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giovedì 10 novembre 2016

Piazza Affari parte bene: oggi è la giornata di Unicredit


Dopo il panico dell’imprevisto i mercati tornano sulla retta via di un ottimismo dettato più che altro dal fatto che, forse, l’elezione di Donald Trump, nonostante gli anatemi della vigilia, potrebbe portare, se coadiuvata da un team di esperti e supportata anche dalla presenza di un Congresso unito (a prescindere dal colore che lo contraddistingue) nuova linfa vitale sul fronte dei fondamentali.
Almeno nell’immediato. 

La situazione sui mercati

Di fronte a questo andamento, la prevista volatilità potrebbe essere meno estrema rispetto a quanto preventivato, il che permetterebbe alla Fed di dare il via al secondo step sul fronte del rialzo dei tassi con un inasprimento del costo del denaro, il secondo nel giro di un anno esatto. 
Questo è il ragionamento che ha contraddistinto gli operatori asiatici  e per questo motivo si è vista la borsa nipponica sfiorare il +7%.

L’onda lunga si è riflessa anche sull’Europa con Piazza Affari che è tornata al di sopra della soglia psicologica dei 17mila punti e che alle 10 è arrivata a sfiorare +1,9% insieme al resto dell’Europa che già ieri, nella seconda metà della giornata, aveva dato segni di inversione di tendenza.
Londra, con il Ftse 100, alle 10, oggi segna un attivo  di 1,2% insieme al Dax di Francoforte con il suo 1,3%, stessa cifra che contraddistingue il Cac 40 di Parigi. Tra i protagonisti a Piazza Affari si segnala il rally di Unicredit che oggi pubblicherà i suoi conti sul terzo trimestre.

Le attese parlano di ricavi a 5,344 miliardi di euro (+1,5% sullo stesso periodo del 2015) mentre le previsioni sui costi operativi oscillano verso un calo del 3,3% a 3,3 miliardi di euro, ottimismo sull’utile operativo lordo a 2,041 miliardi pari a +9,9%.  

Unicredit

Ma la banca italiana, oggi vede la riunione del Consiglio di amministrazione per valutare le 5 offerte d'acquisto su Pioneer da parte del francese Amundi, della statunitense Ameriprise Financial, l’italiana Poste Italiane (che secondo indiscrezioni potrebbe sfruttare un’offerta più alta), l’australiana Macquarie e di Aberdeen Asset Management.

Ma a favore di Poste giocherebbe anche un altro fattore: le sinergie commerciali e di distribuzione potenzialmente migliorabili con l’appoggio del governo italiano. ma a decidere le sorti potrebbe essere la presenza degli statunitensi di Ameriprise Financial che mirano ad entrare nel mercato europeo e potenziare quello statunitense.
Indiscrezioni di stampa, intanto, parlano di contatti tra Aberdeen Asset Management e Poste Italiane per l’entrata dei primi nel consorzio italiano. 
Quella di Pioneer è un’operazione da 2 miliardi garantita dalla presenza di un consorzio di banche pronte ad effettuare il prestito ponte.

L’elenco degli istituti di credito operativi al riguardo comprende JPMorgan, Citigroup, Banca Imi e Santander. 
Fonte: News Trend Online

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