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giovedì 3 novembre 2016

La Bce risponde ai tedeschi e prepara il prolungamento del QE


Le critiche arrivate dalla Germania non intaccano la volontà della Bce di portare avanti il suo piano di Quantitative Easing finché sarà necessario.
Nel suo consueto bollettino mensile, diffuso oggi, la Banca Centrale Europea - che vede l'economia dell'eurozona crescere "a un ritmo moderato ma costante" - annuncia che si discuterà a dicembre, sulla base delle nuove proiezioni macroeconomiche fino al 2019, su quale tra le "possibili opzioni" scegliere per assicurare "l'ordinata attuazione del programma di acquisto fino a marzo 2017, o anche oltre se necessario".
Nel frattempo, i banchieri centrali prevedono che i tassi di interesse resteranno "su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo, ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti di attività".
Si presenta in questi termini la risposta dell'Eurotower alle critiche giunte ieri dalla Germania al piano di accomodamento monetario prossimo alla scadenza. Il gruppo dei "saggi"guidati da Christoph  Schmidt,gli esperti economici al servizio del governo di Berlino, aveva chiesto di rallentare il ritmo degli acquisti mensili di bond, ad oggi pari a 80 miliardi, ritenendoli fonte di problemi per la stabilità finanziaria dell'eurozona.

L'economia dell'Eurozona

Nel documento la BCE fa il punto sulle condizioni dell'economia europea, comunicando che l'eurozona sta crescendo moderatamente ma con una certa costanza.

Restano tuttavia alcune incognite, a partire dalla non risolta questione dell'inflazione.
Proprio su quest'ultima, la mancanza di "segnali convincenti di una tendenza al rialzo" consiglia di mantenere  "l'impegno a preservare il grado molto elevato di accomodamento monetario che è necessario per assicurare una convergenza durevole del profilo di inflazione verso tassi inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine".

Come stanno le banche

Parallelamente, la Bce rivendica il proprio ruolo di spinta fornito con le sue politiche monetarie all'economia dell'area euro, che hanno assicurato "condizioni di finanziamento molto favorevoli per imprese e famiglie".
Riflettendo sui dati del terzo trimestre relativi al settore bancario dell'eurozona, i consiglieri attribuiscono al piano di stimolo e alla politica dei tassi negativi il merito di aver reso possibili "più favorevoli termini e condizioni di credito".
D'altro canto "le banche", si legge nel documento, "hanno continuato a segnalare un miglioramento della domanda di prestiti a fronte di ulteriori riduzioni dei tassi applicati, che ad agosto hanno toccato minimi storici.

La ripresa della crescita dei prestiti è quindi proseguita a un ritmo moderato, pur avendo perso slancio durante l'estate."

Il capitolo investimenti

Nel documento c'è spazio per un riferimento al ritardo dell'Italia sul fronte degli investimenti. Le imprese dell'eurozona, scrivono i membri del consiglio direttivo, hanno recuperato i livelli d'investimento pre-crisi 2008, con una crescita del 15% grazie soprattutto a Germania, Francia e Spagna.
 Ma in questo contesto il contributo dell'Italia è stato "limitato".

Fonte: News Trend Online

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