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mercoledì 16 novembre 2016

Mercati azionari. Analisi intraday della giornata


MERCATI AZIONARI

La distribuzione dei flussi è in questo momento leggermente rialzista: rating +2 per la curva americana, +1 per quella europea. In questo momento non ci sono le condizioni per operare. Rimanendo questo scenario rimaniamo in attesa di entrate long.

EURO-DOLLARO

Correlazione indefinita (sembra diretta) EUR-USD / mercati azionari.
Nella mattinata siamo arrivati al target con l'operazione di ieri.

CRUDE OIL

Nello scenario (per noi inatteso) di euforia creato dalla vittoria di Trump, il petrolio dovrebbe prima o poi beneficiare del clima positivo. Il gossip di ieri era per un'OPEC che si dichiarava fiduciosa per la formalizzazione dell'accordo sul taglio della produzione di petrolio.

I gossip si ascoltano per ridere, ma intanto in questi giorni il petrolio è salito davvero. A fine novembre ci sarà la riunione dell'OPEC che verosimilmente ratificherà la diminuzione di produzione dai 33,5 a 32,5 milioni di barili al giorno. Non è detto che l'accordo trovato in settembre sarà mantenuto, ma nel frattempo il prezzo dovrebbe salire, proprio scontando la possibilità di accordo e il migliorato quadro generale.
Ricordo quanto scritto prima delle elezioni americane relativamente all'ipotesi (erroneamente giudicata improbabile) di vittoria di Donald Trump.

Scenario secondario

Un'eventuale (ma ormai improbabile) vittoria di Trump determinerebbe nel breve termine una forte discesa dei mercati azionari e un indebolimento del dollaro (rialzo di EUR-USD).

Sarebbe attiva la condizione Risk off, e i flussi importanti si sposterebbero verso l'obbligazionario risk free. Probabilmente scenderebbe anche il petrolio. La generale instabilità del sistema economico-finanziario derivante da una vittoria di Trump porterebbe a uno scenario in cui la Federal Reserve frenerebbe ulteriormente il suo già blando programma di rialzo dei tassi, e porterebbe ad una qualche forma di prosecuzione dello stimolo monetario.
Nel medio termine questo potrebbe trasformarsi in un motivo di forza, che potrebbe allungare la fase storica di rialzo dei mercati azionari che continua dal 2009.

ANALISI DEL RISCHIO

Il rischio geopolitico è percepito in forte calo.
Privato dei finanziamenti, delle armi e delle coperture di cui ha goduto per anni, e che gli hanno permesso di invadere un ampio territorio, costituire uno stato, e soprattutto di poter colpire liberamente in ogni parte del mondo con attentati devastanti, ora l'ISIS in poche settimane verrà debellato da ogni zona dell'Africa e dell'Asia.

Da ora e per i prossimi due anni non ci saranno più attentati in Europa, ma solo nelle zone di guerra in Asia, in Africa e in Turchia, e saranno rubricati come azioni di guerra. Anche i rapporti degli Stati Uniti con la Russia, giunti negli ultimi anni alle soglie della guerra fredda, si normalizzeranno entro pochi mesi.
Kiev perderà l'appoggio americano e anche la guerra civile ucraina in breve tempo finirà. Non finirà a breve la guerra in Siria perché lì il quadro è veramente complicato.
I mercati hanno immediatamente percepito queste novità e hanno iniziato a prezzare il rischio in modo diverso, soprattutto per quanto riguarda il Fair value dei titoli azionari presi singolarmente o in aggregato, e dunque dei mercati azionari.
Fonte: News Trend Online

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