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mercoledì 30 novembre 2016

Opportunità sul debito degli Emergenti


James Barrineau, co-Head of EM debt relative di Schroders, spiega che tra maggio 2013 e gennaio 2016 le valute dei Mercati Emergenti, in media, hanno perso quasi il 50% del loro valore. E, più specificamente, il periodo tra giugno 2014 e gennaio 2016 è stato il peggiore della storia in termini di ritorni delle valute Emergenti.
In pratica, è stato cancellato il superciclo delle materie prime, che aveva spinto i tassi di cambio reali su livelli molto alti in numerosi Paesi Emergenti.
La domanda da porsi è quindi: tali monete sono economiche? Nonostante un significativo apprezzamento quest’anno, da gennaio a inizio novembre, è difficile dire che siano costose - spiega James Barrineau -.

Guardando ai tassi di cambio reali, essi sono ancora in generale significativamente più bassi rispetto ai picchi del passato. I tassi di interesse reali, inoltre, sono complessivamente lievemente positivi, a differenza dei Mercati Sviluppati. Quindi, possiamo caratterizzarle come al giusto valore, piuttosto che come particolarmente costose.

Opportunità di investimento

Per quanto riguarda il debito dei Mercati Emergenti, tra le opportunità si può citare il Brasile - spiega James Barrineau -.

I tassi reali restano sopra il 6%. A meno di un aumento significativo della volatilità, dovuto a un dollaro molto più forte e a un maggior impulso reflazionistico legato agli scambi commerciali, le autorità locali dovrebbero essere in grado di continuare sul percorso di taglio dei tassi di interesse.
Inoltre, anche l’Europa emergente offre opportunità potenzialmente allettanti, dato che i Paesi di questo gruppo sarebbero meno colpiti dagli effetti di una posizione protezionista da parte degli Stati Uniti - spiega James Barrineau -.

Va poi sottolineato che un rialzo dei tassi da parte della Fed a dicembre è ormai scontato nei prezzi, così come, quasi completamente, sono scontati due ulteriori rialzi nel 2017. E’ improbabile un ritmo di rialzi più elevato e di conseguenza continuano a esserci opportunità significative in alcuni dei segmenti a più elevato rendimento dell’universo del debito dei Mercati Emergenti.
Infine, pur potendo prevedere una pausa dei flussi verso gli Emergenti nel breve termine, nel 2016 non si sono visti forti afflussi da parte degli istituzionali, quindi resta ancora spazio affinché essi aumentino le loro posizioni sull’asset class.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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