-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 28 novembre 2016

Petrolio in recupero e super-dollaro costeranno 4 miliardi in più agli italiani

Bolletta petrolifera più cara nel 2017
L’accordo OPEC sul taglio della produzione del petrolio tra i 14 membri del cartello dovrebbe essere cosa fatta, almeno a parole. Il 30 novembre prossimo, a Vienna sarà siglata un’intesa, che punta formalmente a sostenere i prezzi, più che dimezzatisi negli ultimi 30 mesi. Permangono numerosi dubbi sulla sua implementazione reale, ma le quotazioni non faranno che reagire positivamente, dopo che il mercato ha sperato per due anni che i sauditi avvicinassero l’offerta alla domanda. Rispetto ai minimi degli ultimi tre mesi, risultano già risalite del 6% a circa 48,50 dollari per il Brent, anche se non si esclude che superino la soglia dei 50 successivamente alla formalizzazione dell’accordo.
Nel frattempo, il dollaro è salito ai massimi dal 2003 contro le principali valute del pianeta, guadagnando contro l’euro oltre il 4%. E’ l’effetto Trump, ovvero la reazione dei mercati alla vittoria inattesa del tycoon repubblicano, che renderebbe più veloce la stretta monetaria USA, anche per via del surriscaldamento delle aspettative d’inflazione, come conseguenza della sua politica economica pro-crescita, basata su tagli alle tasse e aumento della spesa pubblica. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro, parità non più un miraggio)

Super-dollaro spinge il costo in euro del petrolio

Il super-dollaro avrà già a breve effetti sul costo della vita di noi italiani. Nei primi 10 mesi dell’anno, i consumi petroliferi sono scesi dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2015 e dai dati emerge una domanda mensile media di quasi 33,8 milioni di barili da parte della nostra economia. Facendo due conti, su base annua implica ai prezzi attuali e al cambio euro-dollaro delle ore passate, che pagheremmo da qui ai prossimi 12 mesi le importazioni di greggio intorno a 18,6 miliardi, mentre il giorno delle elezioni USA, quando un barile costava sui 45,5 dollari e un euro scambiava a oltre 1,10 contro il biglietto verde, la bolletta petrolifera ammontava, sempre annualizzata, a circa 16,8 miliardi. (Leggi anche: Consumi petroliferi a picco dal 2002)
Risultato? In due settimane e mezzo, l’Italia ha già subito un salasso potenziale di quasi 1,5 miliardi, poco roba, senonché il conto potrebbe salire e anche di parecchio nei prossimi mesi. Diversi analisti, tra cui Société Générale, stima che il cambio euro-dollaro dovrebbe portarsi alla parità all’inizio dell’anno prossimo, mentre Goldman Sachs ha alzato le previsioni sul prezzo del petrolio nel 2017, portandole a 55 dollari per la prima metà dell’anno prossimo e a 50 dollari per la seconda.

Fino a 4-4,5 miliardi di costo in più per la bolletta petrolifera

L’effetto combinato di tali previsioni, sempre che risultino azzeccate, considerando costanti i consumi e un cambio euro-dollaro mediamente ai livelli attuali nella seconda metà del 2017, ci spingono a presagire un aumento medio della bolletta petrolifera rispetto a quello di quest’anno di 4-4,5 miliardi a circa 20,5 miliardi, in crescita del 25%. Parliamo pur sempre di livelli assoluti contenuti, considerando che a metà 2014, il cambio euro-dollaro si attestava ancora a 1,35, ma il Brent superava i 110 dollari, costando a noi italiani sopra gli 80 euro per un barile.
Eppure, il maggiore costo di acquisto del greggio potrebbe rosicchiare alla nostra economia un quarto di punto percentuale di pil, sottratto agli altri consumi e con un impatto negativo sul potere di acquisto delle famiglie, anche se non tale da consentire un’accelerazione dell’inflazione verso il target perseguito dalla BCE (quasi il 2%). (Leggi anche: Bolletta petrolifera più leggera di altri 3 miliardi)

Nessun commento:

Posta un commento