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mercoledì 2 novembre 2016

Poste I. scende ancora. Un buon affare o un titolo da evitare?


Non si ferma la discesa di Poste Italiane che ha perso terreno per la quarta seduta consecutiva, pur riuscendo a difendersi meglio dell'indice di riferimenti oggi. Il titolo, dopo aver ceduto poco meno di mezzo punto percentuale ieri, al termine della sessione odierna si è fermato a 5,955 euro, a ridosso dei minimi intraday, con un ribasso dell'1,57% e oltre 2,8 milioni di azioni transitate sul mercato, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 2,2 milioni di pezzi.

Aberdeen pronta ad affiancare Poste Italiane nel big su Pioneer?

Stando alle ultime indicazioni di stampa, riportate in particolare dal Messaggero, Aberdeen sarebbe pronta ad affiancare la cordata di Poste Italiane  nel bid su Pioneer.
Aberdeen rileverebbe i 90 miliardi di masse gestite negli Stati Uniti della controllata di Unicredit e in questo modo potrebbe permettere alla cordata di Poste Italiane di eguagliare la valutazione offerta da Amundi che si aggirerebbe intorno ai 4 miliardi di euro.

La view di Equita SIM e di Kepler Cheuvreux

Per gli analisti di Equita SIM l’indiscrezione riportata dal Messaggero sembra molto fondata e la stessa giunge a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle offerte vincolati fissata per il 10 novembre.


In attesa di novità la SIM milanese conferma la sua view positiva su Poste Italiane, reiterando la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 8,6 euro.
A scommettere sul titolo è anche Kepler Cheuvreux che proprio oggi ha rinnovato l'invito all'acquisto con un target price a 7,5 euro in attesa della scadenza della prossima settimana.

Con riferimento al possibile deal con Pioneer, il broker ritiene che i maggiori vantaggio sarebbero per Anima Holding, mentre Poste Italiane avrebbe la possibilità di incrementare le sue commissioni di circa il 25% e gli utili di circa il 30% nel 2018. 
Secondo gli analisti il contributo di Anima al deal dovrebbe essere più limitato rispetto a quello di Poste Italiane, ma il profilo di rischio dovrebbe migliorare dopo l'integrazione con Pioneer.

Goldman Sachs e JP Morgan restano caute sul titolo

Meno entusiastica la view di Goldman Sachs che non più tardi di lunedì scorso ha ribadito la raccomandazione "neutral" su Poste Italiane, con un fair value ridotto da 7,1 a 6,8 euro.


La banca americana ritiene che il gruppo italiano debba fare i conti con due sfide principali: da una parte la sostenibilità dell'obiettivo di net interest income per BancoPosta, dall'altra la ristrutturazione della divisione Mail & Parcel.
Quest'ultima viene considerata più raggiungibile, mentre c'è maggiore preoccupazione per la sostenibilità del net interest income di BancoPosta.
Goldman Sachs vede però del potenziale M&A perchè alla luce del forte bilancio crede che Poste Italiane possa valutare delle acquisizioni accrescitive sugli utili.
Infine, è cauta anche la view di JP Morgan che per il titolo ribadisce il rating "neutral", con un prezzo obiettivo alzato da 7,34 a 7,64 euro.

La banca d'affari americana ha rivisto al rialzo le stime sull'utile per azione, aumentandole del 2,3% per quest'anno e dello 0,5% per il 2017.
Fonte: News Trend Online

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