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giovedì 17 novembre 2016

L'Angolo del Trader


Generali nervosa mercoledi'. Il titolo ha infatti toccato un massimo intraday a 11,81 punti, superiore alla chiusura di martedi' a 11,74, ma ha poi virato in negativo scendendo fino a quota 11,50. Generali secondo il Sole 24 Ore starebbe valutando la conversione in azioni dei bond MontePaschi e alla fine dell'operazione potrebbe arrivare a possedere fino al 7-9% del capitale della banca.
Generali possiede infatti circa 400 milioni di titoli obbligazionari che potrebbero rientrare nella proposta di trasformazione in azioni. L'adesione alla conversione Mps porterebbe la compagnia assicurativa annullare il suo impegno di investimento di 200 milioni di euro nel fondo Atlante 2. Morgan Stanley ha confermato il giudizio Equal Weight sul titolo ma ha tagliato il target price a 13,6 euro da 14,4 euro.

Banca Imi, in attesa dell'Investor Day della prossima settimana, conferma la sua visione positiva sul titolo con giudizio "buy" e con prezzo obiettivo a 16 euro. Secondo Icbpi la compagnia dovra' valutare attentamente l'operazione poiche' essa aumenterebbe in modo rilevante il profilo di rischio del proprio attivo.
Generali inoltre diventerebbe azionista di peso di una banca che ha accordi commerciali storici, anche se in scadenza nel marzo 2017, per la distribuzione di polizze Axa, che e' a sua volta socio del gruppo per il 3,17%. Recentemente Generali ha annunciato i risultati del terzo trimestre del 2016 che vedono l'utile operativo di 1,1 miliardi di euro, in linea con il consensus degli analisti, l'utile netto di 400 milioni di euro, inferiore al consensus che era di 494 milioni.

I primi nove mesi si sono chiusi con un utile netto ridotto del 5,9% a 1,6 miliardi di euro e con un utile netto operativo superiore ai 3,6 miliardi, in calo del 5,6%. Dopo i dati Ubs aveva alzato il target price a 14,40 euro da 13,70 euro e aveva confermato il giudizio "buy". I prezzi si mantengono comunque nella parte centrale di canale formato attorno alla retta di regressione lineare calcolata a partire dai minimi di luglio, praticamente orizzontale e in transito in area 11,65.
Solo in caso di discese al di sotto della media mobile a 100 giorni, a 11,35, rischio di movimenti verso la base del canale, passante a 10,65 euro. L'eventuale violazione anche di questi livelli porterebbe al test dei minimi di luglio a 9,76. La tenuta di 11,35 e la rottura dei 12 euro lascerebbero invece spazio al test del lato alto del canale orizzontale, a 12,68 euro, praticamente allineato con il gap ribassista del 24 giugno.

La rottura di area 12,68 sarebbe un segnale di forza rilevante, permetterebbe di considerare tutta la fase disegnata dai minimi di luglio come un trampolino a partire dal quale i prezzi potrebbero salire a testare i massimi di aprile a 13,93 euro e quelli di marzo a 14,11 euro.
In ottima forma *Biesse *in scia ai dati del terzo trimestre presentati venerdì scorso: ricavi consolidati netti 152,7 milioni di euro (+27,7% a/a), utile netto 9,1 milioni di euro (+108,8% a/a).
Il titolo riesce dunque ad allungarsi oltre i massimi da oltre un anno in area 16,50, gettando le basi per rilanciare l'uptrend partito nei mesi estivi verso 18,90 almeno, record del 2015 e target ottenuto proiettando l'ampiezza del doppio minimo che i prezzi hanno disegnato tra febbraio e luglio di quest'anno da area 10,20.

Nella direzione opposta, solo discese sotto il minimo del 9 novembre a circa 14,40 potrebbero vanificare gli sforzi recenti introducendo al test dei primi supporti a 13,50, media mobile a 100 giorni.
Importante accordo per Beni Stabili che ha definito le condizioni per la costituzione della maggiore SICAF immobiliare italiana a cui il gruppo conferirà il proprio portafoglio locato a Telecom Italia (oltre 1,5 miliardi di euro in base al valore di perizia di fine giugno 2016), unitamente al relativo debito (810 milioni di euro).

Beni Stabili manterrà il 60% del capitale sociale del nuovo veicolo mentre Credit Agricole ed EDF Invest (Gruppo EDF) acquisiranno ciascuno il 20% della SICAF. L'operazione conferma l'interesse degli investitori internazionali per il settore immobiliare italiano e rappresenta una fase essenziale della strategia adottata da Beni Stabili a partire dalla fine del 2015.
Il titolo potrebbe trarre lo spunto per interrompere la fase discendente che ne ha riportato i corsi a ridosso dei minimi allineati a 0,47/0,48 euro, supporti determinanti nel lungo periodo al fine di scongiurare il rischio di inversione della tendenza ascendente partita a fine 2011. Concreti segnali di forza solo oltre 0,5175 per 0,5470 e 0,5650.
(SF)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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