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martedì 22 novembre 2016

Mps: vicini al quorum. Per i broker restano i rischi del piano


Ancora poco tonica a Piazza Affari la mattinata di Monte dei Paschi, che non trae per il momento grossi benefici dalle nuove indiscrezioni di stampa sulle buone prospettive che si raggiunga il quorum del 20% del capitale all'assemblea del prossimo 24 novembre, nessario per l'approvazione del piano di rafforzamento patrimoniale da 5 miliardi di euro.
In un Ftse Mib oggi ben intonato (+1,82% a 16594 punti e maglia rosa tra le borse europee), il titolo dell'istituto di Rocca Salimbeni non tiene il passo delle altre blue chips milanesi e scambia alle 11:50 in prossimità della perfettà parità (+0,18%) a 0,2258 euro per azione e con circa 34 milioni di pezzi scambiati, ben distante dai volumi di scambio giornalieri degli ultimi tre mesi parti a circa 102 milioni di pezzi. 

Vicini alla quota del 20%?

Stando a quanto riferisce stamane il quotidiano La Repubblica, mancherebbe il 2% per raggiungere il quorum necessario per ottenere in assemblea il via libera al piano di rafforzamento e fonti interne dicono che l'obiettivo sarebbe alla portata.

Altre stime parlano di una cifra al momento intorno al 16-17%.
Dopo l'ostacolo dell'assemblea del voto, complicato dal fatto che la ricapitalizzazione è senza diritto di ozione per i soci, arriverà la proposta di conversione di 11 categorie di obbligazione subordinate, per un valore nominale di 4,3 miliardi.
Il quotidiano MF riferisce inoltre il commento di un consigliere delle scorse ore, secondo cui i membri del Cda sarebbero "fiduciosi" nella buona riuscita del piano, "nonostante la frammentazione dell’azionariato che si è fatta piuttosto forte con le ultime operazioni di Borsa".

Dal mercato non più di 2 miliardi

Secondo la Repubblica, le banche d'affari del consorzio che garantisce la ricapitalizzazione difficilmente accetteranno un'operazione sul mercato che superi i 2 miliardi; ciò implica che dalla conversione dei bond e nuovi azionisti a fermo dovrebbero arrivare almeno 3 miliardi.
La conversione dei bond starebbe comunque trovando il favore degli investitori istituzionali.

Si cita l'interesse di Generali e le stime sulla quota da riservare alla conversione sono adesso intorno ai 2 miliardi di euro contro gli 1,5 delle stime iniziali.
Sempre a proposito di obbligazioni subordinate, il quotidiano il Sole 24 Ore approfondisce questa mattina la vicenda del bond "fresh" da un 1 miliardo, dalla cui conversione i vertici sperano di ottenere alcune centinaia di milioni da aggiungere alla ripatrimonializzazione.
Sono in corso le trattativa con i detentori del titolo, in particolare la cordata guidata da Attestor.

Il ricorso al mercato

In primo piano il ruolo di Qia (acronimo della Qatar investment authority), che sempre secondo le ultime indiscrezioni potrebbe "non essere l’unico" soggetto istituzionale interessato all'operazione.
Nel corso del road show l'AD Marco Morelli e i rappresentanti di Jp Morgan e Mediobanca hanno sondato l'interesse di numerosi fondi, ma per avere un quadro definitivo sui contatti avviati dai vertici di Rocca Salimbeni si dovrà comunque attendere l'esito del voto del 4 dicembre, quando si potrà misurare la reazione dei mercati a un eventuale esito negativo del referendum: secondo la banca d’affari USA Goldman Sachs, se il Sì non otterrà la maggioranza, il piano di aumento di capitale sarebbe a forte rischio.

Cosa succede se non si raggiunge il quorum?

Gli ultimi rumors dicono che se non ci fosse il quorum del 20% si avrebbe una nuova convocazione per gennaio.

Con tutte le conseguenze negative del caso, a partire dal problema di gestire la inevitabile trattativa da avviare con Bce e le banche del consorzio di garanzia in vista di un rinvio al 2017.
Si parla anche di un "piano B", che prevede la conversione forzata di 5 miliardi di bond subordinati, da accompagnare a unita a una "ricapitalizzazione precauzionale" con intervento pubblico.

I giudizi degli analisti

Qualche commento sulle nuove indicazioni fornite dal Cda di ieri arriva stamane dagli analisti.
Per gli esperti di Banca Akros, "considerando anche gli attuali principali azionisti della banca: il Ministero dell'economia, Axa, Fintech un 16-17% del capitale sarebbe già stato raggiunto", ma restano i rischi di esecuzione dell'aumento il rating sul titolo rimane "sospeso".
Stessa posizione tenuta dai colleghi di Banca Imi, che presentano su Mps una raccomandazione 'Hold' con prezzo obiettivo in revisione.
Fonte: News Trend Online

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