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martedì 22 novembre 2016

L’Occidente offre da bere al Dragone

Il frigo dei cinesi si riempie di occidente. I brand di soft drink – soprattutto americani – e della birra hanno investito molto negli ultimi anni nel paese asiatico e i trend demografici ed economici in atto nella regione promettono di dare una spinta anche in futuro.
“I dati dimostrano come il consumo di bevande gasate cresca di pari passo con il miglioramento dell’economia.
Questo ci porta a concludere che la Cina continuerà a essere il mercato più prospero per le società del settore, anche se le previsioni per i prossimi anni sono meno ottimistiche rispetto a qualche tempo fa”, dice Adam Fleck responsabile della ricerca Morningstar per il settore beni di consumo difensivi.

Coca-Cola cresce grazie al brand

All’interno del contesto competitivo, dicono gli analisti, Coca-Cola, sarà l’azienda che meglio riuscirà a sfruttare questa tendenza.

“La forza del brand è l’asset di maggior valore del gruppo americano. Grazie ad esso riesce a sopperire al calo dei volumi sui mercati occidentali alzando i prezzi di vendita, e ci aspettiamo riesca a portare avanti questa strategia anche in Cina, dove la crescita del reddito medio contribuirà a spostare i consumi delle famiglie su prodotti di fascia medio-alta”, prosegue Fleck.
“Nonostante il calo delle vendite in Nord America, la dismissione di asset scarsamente redditizi permetterà comunque al gruppo di migliorare i margini di profitto.

Sulla base di tali aspettative stimiamo un fair value pari a 44,50 dollari (report pubblicato in data 26 ottobre 2016), che vale al titolo un Rating Morningstar di tre stelle”

AB Inbev più forte grazie a SABMiller

Scenario leggermente diverso per l’industria della birra in Cina.
Le stime per i prossimi anni indicano un andamento piatto dei volumi di vendita e una perdita di quote di mercato a favore dei superalcolici, ma la crescita del settore (stimata attorno al 3% nei prossimi cinque anni) sarà comunque garantita dallo spostamento delle preferenze dei consumatori verso i marchi premium (di qualità e prezzo maggiore).

“Questa tendenza premia maggiormente le aziende straniere, come AB Inbev (ABI), a discapito di quelle locali, come Tsingtao”, dice Phil Gorham analista azionario di Morningstar.
“Il gruppo belga è leader indiscusso nel settore grazie a 17 tra i brand più importanti al mondo che generano ognuno oltre un miliardo di dollari di fatturato e a economie di scala inarrivabili per qualsiasi altro player.
Inoltre, la decisione di acquisire SABMiller, uno dei maggiori competitor nei mercati emergenti, ha l’obiettivo di sfruttare le sinergie con la società britannica e di guadagnare quote di mercato in Cina”.
La valutazione del fair value del titolo, pari a 112 euro (report pubblicato in data 9 novembre 2016), non tiene conto del valore che potrebbe derivare dall’ultima operazione di M&A, ma si basa sulle previsioni per i prossimi cinque anni che indicano una crescita media del fatturato del 3% e un’espansione di circa 500 punti base del margine operativo.

Nell’ultimo mese le azioni ABI hanno ceduto oltre il 16% della propria capitalizzazione di mercato in scia alle speculazioni legate ai riflessi negativi sul business dell’azienda del risultato elettorale negli Usa e ora sono scambiate a un tasso di sconto del 15%.
Di Francesco Lavecchia
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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