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giovedì 24 novembre 2016

Mercati azionari. Analisi intraday della giornata


MERCATI AZIONARI

La distribuzione dei flussi è in questo momento ribassista nella curva europea, rating -2, mentre è inattiva quella americana per festività. Ci aspetta per oggi una giornata moderatamente tranquilla. Si avvicina il referendum costituzionale italiano, che in caso di vittoria del NO porterà effetti molto negativi sui mercati azionari, e soprattutto su quello italiano.
Non è vero ciò che dicono i media che la vittoria del NO è già nei prezzi, per il semplice fatto che l'esito del referendum è ancora piuttosto incerto. Personalmente, per i dati in mio possesso, ritengo che vincerà il NO.
Abbiamo aperto ieri una posizione short sul FIB a 16.310, ora in perdita, che manteniamo (vedere tabella A).

Non solo la manteniamo ma anzi, secondo il piano di trading di queste 2 settimane, su determinati livelli e/o tempi la incrementeremo.

EURO-DOLLARO

Correlazione inversa EUR-USD / mercati azionari. Di sicuro la tendenza di medio è ribassista. Il dollaro ha motivi per rafforzarsi (rialzo dei tassi, prosecuzione della ripresa economica), mentre l'euro ha motivi per indebolirsi (stagnazione economica, referendum italiano).
EUR-USD è avviato alla parità entro giugno 2017. In questo momento però la tendenza di breve è rialzista, ma ci concentriamo su altri fronti.

CRUDE OIL

A fine novembre ci sarà la riunione dell'OPEC che verosimilmente ratificherà la diminuzione di produzione dai 33,5 a 32,5 milioni di barili al giorno.

Non è detto che l'accordo trovato in settembre sarà mantenuto, ma nel frattempo il prezzo dovrebbe salire, proprio scontando la possibilità di accordo e il migliorato quadro generale. Sul gossip dei giorni scorsi, che parlava di un'OPEC fiduciosa di raggiungere l'accordo, c'è stata una forte presa di beneficio (di tipo "sell on news") e abbiamo chiuso le due posizioni long in trailing stop e in buon guadagno.
Ieri abbiamo riaperto una posizione long come da tabella A, che manteniamo.

PROVE TECNICHE DI REFERENDUM

Avvicinandoci alla data per il voto, alcuni movimenti dei prezzi cominciano a considerare quello che ora è il focus dei mercati, ovvero il referendum costituzionale italiano.

I sondaggi ufficiali più accreditati danno in vantaggio il NO con il 53% e il SI' al 47%. E' stato fatto un sondaggio non ufficiale su Facebook, forse meno formale ma più aderente alla realtà: il NO è in vantaggio con il 78%. Una vittoria del NO farebbe scendere i mercati azionari: per quello italiano sarebbe un crollo, per gli altri una discesa poi recuperata.
Da lì in avanti il mercato italiano sottoperformerà i mercati azionari: nelle discese perderà di più, nelle salite guadagnerà di meno.

ANALISI DEL VALORE E DEL RISCHIO

Il rischio geopolitico è percepito in forte calo.
L'elezione alla Casa Bianca di Donald Trump, lasciando invariata o leggermente migliorata la percezione della crescita degli utili U, ha compresso la percezione del rischio R.

Una dimostrazione implicita è stato il crollo repentino dell'oro. Aumenta il valore della frazione che rappresenta ogni rata di utile futuro delle aziende. L'impatto nel medio termine è dunque rialzista per i mercati azionari.
Fonte: News Trend Online

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