra dell'equazione. Se sono coerenti con la nostra stima, vanno al numeratore (aumentando le probabilità del risultato atteso).
Se sono incoerenti, vanno al denominatore (abbassando le probabilità del risultato atteso).
Le attuali indicazioni sottolineano che i rapporti tra USA e Russia stanno entrando in una nuova fase di disgelo. Questa nuova era di cooperazione tra gli Stati Uniti e la Russia s'incentra principalmente sugli sforzi congiunti del Presidente Obama e del presidente Putin di porre fine alle ostilità in Siria e rimuovere il presidente siriano Bashar al-Assad.
Quali sono gli altri fattori che entrano nell'equazione e permettono di stimare la direzione dell'economia Russia e del rublo?
C'è una lunga lista di fattori che si allunga di giorno in giorno: i prezzi del petrolio stanno mettendo in scena un rimbalzo.

Da un minimo di $29.00 al barile, ora hanno raggiunto più di $40,00 al barile. Questa è una grande ancora di salvezza per la Russia.
L'Iran è ora molto più aperto alle imprese estere, soprattutto dopo aver stretto un accordo con gli Stati Uniti sul nucleare. Molte aziende statunitensi ed europee sono riluttanti a rientrare nel mercato iraniano, perché c'è ancora ambiguità circa la portata delle sanzioni.
La Russia non ha tale riluttanza. Si sta muovendo in avanti con offerte nell'ambito dell'energia nucleare, delle armi, delle raffinerie e di altre infrastrutture.
Il rublo a buon mercato in realtà ha contribuito affinché le società russe mantenessero le spese sotto controllo, e convertissero in rubli i guadagni in dollari pagando così i costi di gestione locali.

Questo ha rafforzato i guadagni delle principali società russe.
La Banca Centrale della Russia ha acquisto oro con le sue riserve di dollari. Questa è stata una brillante strategia. Ha comprato oro quando il dollaro era forte e i prezzi dell'oro erano vicino ai minimi di sette anni.
Ora che il dollaro si sta indebolendo e l'oro sta aumentando, le riserve d'oro russe (prezzate in dollari o DSP) sono in aumento.
A causa del dollaro più debole, altre materie prime stanno aumentando di prezzo. La Russia è uno dei principali esportatori di nichel, palladio, ferro e legno.
Gli alleati degli Stati Uniti, in particolare Germania e Francia, sono stanchi delle sanzioni e sono alla ricerca di opportunità per tornare al lavoro con la Russia.
In breve, tutti i fattori che stavano lavorando contro la Russia dal 2014 al 2016 (petrolio a buon mercato, dollaro forte, sanzioni e prezzi bassi delle materie prime) stanno ora lavorando a favore della Russia.
Di James Rickards
Traduzione di Francesco Simoncelli
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

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