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mercoledì 2 novembre 2016

Piazza Affari è interessante nel medio periodo: come muoversi?

Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of business development per AFX Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.
L'indice Ftse Mib è stato respinto dall'area dei 17.400, avviando una fase correttiva. Le vendite sono destinate a proseguire nel breve? Quali sono i livelli da tenere sott'occhio ora?
Lo scenario del mercato di fatto non è cambiato e in generale l'impostazione delle Borse rimane laterale soprattutto in attesa delle elezioni presidenziali Usa. Gli indici americani si trovano più o meno sempre sugli stessi livelli, anche se è un po' sceso il range nel quale si muovono, mentre il Dax30 si trova nella parte alta del canale grazie anche alla recente debolezza dell'euro. C'è da dire che ogni volta che il listino tedesco viene venduto è subito ricomprato, con un movimento in trading range ormai da tempo in un intervallo di 300-400 punti tra i 10.300 e i 10.700 punti.
A Piazza Affari il Ftse Mib si mantiene per ora nella parte alta del canale, anche se nelle ultime ore ha ceduto posizioni, ma non mi sembra che si voglia più vendere il mercato come prima.
Se le elezioni americane dovessero concludersi con una vittoria della Clinton e se il referendum sarà superato con esito positivo, è probabile che il Ftse Mib ritorni anche facilmente in area 20.000.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve il target del movimento in atto dovrebbe essere in area 18.000/18.200, ma nel medio periodo sono positivo a patto che non ci siano sorprese alle urne a inizio dicembre. Con una vittoria del no infatti si farà strada non poca incertezza tra gli investitori.
Nel settore bancario come valuta la recente performance di Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che si è spinto in avanti dopo i conti trimestrali?
Già in passato avevamo segnalato un buy per Mediobanca che a mio avviso potrebbe continuare a salire con target almeno in area 7,5 euro. I dati trimestrali del gruppo sono stati buoni e il business è solido, considerando che Mediobanca non ha tutte le problematiche retail delle banche classiche visto che CheBanca è nata poca fa ed è fatta per raccogliere, quindi non è colpita dalla questione dei crediti non performanti.
Rimanendo nel settore finanziario, valuterebbe l'acquisto di qualche titolo nel settore del risparmio gestito?
I titoli del comparto potrebbero essere interessanti ora a partire da Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) che, pur avendo recuperato dai minimi, rimane in ogni caso abbastanza depresso per via della performance negativa del mercato nella sua totalità.
Su Azimut interverrei al rialzo in area 15/15,2 euro, con target a 17/17,5 euro, per cui aspetterei ancora prima di acquistare.
Banca Mediolanum presenta un'area di resistenza abbastanza forte a 6,3/6,5 euro e oltre questo ostacolo potrà spingersi fino alla soglia dei 7 euro. La mia preferenza viene comunque accordata ad Azimut.
E' un bel titolo anche FinecoBank (MDD: FBK.MDD - notizie) che rispetto agli altri protagonisti del comparto di riferimento non è mai sceso molto, anche se ha sottoperformato il mercato un po' come accaduto all'intero settore finanziario.
FinecoBank potrebbe offrire una buona opportunità di ingresso in area 5,2/5,1 euro, con target a 6,2/6,5 euro, tornando così sui livelli ai quali si trovava prima dell'estate.
STM ieri è stato fermato da forti vendite dopo lo spettacolare rialzo messo a segno fino ad ora. Quali strategie ci può suggerire per questo titolo?
STM ha messo a segno un rally decisamente brillante, ma non entrerei in acquisto sui prezzi attuali, preferendo attendere un ulteriore ritracciamento verso area 8 euro. L'apertura di posizioni long su questo livello andrà corredato da uno stop loss a 7,7 euro, con target sopra i massimi dell'anno in area 9 euro.
ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) ha raccolto giudizi positivi dopo i conti del terzo trimestre, ma il ribasso del petrolio lo ha riportato in area 13 euro. Meglio stare alla larga dal titolo per ora?
ENI non è bello dal punto di vista grafico e non mi sembra un titolo adatto per un investimento in ottica di breve periodo. I corsi sono sempre un po' compressi nell'area racchiusa tra i 12,7/12,8 euro e 13,6/13,7 euro, con estensioni a 14 euro.
Uno spunto si avrebbe con una rottura dei 14 euro, motivo per cui non comprerei ora il titolo considerando anche che l'andamento del petrolio mi convince poco viste anche le difficoltà legate all'accordo sul taglio della produzione.
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