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venerdì 18 novembre 2016

Occhi puntati sulla “Trumpnomics”

Carlo Aloisio Senior Broker Unicredit

venerdì 18 novembre 2016

Quando nello scettiscismo generale nel 1980 fu eletto a presidente Ronald Reagan, nessuno poteva immaginare che qualche anno dopo gli studenti di economia avrebbero trovato sui loro testi i principi della cosiddetta dottrina “Reaganomics” che caratterizzò il decennio con una fase espansiva dell’economia americana, dopo la depressione degli ultimi anni 70.

Il contesto globale è più difficile di allora e la globalizzazione del sistema ha un impatto immediato sulle decisioni, con immediata diffusione globale delle notizie e degli effetti sui mercati. Pertanto ogni proposta della nuova amministrazione Usa, sarà vagliata con la massima attenzione, soprattutto nella fase iniziale, con una forte influenza sui mercati. L’indirizzo politico che sembra orientare la nuova presidenza di Trump, è stato letto dai mercati in questa settimana, con un possibile rialzo dell’inflazione, aumento del debito e conseguente rialzo dei tassi.

Molti gestori hanno alleggerito le posizioni, risentendone in particolare i titoli a lunga scadenza e quelli dei paesi emergenti, mentre tutto sommato la componente azionaria internazionale ha mantenuto costanti le quotazioni. Si scommette ora su un quasi sicuro rialzo dei tassi, inoltre si guarda al fatto che Trump vorrebbe fare approvare un amnistia finanziaria, per consentire alle aziende che detengono denaro fuori dagli USA di rimpatriarlo. Alcuni analisti prevedono entrate per possibili 2.6 trilioni di dollari, con conseguente impatto positivo per il biglietto verde.

Sui governativi europei questi fattori si sono fatti sentire con un deciso rialzo dei rendimenti sia sui paesi “core” che su quelli periferici. Se prendiamo il rendimento del Bund tedesco a 10 anni che fino a qualche settimana fa quotava in terreno negativo, lo troviamo ora vicino allo 0,3%; mentre il nostro Btp decennale ha sfondato il muro del 2% di rendimento, cosa che non avveniva dal giugno del 2015. La pressione non è mancata anche sui corporate, dove gli spread si sono allargati.
Non vi sono state aste di governativi nella settimana, ma si sono riviste le agenzie di rating, con Standard&Poor che ha confermato il rating sovrano dell’Italia a BBB-, con outlook stabille.

Dopo Moody’s e Fitch, anche S&P ha confermato il rating AA+ con outlook stabile degli Stati Uniti. Fitch alza il rating dell’Ucraina a B- con outlook stabile. I bond governativi decennali, dopo la ristrutturazione, prezzano in area 89 con un rendimento vicino al 10%.
Il colosso energetico russo Gazprom, presente sul mercato obbligazionario con varie emissioni denominate sia in rubli che in altre valute forti, ha collocato nuovi bond in euro. La nuova obbligazione è stata prezzata alla pari presso investitori istituzionali, ma è scesa di un punto e mezzo una volta trattato sul secondario, a causa della debolezza del mercato. Il gruppo energetico ha raccolto 1 miliardo di euro che serviranno a rifinanziare debiti in scadenza offrendo agli investitori un tasso cedolare del 3.125%. Il bond è senior, negoziabile per importi minimi di 100.000 euro e con cedola corrisposta una volta all’anno; il rimborso è previsto in un’unica soluzione a scadenza il 17 novembre 2023. Il gruppo si è attivato anche per un road show che partirà dal 21 novembre per presentare una nuova emissione in Franchi Svizzeri.

Il Messico in vista della scadenza del bond 4,25% luglio 2017, si è portato avanti a fare funding, collocando un nuovo bond sul mercato obbligazionario in euro per 1.2 miliardi con scadenza 15 gennaio 2025 ed una cedola annua fissa del 1.375%, che riflette il rating del paese ad A3/BBB+/BBB+. Inoltre è stato fatto un incremento di 700 milioni sul titolo già in circolazione, 23 febbraio 2031, cedola fissa del 3.375%. Il “reoffer price” è stato a 114,285 che esprime un rendimento effettivo del 2,25% circa.

Pfizer, la più grande società nel mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci ha collocato sul mercato obbligazioni per 8.5 miliardi di dollari con l’emissione di titoli a tre, cinque, dieci, venti e trenta anni offrendo rendimenti che partono dal 1.70% per arrivare al 4.125% per la scadenza trentennale. Le obbligazioni hanno rating A e sono negoziabili per importi minimi di 2.000 dollari.
Tornano i social bond di Ubi. Le obbligazioni, emesse da Ubi Banca, hanno taglio minimo di sottoscrizione pari a 1.000 euro, durata 3 anni, cedola semestrale, tasso annuo lordo pari a 0.30% il primo anno, 0.45% il secondo anno e 0.60% il terzo anno. Sono in sottoscrizione dal 15 novembre al 7 dicembre 2016, salvo chiusura anticipata.

A2A prepara bond fino a 1 miliardo di euro dopo la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi del 2016. I proventi saranno utilizzati ai fini di una o più operazioni di liability management aventi ad oggetto il riacquisto o lo scambio di emissioni obbligazionarie precedentemente effettuate dalla società al fine di allungare la vita media del debito di gruppo.

World Bank ha collocato nuovi bond in lire turche sul mercato Mot con l’obiettivo di finanziare progetti di sviluppo nei paesi membri beneficiari; in questo caso la Turchia. Le obbligazioni World Bank 6.80% 2019 hanno scadenza il 16 novembre 2019, sono state collocate alla pari per un importo di 12 milioni di lire turche e corrispondono una cedola a tasso fisso del 6.80% pagabile in euro su base trimestrale il 16 febbraio, maggio, agosto e novembre. Il titolo è negoziabile pe importi minimi di 8.000 RY, circa 2.250 euro. Sempre con la stessa finalità Worl Bank ha collocato anche nuovi bond in pesos messicani. Si tratta di obbligazioni senior collocate per 75 milioni di pesos messicani con una cedola a tasso fisso del 4.10% pagabile in euro su base trimestrale il 16 febbraio, maggio, agosto e novembre. Il titolo è negoziabile per importi minimi di 40.000 pesos, circa 1820 euro e il rimborso è previsto in un’unica soluzione il 16 novembre 2019.

Tra le altre operazioni di mercato, Telecom Italia che applica la conversione sul bond convertendo 2016 al prezzo dell’azione di 0,7634, riducendo così il debito di 1.3 miliardi di euro.

Monte dei Paschi ha lanciato offerta di riacquisto su 11 bond subordinati e le obbligazioni subordinate saranno convertite in nuove azioni di Banca Mps nell’ambito dell’aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro.

La Cassa del Trentino ha dato mandato per collocare una nuova obbligazione con scadenza a dieci anni e struttura con ammortamento. L’ammontare dell’operazione è di 60 milioni di euro e il rating del bond è A3.

La tedesca Deutsche Lufthansa ha organizzato in questi giorni un roadshow tra gli investitori per presentare i suoi risultati e studiare una nuova emissione entro fine anno.

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