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martedì 1 novembre 2016

L'Europa non trova sostegno nella Cina. Sale solo Piazza Affari


La seduta odierna si è conclusa all'insegna degli acquisti per le Borse asiatiche, a partire da quelle cinesi che hanno visto lo Shanghai Composite e l'Hang Seng salire rispettivamente dello 0,7% e dello 0,9%. 
A sostenere gli acquisti sono state le buone notizie arrivate dal fronte macro con gli indici relativi all'attività manifatturiera sui massimi da oltre due anni.
L'indagine curata dall'ufficio nazionale di statistica ha mostrato un indice in rialzo da 50,4 a 51,2 punti, mentre l'indice Caixin è aumentato da 50,1 a 51,2 punti, rispetto ai 51,2 del consensus.


In lieve progresso anche la Borsa giapponese che ha visto il Nikkei 225 terminare gli scambi con un frazionale rialzo dello 0,1%. La Bank of Japan non ha riservato sorprese, confermando i tassi di interesse a -0,1% e l'obiettivo di un tasso del titolo decennale nipponico intorno allo zero.
Mattinata incerta per le Borse europee che dopo un avvio positivo hanno cambiato direzione di marcia scivolando al di sotto della parità, salvo tentare un nuovo recupero, riuscito solo in parte per ora.

Il Ftse100 sale dello 0,02%, mentre il Dax30 e il Cac40 calano rispettivamente dello 0,12% e dello 0,13%.
In lieve progresso Piazza Affari dove il Ftse Mib si presenta in area 17.150 punti, con un vantaggio dello 0,12%. 
Tra le blue chips in controtendenza segnaliamo CNH Industrial che perde il 2,54% all'indomani dei risultati del terzo trimestre.
Vendite su STM che arretra del 2,01% complici le prese di profitto dopo la corsa al rialzo innescata dai conti trimestrali.
Il netto calo accusato ieri dal petrolio penalizza Tenaris che arretra dell'1,24%, seguito da ENI che cede lo 0,23%, mentre Saipem prova a mantenersi a galla con un rialzo dello 0,13%.
Spunti positivi nel settore bancario nel quale sono preceduti dal segno meno solo Banca Popolare di Milano e Banco Popolare con un rosso dello 0,1% e dello 0,08%, mentre Ubi Banca e Unicredit salgono dello 0,24% e dello 0,44%m preceduti da Intesa Sanpaolo che avanza dello 0,57%.
Un po' più avanti troviamo Banca Monte Paschi che sale dello 0,86% con l'AD del gruppo, Marco Morelli, che si prepara ad un lungo viaggio in Oriente dopo aver raccolto l'interesse di alcuni fondi sovrani arabi ad investire nell'istituto senese.


Ad avere la meglio tra i bancari sono Mediobanca e Banca Popolare dell'Emilia Romagna che mostrano un rialzo rispettivamente dell'1,95% e dell'1,45%.
Denaro su Fca che si apprezza dell'1,05% alla vigilia dei dati relativi alle immatricolazioni di auto in Italia ad ottobre. In positivo anche Telecom Italia che avanza dello 0,82% sulla scia dei buoni risultati di TIM Brasil e in attesa dei conti del terzo trimestre in arrivo venerdì prossimo. 
Sul fronte macro Usa oltre all'indice settimanale Redbook, relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene Usa, sarà diffuso il dato finale dell'indice PMI manifatturiero che ad ottobre dovrebbe attestarsi a 53,2 punti, in linea con la lettura preliminare.

L'indice ISM manifatturiero di ottobre è visto in salita da 51,5 a 51,7 punti, mentre le spese per costruzioni a settembre dovrebbero salire dello 0,5%, in deciso recupero rispetto al calo dello 0,7% precedente.
Prima dell'avvio degli scambi saranno diffusi i risultati trimestrali di Kellogg e di Pfizer dai quali ci si attende un utile per azione pari rispettivamente a 0,87 e a 0,62 euro.
Fonte: News Trend Online

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