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venerdì 25 novembre 2016

L'Angolo del Trader

Buona performance ieri per Buzzi Unicem che ha sfruttato la forza del dollaro, salito contro euro sui massimi da marzo 2015. La Federal Reserve si è mostrata ancora divisa sulla tempistica del rialzo dei tassi d'interesse ma i verbali relativi all'incontro dell'1-2 novembre del Federal Open Market Committee (pubblicati mercoledì sera) rafforzano le aspettative sul fatto che l'incremento arrivi alla fine proprio in dicembre, fornendo ulteriore sostegno al dollaro.
La multinazionale del cemento con sede a Casale Monferrato è particolarmente esposta sul biglietto verde in quanto gli USA sono di gran lunga il suo mercato più importante, con il 42% dei ricavi totali e ben il 61% del margine operativo lordo totale (dati dei primi nove mesi del 2016), una quota di mercato del 9%, con 8 stabilimenti e 2305 dipendenti.

Buzzi Unicem si mantiene in vista dei massimi della scorsa ottava a 20,85, in attesa degli spunti per riattivare l'uptrend in direzione di obiettivi a 21,80 e 24. Sotto 19,60 probabile un test di area 19, con rischio di assistere a una correzione verso 18,30/18,40, ex resistenze divenute sostegni decisivi per scongiurare il ritorno sul minimo di inizio novembre a 16,96.
Acquisti giovedi' su Banca Carige grazie a indiscrezioni di stampa secondo cui l'a.d.
Guido Bastianini durante il cda di ieri ha dato conto di un colloquio con la vigilanza BCE: quest'ultima avrebbe concesso una proroga di un mese (fino a fine febbraio) per la presentazione del piano industriale aggiornato contenente l'accelerazione nella cessione dei crediti deteriorati chiesta dall'Eurotower il 27 ottobre scorso.

La Bce al momento propone come obiettivo di arrivare nel 2019 a un ammontare di npl di 3,7 miliardi dai 7,1 miliardi del 30 settembre del 2016 e un livello di coverage del 42%. Piu' in generale Bastianini avrebbe riscontrato maggiore apertura da parte della BCE nel ridiscutere tempistica e coperture sul tema npl.
Infine, il cda avrebbe confermato la vendita a inizio 2017 della prima tranche da 0,9-1,0 miliardi di euro di sofferenze. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 0,268 euro dopo aver chiuso mercoledi' a 0,2514 euro. Per inviare un segnale di forza duraturo tuttavia i prezzi dovrebbero superare i minimi di luglio a 0,2772 euro, violati al ribasso il 18 novembre dopo ripetuti tentativi a settembre e a inizio novembre.

Oltre area 0,28 il titolo rientrerebbe nella fase laterale disegnata da luglio compresa appunto tra area 0,28 e 0,40 euro. Alla rottura di 0,313 probabile poi un tentativo di avvicinamento di 0,40. Fino a che i prezzi rimarranno al di sotto di 0,28 vi sara' invece un rischio elevato di discese verso i 0,163 euro (supporto intermedio a 0,207): le oscillazioni contenute nella fase laterale verranno considerate un "rettangolo", figura di continuazione della precedente tendenza ribassista (attiva da aprile) che dopo la violazione del minimo di luglio sembra destinata a proseguire con target ottenuto proiettando l'ampiezza della fase laterale stessa verso il basso dal punto della sua rottura.
Buone notizie per *Hera *che, tramite Hera Comm (società di vendita del gruppo), ha vinto la gara per la gestione del servizio di energia elettrica di salvaguardia in undici regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Umbria, Sardegna, Campania, Abruzzo, Calabria e Sicilia.

Il fatturato annuo derivante dalla gestione di questo servizio è stimato pari a circa 500 milioni di euro, oltre 50 milioni in più ogni anno rispetto al periodo precedente (Hera Comm gestisce il servizio dal 2009), e determinerà un significativo miglioramento dei risultati del Gruppo Hera nell'area commerciale elettrica sia a livello di margine operativo lordo (che nel 2015 è stato pari a 65 milioni di euro) sia di utile operativo.
La notizia potrebbe aiutare il titolo nel dare il via a un difficile tentativo di rimonta. Le quotazioni nelle ultime settimane hanno infatti subito una notevole accelerazione al ribasso avvicinandosi a 1,75/1,80 euro, area che sin dal 2009 ha funzionato alternativamente, e in modo molto efficace, da supporto e resistenza.

L'eventuale violazione di questo riferimento decreterebbe l'inversione della tendenza ascendente in forza dal 2012. Primi segnali positivi oltre 2,06, ma un concreto miglioramento del quadro grafico di breve termine è atteso solo a seguito della stabilizzazione delle quotazioni sopra 2,17, ex supporto rappresentato dal minimo di inizio ottobre.
(SF)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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