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venerdì 4 novembre 2016

Messico e nuvole (scure)

È già partito il countdown per le elezioni presidenziali americane e, salvo sorprese, sapremo i risultati mercoledì 9 novembre, dopo una campagna elettorale in cui non sono mancati i colpi bassi.
Si sta discutendo molto dei possibili effetti sul mercato azionario di questa tornata elettorale.
In linea generale una vittoria di Hillary Clinton viene considerata un segnale di continuità con la precedente amministrazione Obama e, di conseguenza, in termini di volatilità ci si aspetta un impatto meno traumatico rispetto a una vittoria di Donald Trump, le cui dichiarazioni in campagna elettorale hanno messo in discussione l’operato di Janet Yellen.
In questo contesto l’attenzione degli operatori è stata però catalizzata dal peso messicano (MXN), diventato un vero e proprio barometro elettorale dopo che Trump ha dichiarato di voler rivedere il trattato di libero scambio tra USA e Messico in caso di vittoria.
Una revisione di questi accordi in senso peggiorativo produrrebbe gravi conseguenze per l’economia messicana e questa aspettativa si è tradotta in un indebolimento del peso contro il dollaro come evidenzia il grafico seguente.
Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; Novembre 2016
La debolezza della valuta messicana nel 2015 ha avuto come causa la discesa dei prezzi delle materie prime (in particolare argento e petrolio), ma è evidente come nell’ultimo anno la volatilità su questo cross sia particolarmente aumentata e abbia portato il peso a un minimo storico contro il biglietto verde.

Le oscillazioni nell’ultimo periodo hanno seguito in modo chiaro l’andamento dei sondaggi elettorali e ogni qual volta Trump ha recuperato terreno è seguita una risalita del tasso di cambio USD/MXN.
Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; Novembre 2016
La situazione è ancora più chiara osservando il grafico giornaliero: la discesa da fine settembre è stata causata soprattutto dall’andamento dei primi dibattiti e dalla diffusione di alcuni video imbarazzanti di Trump, mentre la notizia di nuove indagini dell’Fbi sulle mail di Hillary Clinton ha causato l’ultimo rialzo.

L’ultimo capitolo di questa storia verrà scritto settimana prossima e in caso di vittoria di Trump non è da escludere che il massimo di fine settembre possa essere superato.
Dagli Usa alla Gran Bretagna. Il 2016 verrà ricordato anche per il referendum sulla Brexit che ha provocato un deciso calo della sterlina.
Proprio su questo versante nella giornata di oggi, 3 novembre, la Corte Suprema ha stabilito la necessità dell’approvazione da parte del Parlamento inglese per poter procedere con la ratifica formale della Brexit. La notizia è stata diffusa poco prima della riunione della Bank of England che ha deciso di mantenere invariati i tassi d’interesse, mentre il governatore Carney ha escluso la possibilità di ulteriori stimoli, visto anche l’andamento sorprendentemente positivo del Pil nel terzo trimestre.
Il combinato disposto di queste due notizie ha portato a un rialzo della sterlina che ha recuperato i livelli precedenti al flash crash di inizio ottobre.
Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; Novembre 2016
In questo caso si tratta di una storia ancora lunga, difficilmente l’ultimo capitolo sarà scritto in tempi brevi e i colpi di scena non mancheranno nei prossimi mesi.

Fondamentale sarà anche l’azione della Fed, dopo il FOMC del 2 novembre che ha sottolineato i segnali significativi di un recupero della dinamica inflazionistica. L’aumento dei tassi è dato per scontato in dicembre; sarà fondamentale capire i passi successivi. Nel frattempo il dollaro ha anche riaggiornato i massimi contro lo yuan cinese, sfiorando il livello record di 6.80.
Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; Novembre 2016
Negli ultimi giorni c’è stato un leggero pullback, ma sia dal punto di vista fondamentale che tecnico sembra esserci spazio per ulteriori movimenti al di sopra del massimo raggiunto ad ottobre.

Aspettando l’esito delle elezioni americane, il pallino è sempre più nelle mani di Janet Yellen, le cui decisioni potrebbero dare il via ad un importante effetto domino sul mercato valutario.
A cura di Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets
Autore: CMC Markets Fonte: News Trend Online

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