-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 24 novembre 2016

Monte dei Paschi vola nel giorno dell'assemblea

Giornata decisiva nel complicato percorso a ostacoli per il rilancio di Banca Monte dei Paschi, che arriva oggi a una tappa decisiva con l'assemblea che darà il via libera al piano di rafforzamento di capitale.
A Piazza Affari il titolo Mps, che non ha fatto prezzo in apertura di contrattazione con un rialzo teorico del 10%, mette a segno al momento un rialzo del 13,6%, innescato dalla notizia arrivata ieri sera a mercati chiusi: la Bce ha dato il suo benestare al piano di risanamento all'operazione messa in campo dal consorzio a guida Jp Morgan-Mediobanca. 
Il Monte dei Paschi di Siena ha comunicato che sono arrivate le autorizzazioni della Banca Centrale Europea in merito all’operazione prospettata il 25 ottobre che prevede la cessione di un pacchetto di crediti in sofferenza e la ricapitalizzazione per 5 miliardi di euro.
Sempre ieri, intanto, l'istituto di Rocca Salimbeni aveva risposto alla richiesta di "maggiore chiarezza" da parte della Consob fornendo un'integrazione ai documenti da sottoporre all’assemblea, dove si precisa che "ad oggi, non sono allo studio operazioni alternative".

I temi dell'assemblea

L'assemblea di oggi voterà per l'elezione di Alessandro Falciai a presidente dopo le dimissioni di Massimo Tononi, ma dovrà soprattutto esprimersi sul piano di rafforzamento patrimoniale da 5 miliardi di euro.
Nei giorni scorsi era stato messo in dubbio che si arrivasse alla quota di deleghe necessaria perché l'assemblea sia condiderata valida: dubbi fugati nelle scorse ore dalla notizia del raggiungimento del quorum del 20% del capitale.
Il via libera di oggi, permetterà al cda di concentrarsi sui due capisaldi del paino di rilancio: lo smaltimento della mole di crediti deteriorati in pancia all'istituto (per un valore teorico di 26 miliardi), ma soprattuto il piano di aumento di capitale (il terzo aumento in tre anni) da 5 miliardi di euro, il cui successo è strettamente legato dalla reperimento degli investitori anchor e dal buon esito del piano di conversione dei bond subordinati messo a punto dal management.

Conversione bond: il ruolo di Generali

Proprio su questo fronte è arrivato nelle scorse ore il sostegno decisivo di Generali, che nell'ipotesi di una conversione di tutti i 400 milioni di bond subordinati detenuti sarebbe secondo azionista con l’8% alle spalle dell'anchor investor.
"Non possiamo", ha dichiarato il CEO Philippe Donnet, "fare allo stesso tempo una conversione dei bond e Atlante 2", ossia partecipare al fondo che acquisterà un’altra tranche della cartolarizzazione Mps, aggiungendo che per Generali "la conversione ha più valore."
Nel complesso, i dati forniti dalla banca prospettano un'operazione da 1,044 miliardi di euro, cifra inferiore rispetto agli 1,166 miliardi di cui si era parlato il 25 ottobre.
Alcune fonti interne alla banca considerano probabile che l'ammontare delle conversioni superi di molto l'importo minimo e le previsioni più ottimistiche si spingono fino a oltre 1,5 miliardi.

 

L'incognita referendum

Il passaggio di oggi non sarà comunque risolutivo di tutti i rischi che ancora gravano sul processo di risanamento, a cominciare dall'esito del referendum del 4 dicembre.
In caso di vittoria del no, la speranza è che le turbolenze sui mercati paventate da numerose banche d'affari e dalla stessa Bce non raggiungano livelli tali da vanificare l'impegno del consorzio di garanzia e provocare un ritiro dell'anchor investor: gli ultimi rumors parlano di tre soggetti - a cominciare dal fondo sovrano del Qatar, disposti a farsi carico dell'operazione qualunque sia l'esito del voto referendario.
L'innalzarsi della temperatura sui mercati nei confronti del rischio Italia è testimoniato dallo spread, che nelle scorse ore si è spinto fino a quota 186 punti. 
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento