-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 29 novembre 2016

Il passaggio generazionale


Donazione è la forma tipica con cui l’imprenditore individuale attua il passaggio generazionale. La donazione deve avvenire, a pena di nullità, per atto pubblico e alla presenza di due testimoni.
Il successo della donazione dipende dal regime fiscale favorevole. Ai fini delle imposte indirette, infatti, l’imposta sulle donazioni e successioni non si applica al sussistere congiuntamente delle seguenti condizioni:
  • l’oggetto della donazione sia un’azienda od un ramo d’azienda;
  • i beneficiari siano i discendenti od il coniuge del donante;
  • il donatario prosegua l’esercizio dell’attività d’impresa per almeno cinque anni dalla data di trasferimento.
Nell’ipotesi di partecipazioni in società di persone l’imposta non si applica, mentre nel caso di partecipazioni in società di capitali spetta l’esenzione solo qualora la donazione attribuisca al donatario il controllo.
Patto di famiglia è previsto per permettere l’efficienza dell’impresa e la continuità aziendale.

Il trasferimento della ricchezza imprenditoriale (azienda, partecipazioni) da concludersi a pena di nullità per atto pubblico alla presenza di due testimoni e dei legittimari.
Trust: il costituente (settlor) pone uno o più dei suoi beni sotto il controllo di un trustee nell’interesse di un beneficiario o per un fine specifico.
Il trustee è investito del potere e dell’obbligo di amministrare, gestire e disporre dei beni secondo i termini del trust.
Vendita dell’impresa: ultima chance per garantire un’eredità qualora i successori non siano ritenuti in grado di gestire l’impresa.
Schema di possibile dichiarazione dei crediti.

RINUNCIA AL CREDITO: STANDARD CONTABILI NAZIONALI

La rinuncia al credito, di natura finanziaria o commerciale, da parte del socio è assimilata a un apporto di patrimonio.

Pertanto, il debito delle società si trasforma in una riserva di capitale del patrimonio netto. La rinuncia deve risultare da un atto formale che esplicita il rafforzamento patrimoniale della società. Per il creditore, allo stralcio del credito consegue l’aumento del valore della partecipazione.

CONVERSIONE DI DEBITI IN CAPITALE

Secondo gli standard domestici, coerentemente con quanto previsto in caso di rinuncia al credito da parte del socio, anche nel caso di partecipazioni di nuova emissione sottoscritte dallo stesso creditore della società emittente, si hanno effetti di natura meramente patrimoniale e il debitore non rileva pertanto nessun utile o perdita della ristrutturazione del debito.

Si determina semplicemente una “trasformazione” di un debito in una voce di patrimonio netto.

IFRIC 19: CONVERSIONE DI DEBITI IN CAPITALE

Secondo l’Ifric 19 l’emissione di strumenti rappresentativi di capitale a favore del creditore per estinguere un debito è equivalente al pagamento del corrispettivo.
Pertanto, la società debitrice rileva l’aumento del proprio patrimonio netto in base al fair value è inferiore o superiore al valore nominale delle partecipazioni e del sovrapprezzo si determina l’emersione, rispettivamente, di un utile o di una perdita.

REMISSIONE DEI DEBITI E CONVERSIONE DEI CREDITI IN PARTECIPAZIONI

La rinuncia ai crediti dei soci costituisce sopravvenienza imponibile per la partecipazione per la quota che eccede il relativo valore fiscale.

Pertanto, si qualifica apporto la sola parte di rinuncia che corrisponde al valore fiscalmente riconosciuto del credito; ciò vale sia per operazioni di rinuncia diretta a crediti originari, sia per quelle precedute dall’acquisto del credito da parte del socio. La regola rileva anche per le conversioni di crediti in partecipazioni.
La rinuncia ai crediti dei soci, costituisce sopravvenienza attiva imponibile ai fini della determinazione del reddito della società partecipata.

Si può anche rinunciare al credito (anche di natura commerciale) per patrimonializzare la società partecipata. 
Autore: Vitaliano Noventa Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento