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mercoledì 9 novembre 2016

La volatilità non fa più paura: Brexit, Trump e… Renzi?

Le Borse mondiali nel 2016 hanno dovuto fare il conto con il recente passato, la Brexit, affrontare il difficile presente, ossia l’elezione di Trump, per apprestarsi a concludere l’anno il mese prossimo con il referendum italiano, vitale per la stabilità politica italiana (quindi europea), immediatamente seguito dalle decisioni della Fed sui tassi.
“Non tutto il male viene per nuocere” in un mondo dove i prezzi seguono più le aspettative legate alle Banche Centrali che quelle relative ai Governi visto che la vittoria di Trump rende meno probabile un aumento dei tassi a dicembre da parte della Fed.     Dal 4 dicembre al 14 dicembre probabilmente si avranno giornate borsistiche con alta volatilità…oppure no, visto come si è comportato il vix nel giorno di Trump.

Cosa ci comunicano i grafici?
  1. La volatilità dello S&P500 è stata altissima nel 2008 (Lehman Brothers), relativamente alta nel 2011 (crisi debito Europa) e nell’estate 2015 (crisi Cina), alta ma non eccessivamente nel giugno 2016 (Brexit), praticamente impercettibile al momento per le elezioni americane con la vittoria di Trump (è necessario aspettare però la conferma dei prossimi giorni).
  2. L’indice più debole è sempre il nostro FtseMib che si trova molto al di sotto del livello dei massimi del giorno prima della Brexit mentre lo S&P500 e il Dax sono su livelli superiori.
La questione è semplice: o il mercato sta già scontando la vittoria del “no” al referendum e quindi i prezzi recuperano meno dai livelli pre-Brexit, rispetto a Usa e Germania, oppure incorpora una inaspettata vittoria del “sì”; c’è anche la terza via, quella più inattesa ma alla fine non meno probabile sulla scia dei risultati di Trump, ossia la vittoria del “no” ma con il mercato azionario che non crolla magari grazie a qualche intervento improvviso, a livello di UE o di BCE, a  favore e sostegno del sistema bancario.

L’unica certezza sulla Borsa che rimane scolpita nella pietra, che non dobbiamo mai dimenticare, è che i mercati sono fatti per stupirci, sempre.
Autore: Guido Gennaccari Fonte: News Trend Online

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