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martedì 29 novembre 2016

Prospettive 2017: crescita, elezioni, volatilità e opportunità


UBP ritiene che con il 2017 si potrà finalmente segnare la fine di un decennio dominato dalla crisi economica e dalle sue conseguenze. È stata evitata una nuova Grande Depressione, ma non la Grande Recessione degli ultimi anni che ha la sciato dei segni che “Il Nuovo Mediocre”, espressione coniata dal Fondo Monetario Internazionale, non riesce a cancellare.
Negli ultimi anni, l’economia globale ha dovuto affrontare numerosi rischi nuovi e inattesi, ma questo periodo potrebbe terminare con una nota più ottimistica.

Le prospettive per l’anno prossimo sembrano migliorare e riteniamo che la crescita possa aumentare, raggiungendo il 3,5%. Tale ripresa sarà probabilmente trainata da un’attività più vivace sui Mercati Emergenti e da uno slancio della crescita negli Stati Uniti.

Crescita più solida e duratura nei Mercati Emergenti

Nei Mercati Emergenti la crescita nel complesso dovrebbe riaccelerare avvicinandosi a circa il 5% nel 2017, dopo essere calata fino al 4,5% nel 2016 - spiega UBP -.

Il rally dei prezzi delle materie prime, le riforme e gli stimoli da parte dei governi dovrebbero ricreare le basi della ripresa con un migliore equilibrio tra settori, che dovrebbe rendere tale crescita più sostenibile.
La Cina e l’India si confermeranno le locomotive dei Mercati Emergenti.
Il tasso di crescita in Cina potrebbe tornare a salire al 7% grazie alle misure di stimolo attuate nel 2016 e anche in seguito alle riforme volte a cambiare il modello di crescita finora incentrato sulle esportazioni e la manifattura con uno basato sulle spese per i consumi e le infrastrutture. Quanto all’India, l’economia ha ritrovato tutto il suo vigore e le recenti riforme dovrebbero inoltre spingere la crescita del Paese verso l’8%.
L’Asia dovrebbe conservare il suo momentum, ma le prospettive stanno migliorando anche in altre aree degli Emergenti - spiega UBP -.

La Russia e il Brasile beneficeranno della ripresa dei mercati delle materie prime e usciranno presumibilmente dalla recessione nel 2017, aiutati anche dalla ritrovata stabilità della domanda interna. Per la prima volta dallo scoppio della crisi finanziaria, l’attività economica nei Paesi Emergenti e Sviluppati dovrebbe risultare più sincronizzata.
Gli accordi raggiunti sulla produzione petrolifera e il graduale aumento degli scambi all’interno di ogni regione potrebbero favorire una ripresa del commercio a livello globale, dopo molti anni di quasi stagnazione.

Crescita moderata nei Paesi Sviluppati

La crescita nei Paesi Sviluppati dovrebbe rimanere in generale al di sotto del 2% nel 2017, ma ci attendiamo che gli Stati Uniti raggiungano il 2,3% - spiega UBP -.

Lì la domanda interna dovrebbe ricevere una spinta dal fiorente mercato del lavoro e dalla graduale ripresa della spesa per capitale, anche nel settore petrolifero.
Le prospettive di crescita nell’Eurozona e in Giappone sono più moderate, oscillando tra l’1% e l’1,5%.
L’occupazione è prevista in rialzo nell’Eurozona e ciò sosterrà i consumi - spiega UBP -. Si attende una nuova avanzata anche degli investimenti. Il progetto europeo è tuttora carico di incognite, ma le politiche di austerità dovrebbero allentarsi e lasciare spazio ai primi segnali di ripresa.

In Giappone gli stimoli fiscali e monetari annunciati di recente devono ancora concretizzarsi e gli investimenti e i consumi sono ancora sottotono. In conclusione, l’Europa e il Giappone stanno aspettando un impulso iniziale dagli Stati Uniti e dai Mercati Emergenti.
Per la Gran Bretagna le prospettive rimangono incerte fino a quando dai negoziati con l’Unione europea non emergerà un quadro più chiaro delle future relazioni economiche tra le due regioni dopo il sì alla Brexit.

L’economia britannica potrebbe scivolare in una recessione tecnica all’inizio dell’anno fino a quando non sarà fatta una maggiore chiarezza.
Dal canto suo, la Svizzera dovrebbe raggiungere una crescita economica dell’1,4% nel 2017, piuttosto vicina a quella dell’Eurozona e della Germania - spiega UBP -.
Nonostante il franco sia sempre sopravvalutato rispetto all’euro, l’economia elvetica ha dato prova di una notevole resistenza mantenendo un tasso di crescita abbastanza stabile e sostenuto, grazie alla flessibilità del suo settore manifatturiero e dei servizi.

Imparare la lezione

L’economia mondiale dovrà affrontare ancora importanti sfide nei prossimi anni, nonostante la ripresa annunciata per il 2017 - spiega UBP -.

La crisi ha distrutto capitale e i Paesi Sviluppati stanno tuttora lottando per ritrovare un maggiore potenziale di crescita, il che giustifica i modesti guadagni di produttività rispetto agli anni precedenti al 2007. Inoltre, le autorità monetarie potrebbero ridurre le loro politiche di stimolo di fronte a una nuova avanzata dell’inflazione, mentre il debito pubblico rimane elevato nei Paesi Sviluppati e il debito societario è continuamente aumentato negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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