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giovedì 10 novembre 2016

Quantitative easing, Draghi alla difficile scelta sugli stimoli dopo Trump

Draghi al bivio su QE dopo vittoria Trump
La vittoria di Donald Trump alle elezioni USA agevola o meno il potenziamento del “quantitative easing” della BCE al board dell’8 dicembre prossimo, l’ultimo dell’anno? In molti vi chiederete come l’un evento possa ripercuotersi sul secondo e, in effetti, la spiegazione potrebbe non essere immediata, né univoca. Il Wall Street Journal sosteneva ieri che il governatore Mario Draghi avrebbe vita più facile per ottenere un rafforzamento degli stimoli monetari alla riunione del mese prossimo, avendo dalla sua le tensioni finanziarie scatenatesi sui mercati proprio con l’elezione del tycoon a presidente americano.
E Draghi potrebbe puntare proprio sulla volatilità dei mercati, che indebolendo il dollaro contro le altre valute, tra cui l’euro, e colpendo possibilmente anche le quotazioni del petrolio, al netto delle vicissitudini dell’accordo OPEC, raffredderebbe le aspettative d’inflazione nell’Eurozona, rendendo necessario un intervento supplementare di Francoforte. (Leggi anche: Quantitative easing bombardato in Germania)

Trump chiede una svolta monetaria

Tutto verissimo, sempre che i mercati finanziari restino in fibrillazione da qui al mese prossimo, perché il caso Brexit dimostrerebbe quanto queste tenderebbero ad essere assorbite dopo qualche settimana di negoziazioni. In ogni caso, il successo elettorale di Trump si presterebbe a una diversa lettura, alla quale nemmeno la BCE si sottrarrà.
Il miliardario repubblicano ha attaccato duramente la Federal Reserve nei mesi passati, sostenendo che il governatore Janet Yellen farebbe politica, tenendo i tassi USA a livelli eccessivamente bassi e al solo scopo di dare una mano sull’economia al presidente uscente Barack Obama. Dunque, Trump chiede una politica monetaria più restrittiva, anche se paradossalmente potrebbe accadere il contrario, ora che ha vinto, a seguito delle turbolenze sui mercati. Se lo scontro verbale dovesse accentuarsi tra presidente eletto e governatore, la Yellen potrebbe assumere la decisione clamorosa di dimettersi, in polemica contro le nuove direttive di Washington. (Leggi anche: Trump accusa la Yellen sui tassi Fed)

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