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lunedì 14 novembre 2016

Mercati azionari. Analisi intraday della giornata


MERCATI AZIONARI

La distribuzione dei flussi è in questo momento molto rialzista: rating +3 per la curva americana e +2 per quella europea; tendenza di breve al peggioramento. Come argomentato nelle pagine seguenti anche l'analisi economica sostiene l'ipotesi di una prosecuzione del rialzo nel medio termine.
Alle ore 12,25 abbiamo assunto e già chiuso in guadagno una posizione long sul FIB come da tabella A, in considerazione di tutto ciò e dell'ottimo rapporto risk-reward dell'operazione, e una analoga è indicata come dipendente in Tabella A per il MINISP (senza rating poiché apparentemente controtrend).

Faremo 1-2 altre operazioni simili nella giornata. In realtà quando la distribuzione dei flussi è così estrema, non di rado segnala un generalizzato sell-off, e in questo caso siamo destinati a prendere uno stop loss. Vedremo.

EURO-DOLLARO

Correlazione inversa accademica EUR-USD / mercati azionari.

CRUDE OIL

Nello scenario (per noi inatteso) di euforia creato dalla vittoria di Trump, il petrolio dovrebbe prima o poi beneficiare del clima positivo.

I gossip più recenti dicono di una Russia che non accetterà gli accordi di settembre per ridurre la produzione di petrolio. I gossip si ascoltano per ridere e per capire dove le mani forti vogliono condurre i movimenti di brevissimo, e nient'altro. A fine novembre ci sarà la riunione dell'OPEC che verosimilmente ratificherà la diminuzione di produzione dai 33,5 a 32,5 milioni di barili al giorno.
Non è detto che l'accordo trovato in settembre sarà mantenuto, ma nel frattempo il prezzo dovrebbe salire, proprio scontando la possibilità di accordo e il migliorato quadro generale. Manteniamo la posizione, sebbene in perdita.
Ricordo quanto scritto prima delle elezioni americane relativamente all'ipotesi (erroneamente giudicata improbabile) di vittoria di Donald Trump.

Scenario secondario

Un'eventuale (ma ormai improbabile) vittoria di Trump determinerebbe nel breve termine una forte discesa dei mercati azionari e un indebolimento del dollaro (rialzo di EUR-USD).

Sarebbe attiva la condizione Risk off, e i flussi importanti si sposterebbero verso l'obbligazionario risk free. Probabilmente scenderebbe anche il petrolio. La generale instabilità del sistema economico-finanziario derivante da una vittoria di Trump porterebbe a uno scenario in cui la Federal Reserve frenerebbe ulteriormente il suo già blando programma di rialzo dei tassi, e porterebbe ad una qualche forma di prosecuzione dello stimolo monetario.
Nel medio termine questo potrebbe trasformarsi in un motivo di forza, che potrebbe allungare la fase storica di rialzo dei mercati azionari che continua dal 2009.

ANALISI DEL RISCHIO

Il rischio geopolitico è percepito in forte calo.
Privato dei finanziamenti, delle armi e delle coperture di cui ha goduto per anni, e che gli hanno permesso di invadere un ampio territorio, costituire uno stato, e soprattutto di poter colpire liberamente in ogni parte del mondo con attentati devastanti, ora l'ISIS in poche settimane verrà debellato da ogni zona dell'Africa e dell'Asia.

Da ora e per i prossimi due anni non ci saranno più attentati in Europa, ma solo nelle zone di guerra in Asia, in Africa e in Turchia, e saranno rubricati come azioni di guerra. Anche i rapporti degli Stati Uniti con la Russia, giunti negli ultimi anni alle soglie della guerra fredda, si normalizzeranno entro pochi mesi.
Kiev perderà l'appoggio americano e anche la guerra civile ucraina in breve tempo finirà. Non finirà a breve la guerra in Siria perché lì il quadro è veramente complicato.
I mercati hanno immediatamente percepito queste novità e hanno iniziato a prezzare il rischio in modo diverso, soprattutto per quanto riguarda il Fair value dei titoli azionari presi singolarmente o in aggregato, e dunque dei mercati azionari. 
Fonte: News Trend Online

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