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lunedì 21 novembre 2016

Piazza Affari è ancora l'ultima in Europa. Pesanti le banche


La nuova settimana è partita bene per la piazza azionaria giapponese che ha guadagnato terreno per la quarta seduta consecutiva. L'indice Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,77%, snobbando la debole chiusura di venerdì scorso a Wall Street e beneficiando della debolezza dello yen nei confronti del dollaro che questa mattina però perde leggermente terreno rispetto alla valuta nipponica, mantenendosi però a poca distanza da quota 111.
In rosso le Borse europee che hanno avviato gli scambi in salita ma non sono riuscite a mantenersi al di sopra della parità, passando in rosso.

Dal fronte politico si è appreso che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, correrà per un quarto mandato alle elezioni del prossimo anno, mentre in Francia le primarie hanno sancito l'uscita di scena dell'ex presidente Sarkozy dalla corsa alle presidenziali.
Per oggi sul versante macro non sono previsti aggiornamenti di rilievo e così l'attenzione è rivolta all'intervento del presidente Mario Draghi che nel pomeriggio presenterà al Parlamento europeo il rapporto annuale della BCE.


In attesa di tale evento il Ftse100 cede lo 0,2%, mentre restano più indietro il Cac40 e il Dax30 con un rosso rispettivamente dello 0,41% e dello 0,48%.
A pagare il conto più salato è ancora una volta Piazza Affari che vede il Ftse Mib scivolare poco al di sotto dei 16.100 punti con un rosso dell'1,14%.  
Tra le poche blue chips in controtendenza segnaliamo Saipem che sale dello 0,44% e si muove in positivo anche ENI che avanza dello 0,24% sulla scia del rialzo dei prezzi del petrolio, mentre nel settore oil resta indietro Tenaris che perde lo 0,7%.
Poco sopra la parità Luxottica che avanza dello 0,33% e si muove a ridosso dei valori del close di venerdì scorso STM.

Il titolo resta a galla grazie alle indicazioni del presidente Bozotti che ha segnalato un miglioramento dei conti del gruppo quest'anno rispetto al 2015.
Pesante Azimut che lascia sul parterre il 6,45% del suo valore nel giorno dello stacco del dividendo straordinario da 1 euro. 
Vendite sui bancari tra i quali ad avere la peggio sono Banca Monte Paschi e Mediobanca che accusano un ribasso del 5,03% e del 4,52%, mentre Banca Popolare di Milano e Banco Popolare viaggiano entrambi in rosso del 2,35%, seguiti da Banca Popolare dell'Emilia Romagna che arretra del 2,13%.
In calo dell'1,96% Unicredit, quasi di pari passo con Ubi Banca che perde l'1,88%, mentre si difende leggermente meglio Intesa Sanpaolo con una flessione dell'1,47%.
Da segnalare l'intonazione negativa di Mediaset che scende dello 0,7% dopo che il gruppo ha rinunciato al ricorso d'urgenza con Vivendi.

Per gli analisti si trata di un segnale distensivo che potrebbe preludere ad un accordo tra le parti.
Sul fronte macro Usa per oggi è previsto un solo dato e si tratta dell'indice CFNAI di ottobre. In calendario un discorso di Stanley Fischer, vice presidente della Federal Reserve.
Prima dell'avvio degli scambi saranno diffusi i risultati degli ultimi tre mesi di Tyson Foods che per non deludere le attese dovrà centrare l'obiettivo di un utile per azione pari a 1,17 dollari.
Fonte: News Trend Online

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