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lunedì 7 novembre 2016

L'Angolo del Trader


Intesa Sanpaolo nell'ultima seduta della scorsa settimana ha perso terreno, nonostante dati trimestrali migliori delle attese: l'utile netto nel trim3 si è attestato a 628 milioni di euro, superiore rispetto al consensus Reuters (otto analisti intervistati) di 552 milioni. Alcuni broker hanno confermato i giudizi positivi sul titolo, mentre S&P Global, oltre a ribadire la raccomandazione buy, ha anche alzato il target price da 2,20 a 2,40 euro.
Il quadro grafico di breve termine per Intesa Sanpaolo appare incerto dopo la correzione originata dal test delle resistenze a 2,20/2,25 euro vista nelle ultime sedute. Fondamentale sarà la tenuta di 1,98, dove transita attualmente la linea che sale dal minimo di fine giugno: in caso di rottura probabile approfondimento verso 1,80/1,85 almeno.

Eventuali sviluppi positivi nel medio/lungo periodo sono legati a doppio filo alla capacità del titolo di superare i citati 2,20/2,25, massimi allineati di settembre/ottobre e supporto dinamico tra febbraio e giugno: in caso di successo seguirebbero estensioni verso 2,50 e 2,75/2,80.
Debole Mediobanca che prolunga la correzione dai massimi a 7,12 euro dello scorso 28 ottobre, data di pubblicazione di una trimestrale chiusasi con un utile in crescita del 10,8% a 270,7 milioni di euro e quindi con il miglior risultato trimestrale del 2008.

Secondo indiscrezioni Francesco Canzonieri (ex Barclays) è in predicato per il nuovo incarico di global country head per l'Italia nell'ambito della riorganizzazione del corporate investment banking di Piazzetta Cuccia. Il manager è in questo periodo molto attivo sul fronte dello spinoso dossier MPS, che segue insieme a Guido Nola di JP Morgan.
Il brusco dietro front messo a segno dalle quotazioni, dopo aver superato in area 6,90 la linea che univa i massimi decrescenti da inizio anno, ha quindi alimentato la convinzione di essere in presenza di una falsa rottura, di una "bull trap", di un tentativo fallito di salire oltre l'ostacolo dal quale è poi scaturita una veloce discesa.

Ulteriori segnali negativi verrebbero sotto area 6,30 e farebbero temere un affondo a 5,90 almeno. Una stabilizzazione sopra 6,30 e la rottura di 6,70/6,75 farebbero invece tornare il sereno sul grafico del titolo. Possibile in quel caso un allungo verso almeno 7,40 euro, top di marzo.
Chiusura di ottava in netta controtendenza per Tenaris che arriva a guadagnare quasi il 6% spingendosi fino a quota 13,02 euro dopo aver chiuso giovedi' a 12,29 euro.
I prezzi si sono poi stabilizzati poco al di sotto dei 13 euro, con un guadagno ancora molto esteso, soprattutto se paragonato con la seduta debole del Ftse Mib. Al mercato e' piaciuta la trimestrale sopra le attese: nel terzo trimestre 2016 Tenaris ha realizzato ricavi netti pari a 1,049 miliardi di dollari, in calo del 33% rispetto ad un anno prima e del 6% rispetto al trimestre precedente.

Le buone notizie giungono dal risultato netto che torna positivo per 17 milioni contro la perdita di 355 milioni del terzo trimestre 2015 e il rosso di 13 milioni del trimestre precedente. L'EBITDA si è attestato a 154 milioni (-36% a/a, +24% t/t), in calo ma molto al di sopra delle stime (+18,4% t/cons).
Il rimbalzo ha permesso ai prezzi di avvicinare il lato alto del gap ribassista del 31 ottobre, posto a 13,08 euro, una resistenza che dovra' essere superata perche' il titolo possa proseguire nella strada del recupero dei massimi di ottobre a 13,55 euro, allineati con quelli di luglio e quindi forte resistenza.

Oltre quei livelli la recente fase di debolezza verrebbe archiviata come conclusa e i prezzi potrebbero tentare il test in area 15 euro del lato alto del canale che sale dai minimi di febbraio. La mancata rottura di 13,08 (ma anche quella di area 13,55) potrebbero invece ripresentare il rischio di ribassi: c'e' anche un ampio gap rialzista apertosi il 29 settembre a 11,53, alla base del movimento avviatosi dai minimi di fine settembre, un vuoto che il mercato potrebbe essere tentato di ricoprire prima di avviare eventualmente una nuova stagione rialzista.

Molto grave sarebbe invece la violazione dei minimi di inizio agosto a 11,07 euro, sotto quei livelli infatti tutte le oscillazioni disegnate dal top di luglio si dimostrerebbero un ampio "doppio massimo", figura ribassista con obiettivi in area 8,67 euro.
(SF)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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