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giovedì 24 novembre 2016

Petro-DSP: l'ascesa della nuova moneta mondiale

La risposta agli sforzi degli Stati Uniti per svalutare il dollaro nel 2010-2011 non s'è fatta attendere. Ed è arrivata da quattro direzioni — FMI, Russia, Cina e Arabia Saudita. Ecco la nuova moneta mondiale: Petro-DSP.
Meno di un anno dopo che Obama ha dichiarato una nuova guerra tra valute, il FMI ha pubblicato un documento in c'è un progetto per la realizzazione di una nuova valuta di riserva globale chiamata Diritti Speciale di Prelievo (DSP), o moneta mondiale.
Il primo dicembre 2015, il FMI ha annunciato che lo yuan cinese sarebbe stato incluso nel paniere di valute utilizzate per determinare il valore di un DSP.

Con la Cina a bordo, i DSP sono pronti per diventare de facto la valuta di riserva mondiale.
La risposta immediata della Cina e della Russia al declino prossimo del dollaro e all'ascesa dei DSP, è stata quella di acquistare oro. (Non è ancora possibile diversificare fortemente in asset denominati in DSP, perché ci sono pochi asset denominati in DSP disponibili.) La Russia ha acquisito oltre 1,000 tonnellate di oro negli ultimi sette anni, e la Cina ha acquisito oltre 3,000 tonnellate d'oro nello stesso periodo di tempo.
Combinando i numeri relativi agli acquisti di oro di Russia e Cina, arriviamo ad oltre il 10% di tutto l'oro ufficiale nel mondo.

La Cina ha anche acquisito miliardi di DSP in operazioni segrete sul mercato secondario, intermediate dal FMI stesso.
La risposta dell'Arabia Saudita è stata più sottile, ma può diventare più marcata alla fine. Le relazioni tra l'Arabia Saudita e gli Stati Uniti si sono fortemente deteriorate nel corso dell'amministrazione Obama.
La causa principale è stata la negoziazione tra Iran-USA sui reattori nucleari e il riconoscimento che l'Iran è una potenza regionale importante.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno tolto il segreto che circondava il possesso saudita di titoli del Tesoro USA (in vigore dal 1975).

Gli Stati Uniti hanno anche rilasciato una sezione segretata di 28 pagine del 9/11 Commission Report che rivela chiaramente i legami tra i membri della famiglia reale saudita e i dirottatori di Al Qaeda.
I sauditi hanno minacciato di scaricare i loro titoli del Tesoro USA in risposta alla pubblicazione della sezione segreta, ma finora tale minaccia non s'è materializzata.
L'Arabia Saudita sta trattando da una posizione di debolezza rispetto a quella della Stati Uniti.

L'Arabia Saudita ha ora un deficit fiscale piuttosto che un avanzo, quindi il problema riguardante il dove investire le riserve è importante. In realtà, l'Arabia ha dovuto vendere le sue riserve, principalmente titoli di stato USA, per coprire suddetto deficit fiscale.
Gli Stati Uniti non sono più dipendenti dall'Arabia Saudita per le forniture di energia.
Sono diventati un esportatore netto di energia e hanno le più grandi riserve di petrolio del mondo. Tutte le condizioni che nel 1975 hanno dato luogo alla petrodollaro, ora sono evaporate.
Né gli Stati Uniti né l'Arabia Saudita hanno più molta influenza l'uno sull'altro, quando invece nel 1975 entrambi avevano carte vincenti molto buone.
Questo non significa che domani il petrolio avrà un prezzo in una valuta diversa dal dollaro.

Significa che un nuovo meccanismo dei prezzi è possibile e non dovrebbe essere una sorpresa se dovesse venire in essere.
L'Arabia Saudita potrebbe facilmente prezzare il petrolio in yuan, poi scambiarli per franchi svizzeri o DSP, e utilizzare il ricavato per rimpinguare le sue riserve o comprare oro.
L'Arabia Saudita potrebbe anche prezzare il petrolio in DSP o in oro e tenere tali asset, o scambiarli per altre valute forti e diversificarsi dal dollaro.
Le possibilità sono numerose. La conversione dei prezzi del petrolio lontano dal dollaro e a favore di qualche alternativa, è solo una questione di tempo.
Tutte queste tendenze — sostegno del FMI per i DSP, supporto russo e cinese per l'oro, e Arabia Saudita alla ricerca di un nuovo punto di riferimento per il petrolio — sono venute a galla nell'ultimo vertice del G20 in Cina, quasi sette anni dopo il vertice del G20 a Pittsburgh che ha generato la nuova guerra tra valute.

Il presidente cinese Xi, che è il Presidente del G20 per il 2016, ha fatto passi da gigante sulla scena mondiale come partner alla pari con gli Stati Uniti e come gestore del sistema monetario internazionale.
Ora, meno di quattro settimane dopo il vertice del G20, lo yuan si è unito ufficialmente ai DSP.
Lo yuan ricoprirà oltre il 10% dei DSP. Da qui in poi nuove emissioni di moneta mondiale (DSP) saranno supportato dalla Cina, perché ogni volta che il FMI emetterà nuovi DSP amplierà il ruolo dello yuan cinese come valuta di riserva.
Oro, yuan e DSP hanno tutti una cosa in comune — sono alternative al dollaro.

Al crescere dello slancio verso queste alternative, il ruolo del dollaro come valuta di riserva mondiale potrebbe diminuire molto rapidamente — come accaduto alla sterlina tra il 1914 e il 1944. Il risultato per i possessori di dollari sarà esattamente lo stesso risultato per i titolari di sterline: inflazione e ricchezza perduta.
Senza dubbio emergeranno nuovi accordi politici e finanziari e nuove forme di energia.
La chiave per la conservazione della ricchezza è quella di spostarsi dalla valuta in decadimento — dollaro — alle valute in ascesa — oro e DSP — il più presto possibile.
Di James Rickards
Traduzione di Francesco Simoncelli
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online
Canale: Trend-online

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