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martedì 8 novembre 2016

Il nuovo presidente Usa: quali saranno le reazioni dei mercati?


Ci siamo dai. Nel corso della notte conosceremo finalmente il vincitore delle elezioni Usa. Il voto americano, comunque, continuerà a dominare la scena ancora per un po’ di giorni, con gli investitori ancora prudenti e poco propensi ad accettare scommesse, data la vicinanza dei due candidati nei sondaggi dopo la recente rimonta di Trump.
Alberto Biolzi, Responsabile Advisory di Cassa Lombarda, spiega che la decisione dell’FBI di non incriminare la candidata Democratica Hillary Clinton per lo scandalo delle email ha rimescolato nuovamente le carte, facendola risalire nei sondaggi.

Secondo alcuni osservatori, in caso di vittoria della Clinton, il focus si sposterebbe dalla politica ai fondamentali e alle prossime mosse della Fed (vedi atteso rialzo dei tassi a dicembre), fintantoché i Democratici saranno controbilanciati dai Repubblicani nel Congresso in quanto nel breve non cambierà molto.
In caso di vittoria di Trump, si potrebbe aprire una fase di risk-off (azionario negativo, debolezza del dollaro, calo dei rendimenti del Bund, sell-off su emergenti) per le incertezze legate alla sua politica interna e internazionale (vedi Messico e Cina).
Ma, in sintesi, cosa dobbiamo aspettarci? Filippo A.

Diodovich, Market Strategist di IG, e Vincenzo Longo, Market Strategist di IG, spiegano che l’impatto sui mercati finanziari potrebbe tradursi con una volatilità in aumento, soprattutto nel caso di una vittoria di Trump. In tal caso, le vendite potrebbero essere violente a tal punto da riportare gli indici di Wall Street a rivedere i minimi di giugno, anche nell’arco di due sole sedute.
Le incertezze sulla politica internazionale e su un sistema economico meno aperto al commercio mondiale potrebbero diminuire gli investimenti e gettare ombre sulla crescita economica mondiale. Lo scenario potrebbe essere anche peggiore se il Congresso dovesse finire interamente in mano ai repubblicani.

Wall Street potrebbe avviare una discesa più duratura che potrebbe portarla a rivedere entro fine anno i minimi del 2016, con l’S&P500 a 1.800 punti e il Dow Jones a 15.500 punti.
Lo scenario potrebbe essere diverso – proseguono Diodovich e Longo -, almeno nel brevissimo termine, nel caso di una vittoria della Clinton.
Wall Street potrebbe approfittare immediatamente per ritornare verso i massimi storici ed aggiornarli, salvo poi iniziare a ripiegare in scia a un contesto di crescita mondiale più debole e alla presenza di diversi rischi al ribasso (incertezza politica in Europa, crisi delle banche, evoluzione della Brexit, petrolio e Cina).

In tal caso, l’S&P500 potrebbe arrivare a fine anno verso area 2.000 punti, minimi visti post referendum sulla Brexit.
La reazione negativa dei mercati a seguito di una vittoria di Trump potrebbe essere l’unico scenario in grado di influenzare la decisione della Federal Reserve su un possibile rialzo dei tassi d’interesse nella riunione di dicembre.
Un paradosso questo dato che lo stesso Trump ha più volte attaccato la politica monetaria ultra-accomodante della Banca centrale statunitense, sostenendo che i tassi bassi creano squilibri importanti e distorcono la realtà. All’indomani del voto i riflettori saranno puntati sul biglietto verde  – concludono Diodovich e Longo -, che già nelle ultime settimane è tornato a perdere terreno in scia alla crescente incertezza sull’esito del voto.

Solo una vittoria della candidata democratica potrebbe tornare a rafforzare gli acquisti sul dollaro statunitense. Il cambio Euro/Dollaro dovrebbe così riposizionarsi in area 1,08-1,07, minimi dell’anno. Possibili escursioni sotto tale livello rimangono possibili, anche se potrebbero essere solo di natura temporanea in vista del possibile annuncio di tapering della Bce a dicembre.
Autore: Forexlibero.com Fonte: News Trend Online

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