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lunedì 14 novembre 2016

Pil e yen spingono in rally Tokyo (Nikkei 225 +1,71%). Shanghai in positivo


L'ottava si apre in modo contrastato per l'Asia, che per una volta guarda al suo interno, complice la ricca serie di dati macroeconomici in arrivo dal Sol Levante e dalla Cina. Ed è proprio Tokyo a beneficiare della performance sorprendentemente positiva dell'economia nipponica nel terzo trimestre.
Secondo i dati preliminari diffusi dall'Ufficio di Gabinetto nipponico, il Pil del Giappone nei tre mesi alla fine di settembre ha accelerato la sua crescita al 2,2% su base annua contro lo 0,7% del secondo trimestre (2,0% nel primo) e lo 0,8% del consensus. Notizia sufficientemente positiva da mettere in secondo piano il rallentamento della produzione industriale, cresciuta in settembre dell'1,5% contro il 4,5% di agosto (si tratta comunque del secondo mese consecutivo d'incremento dopo otto di declino), e quello dei consumi privati, aumentati dello 0,1% sequenziale nel terzo trimestre, contro lo 0,2% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto al precedente (la crescita era stata dello 0,7% nel primo trimestre).

A contribuire alla positiva giornata di Tokyo è anche il rafforzamento del dollaro Usa (che si muove sui massimi di nove mesi nei confronti delle altre principali valute) e in chiusura il Nikkei 225 segna un progresso dell'1,71% (performance non molto peggiore per l'indice più ampio Topix, che ha guadagnato l'1,58%).
Di segno opposto è invece la seduta di Seoul, con la Corea del Sud ancora invischiata nello scandalo politico che ha coinvolto il presidente Park Geun-hye. Il Kospi ha segnato infatti una perdita dello 0,51% al termine degli scambi.
La giornata è comunque positiva anche per i mercati della Cina continentale.

In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano infatti lo 0,45% e lo 0,38% rispettivamente. Performance appena peggiore per lo Shenzhen Composite, apprezzatosi dello 0,30% al termine delle contrattazioni. I molteplici dati macroeconomici diffusi da Pechino mostrano una Cina che non perde colpi ma neppure accelera la sua ripresa: la produzione industriale è cresciuta del 6,1% in ottobre come fatto il mese precedente (6,2% il consensus), le vendite retail crescono del 10,0% contro il 10,7% atteso e la vendita di case frena al comunque non indifferente balzo del 38,3% registrato il mese scorso.

Clima complessivamente positivo che non condiziona però Hong Kong: a circa un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng perde infatti circa l'1,40% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in declino intorno all'1%).
Seduta negativa anche per Sydney: è infatti dello 0,47% il deprezzamento dell'S&P ASX 200 in chiusura.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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