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mercoledì 23 novembre 2016

Innamorati dei silenzi di Trump


Anche ieri i mercati azionari americani hanno sfogato il loro controllato entusiasmo, replicando il record riuscito già lunedì, quando tutti i tre principali indici (SP500, Dow Jones Industrial e Nasdaq Composite) che appaiono nei minuscoli riquadri delle principali tv USA hanno battuto il record storico.
Ieri due di essi hanno anche superato soglie psicologiche di rilievo: i 19.000 punti per il Dow Jones e i 2.200 punti per SP500. La festa per l’azionario dura dal giorno della vittoria di Trump e sembra non conoscere soste. Il grafico dell’indice SP500 mostra addirittura lo spettacolo di una sola candela nera nella serie delle ultime 13 giornate di borsa. 
A spingere i mercati ieri hanno provveduto le attese sulla Conferenza OPEC della prossima settimana, che dovrebbe raggiungere un accordo per la riduzione della produzione e sostenere il prezzo del greggio e i disastrati bilanci delle società energetiche di tutto il mondo, ma soprattutto il lato B di Trump, che ieri è apparso a rassicurare il mondo.
Dopo una campagna urlata e zeppa di scorrettezze verbali e grossolani insulti, il volto istituzionale del neo-presidente continua a presentarsi col sorriso sulle labbra e la voce tranquilla di chi non ha intenzione di mordere e neppure più di abbaiare.

Per la verità, ciò è avvenuto quasi sempre, con la clamorosa eccezione dell’incontro con i big del giornalismo USA, che ha ancora insultato senza remore.
I mercati si sentono rassicurati dal poco che dice, che per ora si limita ad annunciare il rigetto dei trattati di libero scambio e il ritorno del protezionismo “no global” all’americana, fatto di egoismi nazionalistici e rifiuto di farsi carico dei problemi del mondo, in gran parte creati proprio dall’America.

Ma soprattutto piace quel che non dice: niente persecuzione per la Clinton, nessun accenno al muro col Messico, né alla rimozione dell’Obamacare. Ieri è arrivato persino ad impegnarsi a studiare il trattato di Parigi contro il cambiamento climatico e l’effetto serra, sottoscritto dagli USA e da quasi tutti gli altri paesi del mondo, che in campagna elettorale aveva promesso di gettare nel cestino invece di ratificarlo. 
Si sentono rassicurati anche i cittadini americani, dato che gli ultimi sondaggi certificano un aumento dopo il voto della sua popolarità di ben 9 punti percentuali, un record migliore della crescita del Dow Jones (+3,8%).
Oggi è praticamente l’ultimo giorno della settimana per i listini USA.

Domani sarà tutto chiuso per la festa del Ringraziamento e per fare la festa a milioni di tacchini. Venerdì ci sarà orario ridotto e la giornata impegnata ad assaltare i centri commerciali ed i siti internet di vendita online per accaparrarsi le offerte del Black Friday. E’ evidente che oggi la tentazione di prendere profitto dopo una corsa rialzista di 13 giorni si farà sentire.
SP500 accusa evidenti segni di ipercomprato con l’indicatore di eccesso RSI(14) che ha raggiunto valori che in precedenza abbiamo visto solo in primavera, quando i mercati sono risaliti dalla pesante correzione di gennaio e febbraio.
Le borse europee continuano a performare con maggiore difficoltà, anche se ieri sono cresciute anch’esse in modo corale.

Il nostro Ftse-Mib ha vissuto una giornata di gloria a cui non era più abituato, risultando il migliore in Europa (+1,37%), preceduto solo dal listino di Atene che non fa testo. Merito di industriali e soprattutto delle utility, che hanno recuperato un po’, approfittando dei rendimenti che correggono dopo la corsa della scorsa settimana.
Insieme ai rendimenti pare fermarsi anche la corsa del dollaro, e ciò dovrebbe anticipare la correzione anche per l’azionario.
Una correzione che noi europei potremmo persino anticipare prima dei listini americani, dato che per noi la settimana oggi è appena a metà e, senza il traino USA, i listini europei hanno dimostrato poca capacità di dimenticare che il referendum e la possibile crisi politica italiana che potrebbe seguire alla vittoria del NO si sta avvicinando.

Lo fa vedere bene lo spread BTP/Bund, che ieri è tornato a 180 punti base.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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