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mercoledì 23 novembre 2016

Le banche spingono giù il Ftse Mib. Attesi numerosi dati Usa


Dopo gli spunti positivi delle ultime due sedute, le Borse europee quest'oggi fanno i conti con l'incertezza, non riuscendo a muoversi tutte nella stessa direzione di marcia. I nuovi record storici segnati ieri a Wall Street non offrono un sostegno ai listini del Vecchio Continente che dopo una partenza incerta proseguono in maniera contrastata.
Il Ftse100 sale dello 0,49%, mentre il Cac40 e il Dax30 scendono entrambi dello 0,4%.
Sul fronte macro è stato reso noto il dato preliminare dell'indice PMI manifatturiero che a novembre in Europa si è attestato a 54,1 punti, in rialzo rispetto ai 53,5 del mese precedente e al di sopra dei 53,3 messi in conto dagli analisti.


L'indice PMI servizi è cresciuto da 52,8 a 54,1 punti, battendo anche in questo caso le previsioni fissate a 53 punti.
In Germania a novembre l'indice PMI manifatturiero è sceso da 55 a 54,4 punti, contro i 54,8 del consensus, mentre l'indice PMI servizi è aumentato da 54,2 a 55 punti, contro i 54,4 stimati dal mercato.

In Francia l'indice PMI manifatturiero a novembre è sceso da 51,8 a 51,5 punti, appena sopra i 51,4 previsti dagli analisti, mentre l'indice PMI servizi è aumentato da 51,4 a 51,6 punti, contro i 51,4 del consensus. 
A calare più degli altri è Piazza Affari che vede il Ftse Mib scendere verso area 16.300 con un ribasso dell'1,21%.


Tra le blue chips capaci di muoversi in controtendenza troviamo Fca che sale dell'1,2% dopo che Goldman Sachs ha ribadito la raccomandazione "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 8 a 10,6 euro. 
Bene A2A che avanza dell'1,02% e si muovono poco sopra la parità Recordati e Luxottica con un vantaggio dello 0,2%, seguiti da Terna, Saipem ed ENI che oscillano sui valori del close di ieri.
Vendite sui bancari a partire da Banca Monte Paschi che lascia sul parterre quasi il 4%, dopo che il gruppo ha fatto sapere che la tranche junior della cartolarizzazione delle sofferenze, la cosiddetta tranche equity, da 1,583 miliardi di euro che sarà sottoscritta dalla banca senese e distribuita agli azionisti, è attualmente oggetto di valutazione da parte di un perito esterno.
Pesanti Banca Popolare di Milano e banco Popolare che accusano un ribasso del 4,17% e del 3,9%, complici i rumors secondo cui l'autorità di vigilanza avrebbe rilevato ulteriori problemi di sottocopertura sui Non performing loan per un ammontare tra 1 e 2 miliardi di euro.


In rosso di quasi il 4% anche Mediobanca e Banca Popolare dell'Emilia Romagna, seguiti da Unicredit e Intesa Sanpaolo che perdono il 3,47% e il 2,81%, mentre Ubi Banca cede il 2,38%.
Prova a difendersi Telecom Italia che cede lo 0,4% dopo che Vivendi, in seguito alla diluizione della sua partecipazione nel capitale del gruppo telefonico dal 24,68% al 21,91%, ha reso noto di aver acquistato ulteriori azioni con l'obiettivo di portare la sua partecipazione ai livelli precedenti.
Sul fronte macro Usa oggi sarà reso noto l'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, ma ben più rilevante sarà l'aggiornamento sugli ordini di beni durevoli che nella versione preliminare di ottobre dovrebbero mostrare una variazione positiva dell'1,1%, in recupero rispetto al calo dello 0,3% precedente, mentre al netto della componente trasporti si stima un rialzo dello 0,3% contro lo 0,1% precedente.
Le richieste di sussidi di disoccupazione dovrebbero salire da 235mila a 243mila unità e in agenda troviamo anche l'indice PMI manifatturiero di Markit riferito al mese di novembre.
Per il dato finale della fiducia Michigan di novembre si stima un calo a 89,5 punti rispetto ai 91,6 dell'indicazione preliminare, ma in rialzo in confronto agli 87,2 punti della versione definitiva di ottobre.
Le vendite di nuove case ad ottobre dovrebbe calare da 593mila a 587 mila unità e nel pomeriggio sarà diffuso il consueto report sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell'energia.


Due ore prima della chiusura di Wall Street saranno diffuse le minute del FOMC, ossia i verbali dell'ultima riunione della Fed tenutasi lo scorso 2 novembre.
Prima dell'apertura di Wall Street saranno resi noti i conti degli ultimi tre mesi di Deere & Co. dai quali ci si attende un utile per azione pari a 0,4 dollari.
Fonte: News Trend Online

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