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giovedì 10 novembre 2016

L'Angolo del Trader


Forte accelerazione ieri per* Buzzi Unicem* che ha approfittato della pioggia di acquisti che ha investito i settori infrastrutture e cemento, galvanizzati dalla vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali USA. Il miliardario in campagna elettorale ha promesso grandi investimenti nell'ammodernamento delle infrastrutture, dai trasporti alle reti idriche e di telecomunicazioni fino all'acciaio.
Gli USA sono di gran lunga il mercato più importante per Buzzi Unicem, con il 42% dei ricavi totali (dati del 1° semestre 2016) e una quota di mercato del 9%, con 8 stabilimenti e 2305 dipendenti. Il titolo ieri è arrivato a un soffio dal massimo pluriennale a 19,76 euro toccato a fine agosto: una vittoria confermata in chiusura di seduta su questo riferimento determinerebbe la riattivazione della tendenza ascendente partita a settembre 2011 verso 21,70 almeno.

Flessioni fin sui 18,30 circa sarebbero fisiologiche, mentre in caso di rottura di area 17 prenderebbe il via una correzione verso 14,00/14,50.
Momento difficile per Mediaset crollata su livelli di maggio 2013. Il terzo trimestre è andato in archivio con una perdita netta di 88,8 milioni di euro anche a causa di oneri straordinari per 50 milioni di euro connessi all'accordo con Vivendi su Premium.
A tal proposito il CFO Giordani ha ribadito che non c'è altro scenario se non quello dell'esecuzione degli accordi da parte di Vivendi: zero spazi per una mediazione o un nuovo contratto. Nella seduta di mercoledì il titolo ha travolto il supporto a 2,40 euro circa, minimi di ottobre 2014, scivolando fino a quota 2,20 su livelli che non si vedevano dal maggio 2013.

Il rischio che la flessione prosegua fino ai 2 euro circa è molto alto sebbene l'eccesso negativo segnalato dagli oscillatori tecnici, in zona di ipervenduto, potrebbe favorire una reazione verso almeno area 2,55. Si tratterebbe in ogni caso di un movimento correttivo del trend ribassista avviato un anno fa.
Denaro su Recordati (e DiaSorin, ma in misura minore) grazie alla sconfitta di Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali USA.
La candidata democratica aveva infatti in programma una battaglia contro le multinazionali farmaceutiche per l'abbassamento dei prezzi dei medicinali. In termini di esposizione dell'Ebitda all'America Recordati ha comunque meno del 5%. Recentemente Banca Imi aveva alzato il prezzo obiettivo su Recordati da 26,5 a 27,1 euro e aveva confermato la raccomandazione "hold".

Gli analisti avevano anche rivisto leggermente al rialzo le stime di Ebit per il 2016-2017 rispettivamente del 2,2% e dell'1,8%. I massimi intraday di Recordati di quota 26,97 (close martedi' a 25,79 euro) hanno permesso ai prezzi di salire al di sopra della trend line ribassista disegnata dal top di inizio ottobre, passante a 26,70 circa, segnalando un miglioramento del quadro grafico.
Oltre la media mobile a 50 giorni, a 27,20 ulteriori indicazioni positive favorevoli al test di area 28,55, lato superiore del canale ribassista che parte dai massimi di inizio agosto. Il superamento anche di quei livelli potrebbe anticipare la ripresa dell'uptrend rialzista di medio termine, attivo da febbraio, con obiettivi anche al di sopra del picco di agosto a 29,74 euro.

Solo sotto i 26 euro rischio di discese a testare a 24,45 il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di febbraio, supporto critico anche il ottica di medio periodo.
(SF)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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