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giovedì 17 novembre 2016

Piazza Affari ancora pecora nera in Europa. Soffrono le banche


La seduta odierna si è conclusa con un nulla di fatto per la piazza azionaria giapponese che, dopo il rialzo della vigilia, è rimasta praticamente ferma. L'indice Nikkei 225 si è fermato sulla parità, poco animato dalla decisione della Bank of Japan di avviare l'acquisto di un numero illimitato di titoli di Stato nipponici ad un tasso fisso, con l'obiettivo di frenare l'aumento dei rendimenti degli stessi.

L'azionario non è stato vivacizzato oggi dall'ulteriore indebolimento dello yen nei confronti del dollaro che si spinge in avanti poco al di sopra di quota 109.
Contrastate le Borse europee che dopo un avvio poco mosso non riescono a muoversi tutte nella stessa direzione. Il Ftse100 e il Cac40 salgono rispettivamente dello 0,38% e dello 0,08%, mentre il Dax30 cede lo 0,19%.


In Europa è stato diffuso il dato finale dell'inflazione che ad ottobre ha evidenziato una variazione positiva dello 0,2%, in frenata rispetto allo 0,4% dell'indicazione preliminare e della versione definitiva di settembre. Il dato si è rivelato inferiore alle attese degli analisti che si erano preparati ad un incremento più marcato dello 0,3%.

In Francia il tasso di disoccupazione del terzo trimestre è salito dal 9,9% al 10%, mentre le stime erano per un calo al 9,8%. 
Il mercato attende di conoscere ora i verbali dell'ultima riunione della BCE tenutasi lo scorso 20 ottobre.
Ad arretrare più degli altri è Piazza Affari che vede il Ftse Mib scivolare a ridosso di area 16.400 con un ribasso dello 0,97%.


Le vendite si concentrano come al solito sui titoli del settore bancario che vedono Banco Popolare e Banca Popolare di Milano in caduta del 5,28% e del 4,86%, seguiti da Banca Popolare dell'Emilia Romagna che accusa un ribasso del 4,5%.
Sotto pressione anche Intesa Sanpaolo e Unicredit con un rosso del 2,88% e del 3,23%, mentre Ubi Banca scende del 2,77%.
Segno meno anche per Mediobanca che arretra del 2,51% dopo la presentazione del nuovo piano industriale al 2019 che pure è stato apprezzato dagli analisti di varie banche d'affari. Si difende leggermente meglio Banca Monte Paschi che perde l'1,78%.
In controtendenza Prysmian che sale dell'1,24% dopo che Morgan Stanley ha ribadito la raccomandazione "overweight" sul titolo, alzando il prezzo obiettivo da 24 a 27 euro.


In rialzo di oltre un punto Campari e Buzzi Unicem, tallonati da Telecom Italia che sale dello 0,93%.
Poco sopra la parità Fca che si mantiene al di sopra di quota 7 euro con un vantaggio frazionale dello 0,28%, dopo che ad ottobre le immatricolazioni di auto in Europa sono scese dello 0,3%, mentre il gruppo guidato da Marchionne ha registrato una crescita del 6,6%.
Sul fronte macro Usa in calendario oggi le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero salire da 254mila a 257mila unità.

Per l'inflazione di ottobre si prevede un rialzo dello 0,3% in linea con la lettura precedente, mentre per la versione core è atteso un rialzo dello 0,2% dallo 0,1% precedente.
Per i nuovi cantieri edili di ottobre si parla di un aumento da 1,047 a 1,151 milioni di unità, mentre le licenze di costruzione dovrebbero calare da 1,225 a 1,2 milioni di unità.
In agenda anche l'indice Philadelphia fed che a novembre dovrebbe scendere da 9,7 a 8 punti.
Da segnalare un discorso di William Dudley, presidente della Fed di New York, oltre al quale parlerà anche Charles Evans, a capo della Fed di Chicago.
Mezz'ora dopo l'avvio degli scambi prenderà il via l'audizione al Congresso del numero uno della Fed, Janet Yellen.
Prima dell'apertura di Wall Street saranno diffusi i risultati trimestrali di Staples e Best Buy, con un eps atteso di 0,34 e di 0,47 dollari, mentre per i conti di Wal-Mart le stime parlano di un utile per azione pari a 0,96 dollari.
A mercati chiusi si guarderà alle trimestrali di Applied Materials e di Gap che per non deludere le attese dovranno centrare l'obiettivo di un utile per azione pari rispettivamente a 0,65 e a 0,6 dollari.
Fonte: News Trend Online

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