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lunedì 7 novembre 2016

La Clinton spinge il Ftse Mib (+2,3%), ma i rischi restano


Dopo una settimana decisamente pesante, archiviata con una perdita di quasi sei punti percentuali dall'indice Ftse Mib, Piazza Affari quest'oggi si risolleva con una certa vivacità, mostrando peraltro una performance più robusta rispetto a quella degli altri mercati, tanto europei quanto americani.

L'andamento del Ftse Mib e i titoli più comprato

L'indice delle blue chips si spinge in direzione dei 16.700 punti, con un vantaggio del 2,33%, da ricondurre non solo alla buona intonazione del settore bancario.

Se Banco popolare e Banca Popolare di Milano viaggiano al di sotto della parità con flessioni comunque contenute ben al di sotto dell'1%, Banca Monte Paschi vola con un rally di oltre il 18%, seguito da Intesa Sanpaolo e Mediobanca che avanzano di oltre quattro punti, mentre Unicredit e Ubi Banca crescono del 3,77% e del 3,2%.
Tra le blue chips più comprate troviamo anche Ferrari con un vantaggio di quasi il 7% dopo i conti trimestrali, mentre Fca scatta in avanti di oltre il 5%, seguito da STM che riprende la via dei guadagni e sale del 3,34%.

L'FBI rimescola le carte: si torna a puntare sulla Clinton

A restituire il buonumore a Piazza Affari e più in generale ai mercati sono le ultime notizie arrivate dagli States, dove l'FBI ha fatto sapere che Hillary Clinton non sarà incriminata per il cosiddetto "emailgate", vista l'assenza di nuove prove a suo carico.


Proprio l'indagine del Federal Bureau of Investigation aveva azzoppato la corsa della candidata democratica alla Casa Bianca, azzerando il suo vantaggio rispetto al rivale Donald Trump.
Le carte però vengono nuovamente rimescolate e i mercati tornano a puntare su una vittoria della Clinton, profilando uno scenario che sin dall'inizio è stato accolto con più favore dagli investitori.
Un insediamento del candidato democratico alla Casa Bianca infatti sarà letto come la continuazione dello status quo negli Usa e questo viene di gran lunga preferito al salto nel buio che si farebbe invece con una vittoria di Trump.

Un evento quest'ultimo che ora appare meno probabile anche perchè, come evidenziato dagli analisti di MPS Capital Services, stando al meccanismo elettorale Usa il candidato repubblicano dovrebbe recuperare consensi in ameno cinque Stati in bilico e si tratta di un'impresa tutt'altro che facile.

Clinton: anche in caso di vittoria la strada sarà in salita

L'entusiasmo mostrato oggi da Piazza Affari e più in generale dai mercati azionari va accolto comunque con molta cautela, visto che la strada è ancora tutta in salita.


Intanto l'esito della consultazione elettorale non si conosce ancora, per quanto i sondaggi indichino come favorita la Clinton. La sua vittoria però non deve essere data per scontata, come spiegato da Luke Hickmore, Senior Fixe Income Fund Manager di Aberdeen AM, i sondaggi possono commettere errore, come accaduto di recente in occasione del voto sulla Brexit.
Anche qualora dovesse trionfare la Clinton, sarà cruciale, non solo per lei ma anche eventuale per Trump, la formazione della Camera dei Rappresentanti.

Considerando quanto il Parlamento a stelle e strisce ha ostacolato la politica del presidente uscente Obama, entrambi i candidati potrebbero trovarsi ad affrontare le stesse difficoltà. 
Per la Clinton quindi, anche in caso di vittoria, si profila il rischio di un Congresso a maggioranza repubblicana, almeno alla Camera, rendendo meno agevole la sua politica.
Ciò potrebbe tradursi in un'incertezza dei mercati finanziari per i quali la volatilità pare destinata a rimanere elevata in ogni caso.

Dopo le elezioni Usa infatti bisognerà fare i conti con altre incognite, quali il meeting Opec di fine novembre, il referendum costituzionale in Italia e la riunione di politica monetaria della Fed a dicembre.
Fonte: News Trend Online

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